La morte di Lorenzo Parelli, 18 enne di Udine morto schiacciato da una trave durante le ore di “alternanza scuola-lavoro” non è una fatalità o un tragico incidente: è il frutto delle politiche criminali contenute nel pacchetto della “Buona Scuola” di Matteo Renzi e della necessità dei padroni di avere manodopera a costo zero per le proprie aziende. Poco importa per la classe dominante se a morire è un ragazzo di 18 anni: si aggiunge ai 3 morti al giorno per insicurezza sul lavoro, il prezzo da pagare in nome della “ripresa” e della “produttività”!

Lorenzo Parelli, 18 anni, travolto e ucciso da una barra di acciaio di 150 c chili durante l’ultimo giorno di stage presso lo stabilimento della Burimec a Lauzacco, nella periferia di Udine

Il governo Draghi e suoi lacchè e servitori ci hanno risparmiato la solita ipocrita e oscena passerella di condoglianze e benedizioni alla salma di Lorenzo: dimostrano chiaramente che né a fatti né a parole intendono fermare la bestialità dell’alternanza scuola-lavoro, porco formativa per gli studenti ma altamente remunerativa per le aziende che ne usufruiscono. Anzi, il governo Draghi ci mette il pezzo in più: non solo non si spende nelle solite lagne da salotti tv ma addirittura autorizza la polizia a caricare gli studenti romani in corteo che immediatamente si sono mobilitati per denunciare la morte di Lorenzo, la bestialità dell’alternanza scuola-lavoro e l’atteggiamento meschino di autorità, istituzioni e giornalai che nascondono le reali cause della sua morte sotto il nome di “incidente”.

E’ evidente che è inaccettabile che un ragazzo di 18 anni che esce per andare a scuola resti schiacciato da una trave perché costretto a lavorare in fabbrica, per via di una legge infame come la Buona Scuola che non serve a formare i giovani come adulti consapevoli ma solo come carne da macello da sfruttare nelle aziende: protestare è giusto, ribellarsi è giusto, è necessario quindi moltiplicare le mobilitazioni che si sono tenute sabato 22 gennaio e che si terranno sabato 29 gennaio.

Domenica 23 gennaio alle 17 e 30 si sono verificati scontri in centro a Roma tra un corteo di studenti e la polizia. I giovani manifestavano contro la morte di Lorenzo.

Bisogna rendere ogni scuola un focolaio di lotta: scioperare, autosospendersi dalle lezioni, affiggere striscioni e manifesti, chiamare gli studenti in assemblee per discutere di ciò che si può fare per opporsi alla buona scuola e all’alternanza scuola lavoro!

Bisogna indire in ogni città iniziative di denuncia dello sfruttamento dei giovani studenti in alternanza (per la quale non esiste DAD!!!) e di coordinamento con i lavoratori delle aziende che già si muovono sul tema sicurezza, per dare forza alle mobilitazioni in corso, per coordinare le esperienze di lotta!

NO alla buona scuola!

Solidarietà agli studenti colpiti dalle manganellate dei celerini a Roma su ordine del Ministero dell’Interno!

Ribellarsi all’omicidio di Lorenzo è un dovere e una necessità, la sua morte grida vendetta!

Print Friendly, PDF & Email