Elezioni politiche 2022
Un fronte comune per liberare il paese dalle Larghe Intese

Dibattito alla Festa nazionale della Riscossa Popolare – 11 agosto 2022 – ore 18 – Parco di Ricortola, Marina di Massa

Il 10 luglio abbiamo fatto circolare l’appello per una discussione rispetto alle elezioni politiche – lo riportiamo sotto – che, all’epoca, avrebbero dovuto svolgersi nel 2023. Avevamo chiaro che la crisi politica stava marciando speditamente, ma in quel momento non era possibile prevedere che il governo Draghi sarebbe fragorosamente caduto di lì a pochi giorni e che sarebbero state indette “in fretta e furia” elezioni politiche anticipate, come in effetti è successo.
La data delle elezioni politiche è stata fissata: 25 settembre. Tempi talmente stretti che, complici anche i ritardi nella formulazione dei moduli e delle procedure, rischiano di escludere tutti i partiti e le liste che per presentare il simbolo devono raccogliere decine di migliaia di firme in poche settimane.
Di fronte “al fatto compiuto”, con la data delle elezioni fissata, sono riemerse tutte le tendenze idealiste e le spinte settarie che ostacolano la costruzione di un fronte comune contro le Larghe Intese. Il contenuto e l’obiettivo del dibattito che svolgeremo l’11 agosto è quanto mai all’ordine del giorno. In un contesto determinato dall’aggravamento della crisi generale, dalla tendenza alla guerra, dall’emergenza climatica e dalle misure reazionarie imposte dalla classe dominante per difendere unicamente i capitalisti e i loro profitti, l’errore più grave sarebbe NON approfittare delle elezioni politiche per dare una legnata alle Larghe Intese e alimentare la lotta per un governo di emergenza delle masse popolari organizzate. Che tale errore si manifesti sotto la forma dell’astensionismo di principio o in quella dei calcoli di mera rappresentanza è secondario.
Rinnoviamo l’invito a incontrarsi e discutere NONSTANTE le pressanti scadenze elettorali, perché le elezioni passano (e non è affatto detto che siano lo strumento decisivo per cambiare le cose), ma l’esigenza di un governo di emergenza delle masse popolari organizzate resta.

Sono stati invitati ad intervenire
Luigi De Magistris (verso l’Unione Popolare), Carmine Piscopo (DEMA), Giorgio Cremaschi e Giuliano Granato (PaP), Simona Suriano, Doriana Sarli, Yana Ehm (gruppo parlamentare [email protected]), Salvatore Prinzi (exOPG), Paolo Ferrero e Maurizio Acerbo (PRC), Marco Rizzo, Salvatore Catello, Emanuele Dessì (Partito Comunista), Igor Camilli (Patria Socialista); Riconquistare l’Italia, ancora Italia, Antonio Ingroia (Azione Civile), Pino Cabras e Mattia Crucioli (l’Alternativa), Moreno Pasquinelli (Liberiamo l’Italia / Fronte del Dissenso), Ugo Mattei e Maurizio Cosenza (CLN), Jessica Costanzo e Gialuigi Paragone (Italexit), Alessandro Di Battista, Luigi Piccirillo (ex M5S – consiglio regionale della Lombardia), Mauro Alboresi (PCI), Carla Corsetti (Democrazia Atea), Massimiliano Morosini (Confederazione delle Sinistre), La Città Futura, Alessandro Mustillo (Fronte comunista), Lorenzo Lang e Paolo Spena (Fronte della gioventù Comunista), Alessio Arena (Fronte Popolare), Fosco Giannini (Cumpanis).

Dopo le elezioni amministrative dello scorso giugno si sta dispiegando una lunga fase di campagna elettorale in vista delle elezioni politiche del 2023, che dovrebbero tenersi tra marzo e maggio, a meno di rinvii con scuse legati a qualche “emergenza” o anticipazioni dovute al precipitare della crisi politica che investe la compagine governativa.
Nel dibattito vogliamo confrontarci su come usare la crisi politica in corso e la lunga campagna elettorale per rafforzare il campo delle forze politiche schierate contro il governo Draghi e contro le Larghe Intese, asservite alla UE e alla NATO, e vogliono porsi come alternativa di governo del Paese.
La situazione è favorevole alla costruzione di un fronte delle forze politiche, sindacali e sociali contro le Larghe Intese. Ci sono le condizioni, affinché queste forze sviluppino da subito l’unità di azione su diversi campi (contro il carovita, contro la guerra, gli armamenti e basi NATO-USA, per la salvaguardia dell’ambiente e dei beni comuni, sulla sanità e scuola pubblica, ecc.) e avviino un percorso di coordinamento che anche alla presentazione di una coalizione elettorale comune alle prossime elezioni politiche e amministrative.
Il processo è però viziato, a nostro avviso, dallo spirito di concorrenza tra le varie forze e dai personalismi.

Tenendo conto della grave situazione economica e sociale, consideriamo il passaggio elettorale solo uno strumento fra gli altri (campagne, battaglie, scioperi) per costruire un’alternativa ai governi delle Larghe Intese, ma riteniamo che le elezioni del 2023 possano e debbano essere usate in modo da far avanzare la costruzione di un fronte comune che si esprima tanto nelle piazze, nella resistenza dei lavoratori nelle aziende, nelle scuole e nei quartieri quanto a livello elettorale. Pertanto parteciperemo attivamente alla campagna elettorale per le elezioni politiche del 2023 per favorire le condizioni necessarie a costituire un governo di emergenza delle masse popolari organizzate.

Siamo un piccolo partito con il senso della realtà: sappiamo che non bastano le sole nostre forze, né le attuali relazioni che abbiamo con una parte della classe operaia e delle masse popolari, per determinare il contenuto e lo svolgimento della lunga campagna elettorale che abbiamo di fronte. Ma avere il senso della realtà non significa precludersi una strada solo perché è difficile percorrerla.

Non presenteremo nessuna lista identitaria, ma interverremo e ci confronteremo con tutti “i tavoli aperti” con l’obiettivo di far convergere tutti i partiti, le organizzazioni e gli aggregati contro le Larghe Intese attorno a un unico programma di governo per costruire un fronte unito anche sul piano elettorale e valuteremo l’opportunità di candidare membri del nostro Partito in liste anti Larghe Intese.

Continueremo a intervenire sugli organismi operai e popolari affinché siano loro a definire le misure che servono al paese, affinché irrompano nella campagna elettorale anziché subirla e decidano loro chi devono essere i candidati al parlamento, i ministri e il capo del governo.

Spingeremo tutti coloro che vogliono candidarsi contro le Larghe Intese a fare da subito quello che promettono di fare una volta eletti, a mettersi al servizio dell’organizzazione dei lavoratori e delle masse popolari, a usare i soldi (tanti o pochi che siano) e le relazioni che hanno per sostenere gli organismi operai e popolari anziché per stampare santini, manifesti e volantini pieni di buone intenzioni.

Vi invitiamo a discutere di questa prospettiva, nell’ottica di combinare la mobilitazione per la campagna elettorale con le mobilitazioni di cui gli organismi operai e popolari sono già, e saranno in misura crescente, protagonisti, per fermare il degrado economico, sociale e morale e prendere in mano il futuro del Paese.

Milano, 10 luglio 2022

L’invito è stato inviato a
Luigi De Magistris (verso l’Unione Popolare), Carmine Piscopo (DEMA), Giorgio Cremaschi e Giuliano Granato (PaP), Simona Suriano, Doriana Sarli, Yana Ehm (gruppo parlamentare [email protected]), Salvatore Prinzi (exOPG), Paolo Ferrero e Maurizio Acerbo (PRC), Marco Rizzo, Salvatore Catello, Emanuele Dessì (Partito Comunista), Igor Camilli (Patria Socialista); Riconquistare l’Italia, ancora Italia, Antonio Ingroia (Azione Civile), Pino Cabras e Mattia Crucioli (l’Alternativa), Moreno Pasquinelli (Liberiamo l’Italia / Fronte del Dissenso), Ugo Mattei e Maurizio Cosenza (CLN), Jessica Costanzo e Gialuigi Paragone (Italexit), Alessandro Di Battista, Luigi Piccirillo (ex M5S – consiglio regionale della Lombardia), Mauro Alboresi (PCI), Carla Corsetti (Democrazia Atea), Massimiliano Morosini (Confederazione delle Sinistre), La Città Futura, Alessandro Mustillo (Fronte comunista), Lorenzo Lang e Paolo Spena (Fronte della gioventù Comunista), Alessio Arena (Fronte Popolare), Fosco Giannini (Cumpanis).

Festa nazionale della Riscossa Popolare: il programma dei dibattiti

Giovedì 11 – ore 18
Elezioni 2023: un fronte comune per liberare il paese dalle Larghe Intese
Sabato 13 – ore 18
Cacciare Draghi! Lo stato di emergenza lo dichiariamo noi!
Martedì 16 – ore 18
Comunisti! Un confronto fra partiti e organizzazioni su divergenze, differenze e costruzione dell’unità

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