Da più di sei mesi gli operai GKN di Campi Bisenzio sono in lotta per difendere la loro fabbrica, i posti di lavoro e un pezzo di storia del territorio fiorentino.

Il 20 gennaio è stato firmato, dopo l’approvazione dell’assemblea dei lavoratori, l’accordo quadro al MISE su chiarezza, tempi e garanzie del processo di reindustrializzazione.

L’acquisto della fabbrica da parte di Francesco Borgomeo è un risultato di per sé contradittorio. È innanzitutto e soprattutto una vittoria che gli operai hanno ottenuto con la lotta e la mobilitazione di un ampio fronte attorno alla GKN. Senza questo, Melrose sarebbe scappata col bottino e la GKN sarebbe solo l’ennesimo caso di delocalizzazione dettata dalle speculazioni finanziarie. È però anche il tentativo, da parte dei vertici delle autorità borghesi, di “tornare alla normalità” nella nuova situazione che si è determinata grazie alla lotta. Una “normalità” che consiste nell’imbastire il classico processo di logoramento, con un progetto di reindustrializzazione ancora vago e quindi pericoloso, laddove è concepito come strumento per sgonfiare la lotta, sfilacciare il Collettivo di Fabbrica e il gruppo dei solidali con il solito girone di CIG, promesse, progetti che serve a far fare loro la fine della rana bollita, come dicono gli stessi operai. L’acquisto della fabbrica da parte di Borgomeo, quindi, può essere entrambe le cose: opportunità di vittoria per la salvaguardia dei posti di lavoro e strumento per tentare di sgonfiare la lotta.

Tenendo presente questa dicotomia, dobbiamo avere ben chiaro quello che la lotta GKN ha significato negli ultimi mesi. Il Collettivo di Fabbrica ha oggettivamente fatto fare un passo in avanti alla lotta della classe operaia nel nostro paese e ha assunto un ruolo di avanguardia, perché:

– ha promosso molteplici e variegate iniziative di lotta: presidi, cortei (a quello del 18 settembre a Firenze erano presenti 40mila persone!), mobilitazioni, irruzioni nei palazzi del potere. Non ultimo, l’Insorgiamo Tour ancora in corso;

– ha sostenuto e supportato le lotte e mobilitazioni di altre aziende (come alla Texprint di Prato, Alitalia, la Italcanditi di Marradi o la Caterpillar di Jesi solo per citarne alcune), degli studenti universitari e medi, infondendo fiducia nel fatto che i padroni e gli speculatori non sono onnipotenti e che un gruppo di operai deciso a vincere può tenere testa a grandi multinazionali, a Draghi e compagnia cantante;

– in ragione di questo, hanno sviluppato la lotta oltre la singola battaglia contingente, costruendo in questi mesi numerosissime relazioni: le prime, piccole ma importanti esperienze di convergenza e coordinamento con altri segmenti della società, suscitando l’abbraccio da parte del territorio a livello locale e in una certa misura anche nazionale;

– ha valorizzato tutto quello che poteva andare a favore degli interessi degli operai: dalle istituzioni locali e nazionali al sindacato, dai tecnici e ingeneri fino – la cosa più importante – al supporto dei solidali e del territorio;

– è arrivato a elaborare e presentare una proposta di legge contro le delocalizzazioni e la progettazione di un piano per il Polo della Mobilità Sostenibile. Un patrimonio che dobbiamo diffondere, far conoscere, rendere piano di lotta e rivendicazione del resto della classe operaia e delle masse popolari del nostro paese;

– ha reso partecipi della sua iniziativa tutto il territorio, contrastando l’ottica secondo cui ognuno deve risolversi i suoi problemi, secondo cui al massimo se ne occupa il sindacato. Il gruppo solidali Insorgiamo è in questo senso un’esperienza all’avanguardia che ha contribuito a supportare i lavoratori GKN nell’organizzazione della lotta e nel portare questa esperienza fin dove è arrivata oggi. Perché la GKN è di tutti e da tutti va difesa e supportata, allargando il suo esempio e i suoi insegnamenti in altre aziende e contesti in tutto il paese.

Come scrivono e dicono gli stessi operai, la fase che si accingono ad attraversare è delicata, ma la forza con la quale potranno vincere è quella che viene da quanto seminato e costruito in questi 6 mesi e negli anni precedenti.

In questi mesi il CdF GKN è stato esempio di come si deve lottare per impedire la chiusura di un’azienda e per difendere i posti di lavoro (al netto delle diversità di ogni contesto di cui occorre naturalmente tenere conto). Adesso, a seguito dell’acquisto della fabbrica da parte di Borgomeo, il CdF sta imparando come lottare contro i pericoli di finte riconversioni e reindustrializzazioni.

Per difendere i posti di lavoro, per far riaprire la fabbrica, è necessario guardare oltre la GKN: nessuno si salva da solo. Dunque, tanto più si allargherà il fronte di mobilitazione capillare sul territorio, azienda per azienda, quartiere per quartiere, scuola per scuola, tanto più la lotta GKN sarà vittoriosa e al contempo contribuirà a costruire quei rapporti di forza necessari a cambiare il contesto.  

In questo senso, riteniamo che il gruppo dei solidali Insorgiamo possa e quindi debba assumere un ruolo superiore, portando all’esterno dei cancelli della fabbrica, in primis ad altri lavoratori, gli insegnamenti del Collettivo di Fabbrica e l’esempio della lotta di questi mesi, così come l’esperienza stessa di costruzione del gruppo stesso. Portarli fuori per fare cosa? Per insegnare ad altri a farlo. Insegnare ad altri non vuol dire mettersi su in piedistallo e pontificare su come altri lavoratori debbano lottare, e nemmeno sostituirsi a loro, o esportare la lotta altrove. Insegnare ad altri, vuol dire fare, con superiore cognizione di causa, quello che nei fatti gli operai della GKN stanno già facendo, da mesi: mettersi a disposizione di tutti quei lavoratori organizzati e non che cercano una strada e che in una certa misura vedono già nell’esempio del CdF la rotta da seguire. Insegnare ad altri, vuol dire fare come i vecchi operai della ex FIAT di Novoli hanno fatto con i giovani operai entrati in fabbrica, poi diventata GKN.

Tanti o pochi che siano, lavoratori che cercano una strada già esistono: intercettiamoli, mettiamoli in rete, aiutiamoli a organizzarsi per contribuire alla costruzione di quei rapporti di forza necessari a cambiare il contesto, a partire dai luoghi di lavoro.

Nessuno si salva da solo! Sosteniamo la lotta degli operai GKN, facciamo conoscere e vivere il loro esempio sui territori per passare dalla difesa all’attacco!

Federazione Toscana P.CARC

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