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Nessuna giustificazione per l’attendismo!

Redazione di Resistenza by Redazione di Resistenza
Aprile 1, 2022
in Resistenza n. 4/2022
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Ancora sul lavoro che i comunisti italiani non possono appaltare a nessun altro

Sul numero 2/2022 di Resistenza (“A chi appaltare il lavoro dei comunisti italiani”) abbiamo criticato una tesi espressa da Massimiliano Ay, Segretario del Partito Comunista della Svizzera italiana. Poiché non ci sono le condizioni per fare la rivoluzione socialista nel nostro paese, bisogna prendere atto che i sommovimenti politici e sociali del mondo dipendono dallo scontro fra la Comunità Internazionale degli imperialisti, da una parte, e Federazione Russa e Repubblica Popolare Cinese dall’altra: è questa la contraddizione principale di questa epoca, dice Ay.

Torniamo sull’argomento perché Massimiliano Ay non è affatto l’unico a pensare così, la sua tesi ha riscontro e sostegno in un’ampia fetta di compagni che leggono la realtà odierna con gli occhi rivolti a un’epoca che non esiste più. Nel 2008 la crisi generale del capitalismo è entrata nella sua fase acuta e terminale, la borghesia imperialista non riesce più a governare il mondo come faceva prima. Siamo nel vivo di un’epoca di guerre imperialiste e di rivoluzioni socialiste, in cui le condizioni che alimentano la tendenza alla guerra imperialista sono esattamente le stesse che alimentano la rivoluzione socialista.

Nei paesi imperialisti, come l’Italia, la contraddizione principale della società è (e rimane) quella fra classe operaia e borghesia imperialista e l’instaurazione del socialismo è la direzione verso cui spinge la società: si tratta di un’esigenza storica che è all’ordine del giorno.

Il futuro del nostro paese, degli altri paesi e del mondo dipende da quanto i comunisti sono capaci di mettersi alla testa della mobilitazione che le masse popolari oppongono agli effetti della crisi generale per farla confluire nella rivoluzione socialista, oggi. Sono le masse popolari a fare la storia! Lo sono nei paesi imperialisti, lo sono negli ex paesi socialisti e lo sono anche nei paesi oppressi.

Anziché spingere le masse popolari a fare il tifo contro la NATO e per la Russia, è urgente e necessario che i comunisti si mettano in testa di usare – e fino in fondo – tutte le contraddizioni alimentate dalla crisi generale, quelle che la pandemia ha acutizzato e approfondito e quelle derivanti dalla guerra, per organizzare e mobilitare la classe operaia e le masse popolari.

Chi scambia l’attuale Federazione Russa per l’URSS di Stalin prende un granchio, come chi scambia l’attuale Repubblica Popolare Cinese per quella di Mao Tse-tung.
Attenzione, questo NON significa affatto che la Federazione Russa e la Repubblica Popolare Cinese siano paesi imperialisti come gli USA, la Germania, l’Italia, la Francia, ecc. Non lo sono e non possono esserlo! Sono paesi coinvolti nel processo di restaurazione del capitalismo in corso dal 1956 in URSS e dal 1976 in Cina, cioè da quando i revisionisti moderni hanno preso la direzione del movimento comunista.
Anche la strada che imboccheranno la Federazione Russa (che è nella fase della restaurazione del capitalismo “ad ogni costo”) e la Repubblica Popolare Cinese (che si trova, invece, nella fase della restaurazione graduale e relativamente pacifica del capitalismo) dipende dal grado di organizzazione e di mobilitazione delle masse popolari in Russia e in Cina. Cioè dipende dal movimento comunista cosciente e organizzato di quei paesi.
“Il corso delle cose dei prossimi anni sarà il risultato della risposta che nella pratica verrà data alle seguenti domande.
– Saranno i proletari cinesi con alla testa i comunisti che prenderanno in mano le grandi società ora dei capitalisti cinesi e conformeranno anche il resto dei rapporti sociali nella Repubblica Popolare Cinese alla gestione pubblica di tutta l’attività economica del paese pianificata nell’interesse della popolazione e della sua partecipazione alle attività specificamente umane o saranno i capitalisti cinesi che prenderanno in mano la direzione politica del paese?
– Saranno i proletari russi che rovesceranno il corso delle cose e con i comunisti russi alla loro testa riprenderanno il potere in Russia o saranno gli oligarchi a cancellare completamente quello che ancora resta nei rapporti sociali dell’eredità della costruzione del socialismo fatta nell’Unione Sovietica di Lenin e di Stalin?
– Saranno i proletari e i contadini dell’India con alla testa i comunisti indiani in grado di prendere il potere o l’India sarà nuovamente colonizzata questa volta dai gruppi imperialisti USA?
Questo significa che gli altri paesi non contano? Assolutamente no! Ogni paese avrà il suo peso nel corso delle cose. In particolare il primo paese imperialista che romperà la catene della Comunità Internazionale aprirà la via e mostrerà la strada della rivoluzione socialista alle masse popolari degli altri paesi imperialisti (dagli USA, ai paesi dell’Unione Europea, al Giappone, all’Australia)” – dal Comunicato del (nuovo)Partito Comunista Italiano del 27 febbraio 2022 “La situazione internazionale e la lotta di classe in Italia”.

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