GKN: un polo per la mobilità sostenibile

Cari compagni della Redazione,
il Comitato Aurora del (nuovo)PCI ha emesso il 17 dicembre un comunicato che tratta dell’iniziativa svolta alla GKN il 5 dicembre scorso, un’assemblea per elaborare un piano di rilancio produttivo dall’azienda a cui stanno contribuendo ingegneri, tecnici e accademici.
Penso che spieghi bene il valore di quell’iniziativa e la inquadri altrettanto bene nella battaglia che gli operai GKN hanno intrapreso, una battaglia contro la chiusura e la delocalizzazione della loro fabbrica che è diventata in pochi mesi una campagna di mobilitazione contro lo smantellamento dell’apparato produttivo del nostro paese.
Mi ha colpito – e in definitiva è il motivo per cui vi segnalo il comunicato – un passaggio in cui si afferma che con questa iniziativa “la classe operaia fa un passo nel diventare classe dirigente, passa dal rivendicare al proporre e mette in campo soluzioni possibili”.
È un esempio concreto che contribuisce a “mettere con i piedi per terra” tutta una serie di ragionamenti che in altri casi rimangono nell’astratto e che di conseguenza risultano poco comprensibili e praticabili.
Silvia Fruzzetti
segretaria della Federazione Toscana del P.CARC

***

Ringraziamo la compagna, concordiamo con le sue valutazioni e raccogliamo il suo invito alla diffusione del comunicato che pubblichiamo a seguire tagliato e riadattato in certi passaggi per motivi di spazio.

La classe operaia deve diventare classe dirigente!

Il 5 dicembre scorso, presso lo stabilimento della GKN a Campi Bisenzio (FI), il Collettivo di Fabbrica (CdF) ha annunciato un piano produttivo di rilancio dell’azienda, mettendo a contributo le reti accademiche, professionali e militanti che da cinque mesi a questa parte affiancano e sostengono la lotta degli operai.

La lotta partita il 9 luglio contro la chiusura della fabbrica da parte del fondo speculativo Melrose ha assunto un ruolo nazionale di vera e propria campagna di mobilitazione dei lavoratori per porre fine alle delocalizzazioni delle multinazionali “mordi e fuggi”, e più in generale contro lo smantellamento dell’apparato produttivo del nostro paese.

Con questa iniziativa la classe operaia fa un passo nel diventare classe dirigente, passa dal rivendicare al proporre e mette in campo soluzioni possibili.

A fronte di vaghe proposte di riconversione dello stabilimento da parte di Francesco Borgomeo, l’advisor individuato da Melrose per trovare dei possibili compratori, il CdF mobilita a dare il proprio contributo tutte le intelligenze che hanno fatto convergenza e che convergeranno nella lotta in corso.

Il succo della proposta del CdF della GKN, frutto dell’unire il sapere operaio al sapere accademico, professionale e militante, è nell’elaborazione di un “piano produttivo di continuità occupazionale” capace di garantire i livelli occupazionali e i diritti conquistati dai lavoratori in questi anni. Da qui la proposta di una nazionalizzazione che va incontro alle esigenze dei lavoratori e di tutto il territorio.

Il CdF GKN nella pratica sta facendo scuola al resto della classe operaia nel nostro paese:

– promuovendo il legame tra le lotte della classe operaia, delle altre classi lavoratrici, delle altre classi delle masse popolari e su tutto il territorio nazionale contro la prassi dei sindacati confederali di condurre le lotte in modo corporativo e tenendo divise le singole vertenze;

– ponendo i massimi obiettivi: non solo il mantenimento delle condizioni lavorative e della produzione sotto attacco dagli speculatori, ma pensando un lavoro e una produzione migliori, contro la linea al ribasso del sindacalismo di regime del “lottare per ottenere qualche ammortizzatore sociale”;

– ponendo un nuovo modo di fare sindacato e di fare politica, come emerge da questa organizzazione operaia che ha costruito la sua forza e la sua intelligenza nel corso del tempo (dal 2008 a oggi) facendo tesoro del patrimonio della lotta di classe del nostro paese. (…)

Il piano per un polo pubblico della mobilità sostenibile, discusso il 5 dicembre con gli ingegneri ed economisti dell’Istituto Sant’Anna di Pisa e altri ricercatori e scienziati in altre città (Firenze, Bologna, Oxford), è un’iniziativa particolarmente importante:

– dà forza alla lotta, in particolare rafforza nel gruppo degli operai la consapevolezza che possono fare a meno dei padroni. Questo è d’esempio e stimolo per l’intera classe operaia del nostro paese;

– mette sotto pressione il governo nazionale e l’amministrazione locale. A fronte dell’annuncio dell’arrivo dei finanziamenti del Pnrr (soldi a pioggia per garantire i profitti dei padroni) gli operai della GKN indicano come usarli, per cosa usarli e lo fanno pianificando. Dimostrano che il problema è la volontà politica e riguarda quali interessi le istituzioni borghesi difendono e rappresentano;

– mette a contributo tecnici ed esperti e, nei fatti, seleziona gli elementi che devono agire negli interessi delle masse popolari e della classe operaia; (…)

– mette pressione al fondo speculativo Melrose. (…)

La campagna imbastita dagli operai della GKN alimenta la costruzione della rete del nuovo potere, una rete di organizzazioni operaie e popolari che individuano dal basso le misure che servono e che lottano per attuarle fino a imporre un Governo su scala nazionale che dia a esse forma di legge. (…)

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