Mobilitazioni del 15 febbraio – Cacciare Draghi, serve una nuova liberazione nazionale

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Cacciare Draghi. Serve una nuova liberazione nazionale

Uniti contro il green pass

Il Green Pass non è una misura sanitaria, ma politica.
È uno strumento per
– ricattare i lavoratori e rafforzare la repressione il controllo e l’arbitrio dei padroni;
– tentare di nascondere la gestione criminale della pandemia da parte delle autorità e delle istituzioni internazionali e nazionali (Speranza, Draghi, Confindustria…);
– tentare di deviare l’attenzione dalle misure del governo Draghi (riforma delle pensioni, salvataggio delle banche, aumento delle bollette e del carburante, carovita, sfratti, svendita e distruzione del tessuto produttivo, licenziamenti…);
– tentare di mettere la popolazione una parte contro l’altra.

Andrà tutto bene”: menzogne e illusioni
Lavoratori, chi vi dice che dalla classe dominante può arrivare una soluzione al corso disastroso delle cose, è un illuso o un imbroglione. La classe dominante non ha nessun interesse a invertire il corso disastroso delle cose. E pertanto non lo farà. Chi vi fa credere che le cose cambieranno attraverso le regole e le procedure imposte dalla classe dominante (elezioni, referendum, ecc.) è un illuso o un imbroglione. La classe dominante, le sue istituzioni, le sue autorità, i suoi partiti e i suoi esponenti sono parte del problema, non sono la soluzione.
Le botte agli studenti che protestavano per l’omicidio di Lorenzo Parelli, morto a 18 anni per l’alternanza scuola-lavoro dei padroni, sono invece la realtà.

Una nuova liberazione nazionale
Oggi il nostro paese è nuovamente occupato. Le forze occupanti non indossano la camicia nera, ma l’abito degli uomini di affari; non distruggono il paese con i carri armati e con le armi, ma applicando le leggi universali del capitalismo, dello sfruttamento, dell’oppressione di classe, della dittatura dei ricchi sui lavoratori e sulle masse popolari. La stessa forza che ha liberato il paese dai nazifascisti nel 1945 è quella che deve liberare il paese oggi: la forza dei lavoratori e delle masse popolari organizzate. Quella forza, oggi come nella Resistenza al nazifascismo, poggia sull’organizzazione.
Organizzare in ogni azienda, in ogni scuola, in ogni zona, in ogni città e in ogni quartiere organismi operai e popolari che indicano alla popolazione le misure per fare fronte agli effetti della crisi. Misure che servono ad affermare i loro interessi, opposti a quelli dei capitalisti, dei padroni e degli speculatori, italiani e stranieri. Far valere in ogni contesto il principio che le masse popolari sono unite oggettivamente da interessi comuni e possono far valere la loro forza solo se organizzate. Contrastare in ogni modo i tentativi di dividere e contrapporre le masse popolari (SI VAX/NO VAX, italiani/immigrati, giovani/anziani, ecc.): uniti per cacciare Draghi e liberare il paese dalle forze occupanti.

Liberare il paese oggi significa combattere per cacciare Draghi,e imporre un governo di emergenza delle masse popolari organizzate.
Questo il programma che deve perseguire e che bisogna costringere i padroni, gli speculatori, i capitalisti, il papa e i cardinali a ingoiare.

1. Assegnare a ogni azienda compiti produttivi utili e adatti alla sua natura, secondo un piano nazionale. Nessuna azienda deve essere chiusa.
2. Distribuire i prodotti alle famiglie e agli individui, alle aziende e ad usi collettivi secondo piani e criteri chiari, universalmente noti e democraticamente decisi.
3. Assegnare a ogni individuo un lavoro socialmente utile e garantirgli, in cambio della sua scrupolosa esecuzione, le condizioni necessarie per una vita dignitosa e per la partecipazione alla gestione della società. Nessun lavoratore deve essere licenziato, ad ogni adulto un lavoro utile e dignitoso, nessun individuo deve essere emarginato.
4. Eliminare attività e produzioni inutili o dannose, assegnando alle aziende coinvolte altri compiti.
5. Avviare la riorganizzazione di tutte le altre relazioni sociali in conformità alla nuova base produttiva e al nuovo sistema di distribuzione.
6. Stabilire relazioni di solidarietà e collaborazione o di scambio con gli altri paesi disposti a stabilirle con noi.
7. Epurare gli alti dirigenti della Pubblica Amministrazione che sabotano la trasformazione del paese, conformare le Forze dell’Ordine, le Forze Armate e i Servizi d’Informazione allo spirito democratico della Costituzione del 1948 e ripristinare la partecipazione universale dei cittadini alle attività militari a difesa del paese e a tutela dell’ordine pubblico.

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