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Unione Popolare e l’agenda Robin Hood: come attuarla sin da ora?

Agenzia Stampa - Staffetta Rossa by Agenzia Stampa - Staffetta Rossa
Agosto 31, 2022
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In questi giorni nelle tv e i vari mezzi di comunicazione sono in corso i confronti tra candidati e coalizioni in corsa per le elezioni politiche del prossimo 25 settembre. Luigi De Magistris e altri candidati della sua lista sono stati accusati di contrapporre all’agenda Draghi un’“agenda Robin Hood”, perché intendono “togliere ai ricchi per dare ai poveri”. De Magistris, il segretario del PRC Acerbo e altri esponenti della lista hanno giustamente riposto di prendere quell’accusa come un complimento.

Tanti passaggi del programma di Unione Popolare sono effettivamente radicali e propongono una serie di misure a danno dei ricchi e a sostegno delle masse popolari. Per conquistare da subito la fiducia delle masse popolari, però, la via migliore è quella di passare immediatamente dalle parole ai fatti, tradurre quei principi in azioni di lotta, in mobilitazione e organizzazione delle masse popolari. Che l’“agenda Robin Hood” diventi l’agenda di lotta contro il carovita. I programmi radicali non bastano, servono azioni radicali!

Come si può sin da subito, in campagna elettorale, cominciare ad attuare questa agenda Robin Hood?

Promuovere la diffusione della disobbedienza e dell’insubordinazione a ogni norma o legge ingiusta (vedi il Decreto Salvini, i vincoli di fedeltà aziendale e simili) che minaccia la libertà di espressione, organizzazione, manifestazione e lotta delle masse popolari. Promuovano direttamente o sostengano, se organizzati da altri, blocchi stradali, manifestazioni non autorizzate e azioni simili su tutto il territorio italiano (un esempio) e diano a ognuna di queste azioni massima visibilità, di questo si deve parlare in televisione e nelle tribune elettorali se si vuole conquistare la fiducia delle masse popolari. Il primo passo per abolire leggi ingiuste è violarle!

Sostenere e rafforzare lo sviluppo di quelle attività mutualistiche e solidali. Si tratta di organizzazioni popolari come le Brigate di Solidarietà, Ambulatori Popolari ma anche associazioni del terzo settore e simili. La campagna elettorale sia terreno per rafforzare queste reti, metterle in connessione a livello territoriale e nazionale e soprattutto a fornire supporto diretto e organizzato alle masse popolari schiacciate dal carovita e dalle misure da macelleria sociale del governo Draghi.

Promuovere e sostenere ogni forma di appropriazione organizzata di beni e servizi (espropri, “io non pago”, ecc.) che assicura a tutta la popolazione i beni e servizi a cui la crisi blocca l’accesso (un esempio). Azioni radicali e di lotta come la spesa proletaria (fare la spesa al supermercato e non pagarla) o gli allacci “abusivi” organizzati di corrente elettrica e gas, alimentano l’organizzazione e lo spirito combattivo delle masse popolari e soprattutto mostrano come quei candidati che decideranno di organizzarle e sostenerle siano decisi a contrastare con i fatti e non con le chiacchiere l’agenda Draghi dei partiti delle Larghe Intese.

Promuovere e sostenere gli scioperi e gli scioperi alla rovescia, nelle fabbriche e nelle scuole. Lo sciopero è la principale arma di lotta del movimento operaio e popolare sempre più sotto attacco. I candidati, i parlamentari e tutti gli esponenti sindacali che oggi vogliono lottare contro l’agenda Draghi e i partiti che la propugnano devono dare copertura, sostegno e appoggio a qualsiasi forma di sciopero promossa dai lavoratori e dal resto delle masse popolari. Lottare per non ritirare i diritti conquistati necessita innanzitutto di praticarli.

Promuovere e sostenere le occupazioni di fabbriche, abitazioni, scuole, università, uffici pubblici, banche e altro. Diffondere e praticare esperienze di lotta e di riscossa come quella degli operai GKN, del movimento di lotta per la casa, dei collettivi studenteschi, dei disoccupati organizzati e di tutte le occupazioni promosse dalla classe operaia e dal resto delle masse popolari. Contro l’agenda dei padroni, 10, 100, 1000 occupazioni!

Promuovere e sostenere le manifestazioni di protesta e il boicottaggio dell’attività delle pubbliche autorità. Mentre la maggioranza della popolazione italiana è colpita dal carovita, si moltiplicano gli sfratti coatti di chi non può pagare l’affitto, gli stacchi della corrente elettrica e altri servizi a chi non può pagare le bollette e altre azioni da macelleria sociale. I picchetti antisfratto (un esempio), presidi che impediscano lo stacco dei servizi o che provvedano a riallacciarli in autorganizzazione e altre azioni simili sono la strada per rispondere dal basso a questi attacchi e boicottare l’azione delle autorità contro le masse popolari. A queste azioni bisogna dare massima visibilità e renderle oggetto di dibattito pubblico.

Promuovere azioni di interruzione dei lavori delle assemblee elettive, dal parlamento ai consigli comunali. I parlamentari ancora in carica mettano in atto azioni di rottura come occupare il Parlamento fin tanto che la legge contro le delocalizzazioni promossa dal Collettivo di Fabbrica GKN non è all’ordine del giorno. Si tratta di una legge che serve qui ed ora per le decine di tavoli ancora aperti al MISE, per tutte le aziende in via di chiusura e soprattutto per gli operai in lotta in questi giorni come quelli Wartsila. Non si tratta di cose impossibili, nel 2013 esponenti del M5S dimostrarono che farlo è possibile e che si tratta principalmente di una questione di volontà politica che di legalità. Lo stesso facciano gli esponenti di amministrazioni locali, blocchino e occupino i consigli comunali e regionali per rispedire al mittente la privatizzazione dell’acqua pubblica, i rincari delle imposte e altre misure lacrime e sangue!

Promuovere e sostenere il rifiuto organizzato di pagare imposte, ticket, mutui e tutte le misure vessatorie delle masse popolari. Organizzare campagne di autoriduzioni delle bollette, occupazioni delle casse ticket degli ospedali e delle ASL per non pagare il ticket (un esempio), fare azioni di lotta che prendano di mira le banche per cancellare interessi e more su mutui e prestiti sono solo alcune delle forme di lotta già in essere nel nostro paese. la tribuna politica delle elezioni sia ambito per lanciare queste campagne e dare la maggior visibilità possibile alle azioni che vanno in questa direzione!

Quelle espresse sono solo alcune delle azioni che è necessario fare in questa campagna elettorale. Quello che i candidati che hanno a cuore gli interessi delle masse popolari devono fare è rendere ciò che è necessario fare in azione pratica e soprattutto in propaganda ed emulazione per tutto il resto del paese. Le masse popolari non hanno bisogno di chi le prometta di rappresentarle bene in parlamento, hanno bisogno di gente che si metta al loro servizio e che sprigioni la loro sete di riscossa, lotta e giustizia sociale. Quella che serve, quindi, è una campagna elettorale fatta non di promesse, di programmi di rottura e radicali, ma di iniziative e azioni radicali. Se agenda Robin Hood deve essere che lo sia fino in fondo!

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