Meloni, ma quale “merito”?

Non c’è stato bisogno di far passare neanche un mese dall’insediamento del Governo Meloni per capire che, in continuità con i governi precedenti, si tratta di un governo nemico degli studenti, dei lavoratori e dei disoccupati.

Si tratta di un Governo che esibisce come biglietto da visita le manganellate sugli studenti che, fuori dalla Sapienza a Roma, contestavano il fatto che l’Università ospitasse un convegno di nostalgici del fascismo organizzato da Azione Universitaria per parlare di “capitalismo buono”, alla presenza di Fabio Roscani (presidente di Gioventù Nazionale e deputato di Fratelli d’Italia) e Daniele Capezzone (giornalista ed ex deputato di Fratelli d’Italia).

Un Governo che dichiara guerra ai collettivi studenteschi e alle realtà conflittuali tramite il cosiddetto decreto “anti-rave”, decreto che prevede multe e reclusione per chi organizza “raduni pericolosi per l’ordine pubblico”. Tradotto? Vuol dire occupazioni di scuole e università, picchetti e presidi! Ovviamente, cosa sia da considerare “pericoloso” e cosa no, è a completa discrezione delle Questure. Insomma, l’ennesimo decreto repressivo, in continuità con il Decreto Salvini (Lega) e il Decreto Minniti-Orlando (PD, proprio gli stessi che oggi piagnucolano gridando al governo più reazionario della storia!).

E ancora, è un Governo che aggiunge alla dicitura di “Ministero dell’Istruzione” quella di “Merito”. Sappiamo bene che, quando i padroni usano la parola “meritocrazia”, lo fanno per mettere sullo stesso piano i figli dei proletari con quelli degli Agnelli e Benetton, infischiandosene delle condizioni di partenza degli studenti e del sangue che i proletari devono sputare tutti i giorni per garantirsi il diritto allo studio!

Quale sarebbe, invece, il merito di chi ci governa? Quello di continuare a mandare giovani di 16 e 18 anni a morire nelle fabbriche, a usarli come forza lavoro gratuita e carne da macello, tramite la mattanza dell’alternanza scuola-lavoro?

Quello di aver nominato un Ministro dell’Istruzione “e del Merito”, Giuseppe Valditara, che gli studenti ricordano bene, perché prese parte alla stesura della Riforma Gelmini nel 2009, contribuendo a miliardi di tagli all’istruzione pubblica?

Oppure si tratta del merito di lasciare gli edifici e i plessi scolastici all’incuria, arrivando a mettere a repentaglio la vita degli studenti, com’è successo a Cagliari con il crollo dell’aula Magna dell’Università?

Immeritevoli sono i ministri di questo “nuovo” governo! In molte parti d’Italia gli studenti sono già in mobilitazione contro Meloni, ora si tratta di estendere la mobilitazione a tutto il paese, con l’obbiettivo di rovesciare il Governo Meloni prima che possa fare altri danni.

Studenti e insegnanti incendiate l’autunno!
Approfittate dell’instabilità politica per raccogliere il testimone e conquistare scuole e futuro!


Lottare fino all’abolizione dell’alternanza scuola-lavoro!
Riappropriarsi dei consigli d’istituto per fermare la mattanza!
Il recente omicidio di Giuliano De Seta, ucciso in alternanza scuola-lavoro, così come le morti di Lorenzo Parelli, Giuseppe Lenoci e di tanti altri studenti sono tra gli effetti devastanti del sistema capitalista. Sono assassinii, mostrano la vera natura dei progetti di alternanza scuola-lavoro: gli studenti lavorano gratuitamente, senza un limite orario giornaliero e in totale assenza di sicurezza. È un’alternanza che fa gli interessi dei capitalisti e delle multinazionali che costantemente tentano di erodere le conquiste che la classe operaia e il resto delle masse popolari hanno strappato alla borghesia quando il movimento comunista era ancora forte nel mondo, di abbassare i salari, di aumentare i ritmi produttivi e di impiegare sempre più lavoratori precari e interinali. In questo quadro gli studenti sono manodopera gratuita, anche il loro impiego è un ambito di valorizzazione del capitale…

Leggi testo completo Comunicato CC del (n)PCI 28/2022 – 14 ottobre 2022

Gli studenti del Liceo Manzoni di Milano e quelli della facoltà di Scienze Politiche della Sapienza di Roma hanno indicato una via occupando le aule. Che sia il primo segnale per una nuova ondata di mobilitazioni studentesche, per un Autunno Caldo che veda protagonisti studenti e lavoratori, uniti al grido “Insorgiamo” lanciato dal Collettivo di Fabbrica della GKN!

Il primo passo è costruire collettivi studenteschi in ogni scuola e università dove ancora non ce ne sono, rafforzarli e coordinarli con quelli già esistenti dove ci sono. Bisogna rendere ogni scuola un focolaio di lotta: scioperare, autosospendersi dalle lezioni, affiggere striscioni e manifesti, riappropriarsi del diritto di indire assemblee d’istituto e autogestioni (eliminate con la scusa del Covid, in molte scuole faticano a ripartire!).

Bisogna organizzare in ogni città presidi e iniziative per l’abolizione dell’alternanza scuola-lavoro insieme ai lavoratori delle aziende che si battono per la sicurezza sul posto di lavoro.

Bocciare il Governo Meloni ancora prima che possa dare il peggio di sé! Scuole e università sono di chi ci studia e ci lavora, riappropriamocene!

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