Destreggiarsi, stringere accordi con i diversi gruppi di proletari, con i diversi partiti di operai e di piccoli padroni. Tutto sta nel saper impiegare questa tattica allo scopo di elevare e non di abbassare il livello generale della coscienza proletaria, dello spirito rivoluzionario del proletariato, della sua capacità di lottare e di vincere”. (Lenin)

Comunicato della Segreteria federale Campania

Indicazioni di voto Elezioni Amministrative di Napoli 2021

Napoli, li 29 settembre 2021

Premessa

Il 3 e 4 ottobre 2021 si terranno a Napoli, come in altre importanti città, le elezioni comunali. Esse sono particolarmente importanti perché hanno, di fatto e al netto delle specificità di cui sempre vivono le tornate elettorali di territorio, valore politico nazionale. La nostra regione, la Campania, sarà interessata da questa tornata in tutti i capoluoghi di provincia, ma il campo principale sul quale si gioca la partita resta Napoli, la cui importanza particolare attiene alle ripercussioni che l’esito di queste amministrative essa avrà sul piano nazionale, dove i vertici della Repubblica Pontificia puntano a usarle tanto per testare per la prima volta in una grande città l’attuale formula di governo PD-M5S che per ristabilire equilibri e rapporti di forza fra i principali attori politici di fase: il PD e i suoi satelliti, per l’appunto e il M5S, con la sua crisi, il carico di contraddizioni che porta con sé e un bilancio ancora non compiuto delle sue esperienze di governo, ma anche forte del risultato che ha ottenuto alle elezioni politiche del 2018 e, pertanto, del ruolo ancora imprescindibile che ha per il governo nazionale. In gioco, dunque, non è solo la “normalizzazione” di esperienze di governo dei territori che hanno segnato, almeno fino a un certo punto, una discontinuità o, comunque, un “non allineamento” con le forze delle Larghe Intese come proprio le amministrazioni De Magistris a Napoli, ma anche il consolidamento o meno del governo Draghi, i suoi rapporti di forza interni e il rafforzamento di un fronte di opposizione trasversale a partiti e forze politiche. In questo senso le elezioni amministrative sono una sorta di “referendum” pro o contro le Larghe Intese e il governo Draghi. Il successo di candidati e partiti delle Larghe Intese sarebbe un passo nel consolidamento del governo centrale, una loro bocciatura alimenterebbe invece le contraddizioni interne al “palazzo” e indebolirebbe ulteriormente un governo che millanta una forza che non ha.

La campagna elettorale e ruolo delle masse popolari organizzate

Lo diciamo subito e senza mezzi termini, la campagna elettorale napoletana ha avuto come unici protagonisti alcuni organismi operai e popolari che hanno chiamato in causa partiti, movimenti e candidati rispetto alle misure urgenti e necessarie alla città e alle sue criticità, storiche e recenti. Un’azione dispiegata, diffusasi a macchia di leopardo in alcune grandi aziende e quartieri del territorio.

Si tratta della lotta degli operai Whirlpool contro la chiusura del sito di via Argine; del Comitato No alla chiusura dell’ospedale San Gennaro per la riapertura dell’ospedale nel quartiere popolare del Rione Sanità; della Consulta Popolare Sanità e Salute del Comune di Napoli per imporre una Sanità pubblica, territoriale, universale e di qualità; dei Disoccupati 7 novembre e del Comitato Disoccupati Cantiere 167 per il diritto a un lavoro utile e dignitoso per tutti; del Comitato Popolare Zona Est per le bonifiche del territorio e contro le speculazioni ambientali di una multinazionale come la Q8; del Comitato Vele, nel portare avanti la lotta per l’abbattimento delle Vele e per la riassegnazione di nuovi alloggi popolari, ma dignitosi, alle famiglie di Scampia; oltre alle altre decine di lotte particolari portate avanti dagli operai del Porto di Napoli, dai lavoratori delle società partecipate e della manutenzione stradale (ex BROS) per imporre un polo unico ambientale, dei lavoratori di aziende ospedaliere come quelli dell’Ospedale Cardarelli e a quelle dei commercianti e partite IVA per fronteggiare gli effetti di scarico sociale e il tracollo economico che li ha investiti come conseguenza diretta della vergognosa gestione della pandemia da parte del governo centrale.

Questa irruzione di fatto nella campagna elettorale da parte della classe operaia e delle masse popolari organizzate è consistita in diverse azioni e interventi.

Alcuni esempi ne sono:

  • le irruzioni sistematiche su tutti i palchi della campagna elettorale di tutti i candidati portati avanti dagli operai Whirlpool e la “convocazione a rapporto” per tutti i candidati sindaco affinché rendessero conto del loro operato, si schierassero pubblicamente e pubblicamente prendessero impegni concreti rispetto alle istanze operaie;
  • l’assemblea cittadina convocata dalla Consulta Popolare Sanità e Salute del Comune di Napoli – organismo popolare che ha imposto, negli anni, il suo riconoscimento anche ufficiale alle istituzioni di prossimità – per la presentazione del piano popolare per la Salute pubblica della città di Napoli, redatto in autorganizzazione e alternativo a quello formalmente in vigore (un piano che i candidati sindaco e a consigliere sono stati incalzati a sottoscrivere, impegnandosi pubblicamente a rispettarne e promuoverne le misure e sottoporre il loro operato a controllo popolare, eletti o meno).
  • l’assemblea popolare promossa dal Comitato San Gennaro nel Rione Sanità e altri organismi popolari di zona, in cui i candidati sono stati spinti a sottoscrivere “un patto e un programma popolare” indicante le dieci misure più urgenti e necessarie al quartiere;
  • le irruzioni nei comizi elettorali dei partiti delle Larghe Intese e gli scioperi alla rovescia organizzati dai Disoccupati 7 novembre per la riqualificazione di diverse aree urbane e poi, specificamente, della spiaggia di San Giovanni a Teduccio;
  • l’occupazione della sede del Partito Democratico a Napoli, organizzata dal Comitato Vele di Scampia, chiamato all’ordine delle sue responsabilità sociali;

Mobilitazioni popolari sono ancora in corso perfino in questi scampoli di campagna elettorale per questioni che, evidentemente, travalicano la campagna elettorale stessa, seppure ne usano, giustamente, la tribuna pubblica che offre. Così è già convocato il presidio dei lavoratori dell’Ospedale Cardarelli di Napoli davanti all’azienda per pretendere lo scorrimento delle graduatorie e la stabilizzazione dei lavoratori precari già in organico o l’assemblea/presidio indetta  dal Comitato Popolare Zona Est per dare continuità alla battaglia per le bonifiche del territorio e contrastare i piani di speculatori e armatori senza scrupoli che puntano all’allargamento del Porto sul litorale di San Giovanni a Teduccio. Mobilitazioni in cui i candidati sono chiamati a partecipare, schierarsi, assumersi le responsabilità imprescindibili per chi si candida ad amministrare la città.

Le indicazioni di voto

È nel riconoscimento che il protagonismo operaio e popolare in questa campagna elettorale merita che il Partito dei CARC – Federazione Campania ribadisce la parola d’ordine di orientamento già alle scorse elezioni regionali:  “Non un uomo, non un metro, non un voto alle Larghe Intese!”.

Nella città di Napoli non c’è stata una coalizione o lista che, al di là delle petizioni di principio o dei formali attestati di senso o di valore, abbia alimentato apertamente e con la giusta risolutezza la lotta delle masse popolari organizzate contro il governo Draghi e i partiti delle Larghe Intese. Alcuni candidati hanno agito, però, consapevolmente o meno, in questa direzione principalmente su spinta della mobilitazione popolare, trascendendo, di fatto, liste, schieramenti e coalizioni elettorali. È un fatto.

La parola d’ordine “non uomo, non un metro, non un voto alle Larghe Intese”, adattata alla situazione attuale, va declinata, allora, oggi, doppiamente:

  • sia nel sostenere quei candidati schierati apertamente contro il polo PD e il polo Berlusconi (che sono i due poli delle Larghe Intese cui fanno riferimento, rispettivamente, i candidati Manfredi e Maresca) presenti nella coalizione a sostegno di Alessandra Clemente sindaco,
  • sia nel sostenere quei candidati, inseriti nella stessa coalizione PD-M5S, che, con la propria azione, hanno assunto una funzione di rottura con l’accrocco elettorale “di coalizione”, hanno inciso sui rapporti di forza interni a quella compagine, hanno favorito il legame con la parte più organizzata, cosciente e avanzata della classe operaia e delle masse popolari e contribuito, di fatto, a porre argine alle politiche delle Larghe Intese sul territorio (si tratta, in particolare, di candidati delle liste del Movimento 5 Stelle e di Napoli Solidale).

È in base a questa valutazione, nonché sulla scorta dell’obiettivo di rafforzare il percorso per la costruzione del fronte comune contro le Larghe Intese anche oltre il momento elettorale, che il Partito dei CARC – Federazione Campania chiama a schierarsi, anche dopo le elezioni, su obiettivi di prospettiva, tanto la parte migliore del M5S, oggi ingabbiata in un “abbraccio mortale” con il PD, che la parte migliore delle forze politiche che fanno riferimento al comunismo come Potere al Popolo!, il PRC, il PCI, così come pure quella società civile organizzata oggi variamente declinata in varie liste e formazioni. Convinto che non basta usare le elezioni per “creare scompiglio nel campo nemico”, ma bisogna usarle per far avanzare il movimento pratico attraverso cui gli organismi operai e popolari assumono il ruolo di vere e proprie nuove autorità pubbliche che contendano potere agli enti e autorità del potere costituito, nonché in considerazione del complesso degli argomenti qui trattati, il Partito dei CARC – Federazione Campania, indica ai propri compagni e compagne, a simpatizzanti e collaboratori del Partito, ai comunisti tutti, agli esponenti delle organizzazioni operaie e popolari della città di:

  • votare come sindaco di Napoli la candidata Alessandra Clemente;
  • votare come consiglieri comunali i candidati Marco Morra (Potere al Popolo!) e Laura Bismuto (Clemente sindaco) o il voto disgiunto a favore dei candidati Luciano Doria (Movimento 5 Stelle) e Francesca Menna (Movimento 5 Stelle).

Per quanto riguarda le preferenze nelle Municipalità, dà indicazione di votare i seguenti candidati presidenti:

  • Municipalità I: nessuno (astensione);
  • Municipalità II: Chiara Capretti (Potere al Popolo!);
  • Municipalità III: Fabio Greco (Movimento 5 Stelle);
  • Municipalità IV: Carmine Stabile (Clemente sindaco);
  • Municipalità V: Salvatore Pace (Clemente sindaco);
  • Municipalità VI: Sandro Fucito (Napoli solidale);
  • Municipalità VII: Antonio Troiano (Movimento 5 Stelle);
  • Municipalità VIII: Nicola Nardella (Movimento 5 Stelle);
  • Municipalità IX: Fabio Tirelli (Potere al Popolo!);
  • Municipalità X: Diego Civitillo (Clemente sindaco).

Per le preferenze dei candidati consiglieri nelle Municipalità, invece, si rimanda ai comunicati delle Sezioni e Presidi territoriali Partito.

Quali passi e quali prospettive

Gli operai, i lavoratori e le organizzazioni popolari devono continuare a incalzare e spingere i candidati e gli eletti a non limitarsi alle “belle parole” di solidarietà e alle buone intenzioni, ma spingerli  a contribuire a rendere le loro battaglie questioni di ordine pubblico e di tutela dell’interesse operaio e popolare. Questo vuol dire innanzitutto diffondere sulla scala più ampia possibile l’appello a “insorgere” lanciato dal Collettivo di Fabbrica della GKN e tradurlo in pratica, nelle specifiche del territorio.

Ogni azione, mobilitazione e assemblea promossa dalle organizzazioni operaie e popolari deve essere partecipata, sostenuta e, se necessario, co-promossa dai candidati e dagli amministratori locali una volta eletti. L’azione pratica necessaria che i candidati e gli eletti devono mettere in campo deve essere quella di mobilitarsi e mobilitare perché nelle aziende pubbliche e private, nei quartieri e nei territori si sviluppi l’organizzazione, il coordinamento e la riscossa delle masse popolari.

Gli eletti e i candidati vanno incalzati dalle organizzazioni operaie e popolari e costretti a dare seguito all’impegno pubblico che hanno assunto in campagna elettorale, a portare ogni rivendicazione, proposta, mozione o soluzione che sia diretta espressione delle organizzazioni operaie e popolari all’interno delle sedi istituzionali, delle commissioni di lavoro, del Consiglio comunale e denunciare pubblicamente ogni tentativo di sabotare le misure proposte dagli operai, dai lavoratori e dai disoccupati, chiamando a raccolta la parte organizzata della popolazione (comitati, associazioni, collettivi, sindacati, ecc.). Serve stanare e fare i nomi e cognomi degli assessori uscenti o che saranno eletti, consiglieri, tecnici e dirigenti del Comune che hanno manovrano o manovrano contro interessi pubblici e popolari. Far valere il principio che tutti gli eletti, ad ogni livello dell’amministrazione locale, che fanno ostruzionismo o sabotano l’attuazione di misure e istanze operaie e popolari sono da considerarsi traditori e nemici degli interessi operai e popolari e trattati di conseguenza!

Le organizzazioni operaie e popolari, le organizzazioni politiche e sindacali più combattive della città di Napoli, devono spingere e imporre ai candidati, a maggior ragione a quelli che saranno eletti, alle amministrazioni locali, comunale e di municipalità, che ne risulteranno una sola parola d’ordine: “lavoro utile e dignitoso per tutti!”. I candidati e gli eletti che non vogliono piegarsi al malaffare, alla Camorra, alla corruzione e alla gestione antisociale che oggi le amministrazioni locali sono chiamate a svolgere dal governo centrale, devono mettersi al servizio di questa battaglia, sostenendo l’organizzazione degli operai e dei lavoratori che rischiano la perdita del posto di lavoro, dei disoccupati che lottano per ottenerlo, dei percettori di reddito di cittadinanza che vorrebbero prestare servizio in lavori socialmente utili.

Per fare questo è però necessario che, al di là delle liste di appartenenza, i candidati e gli eletti lavorino per rompere il sistema di potere attuale, si mettano senza riserve al servizio delle masse popolari organizzate, si schierino in contrasto con chi, anche se parte del proprio governo, lista, coalizione o partito, manovra e intriga alle spalle degli operai, dei lavoratori e dei disoccupati o ne ignora le istanze.

Il sostegno aperto, continuativo e convinto alla lotta degli operai Whirlpool, dei lavoratori del Cardarelli, dei comitati per la Sanità pubblica e di tutte le altre vertenze e battaglie che mettono al centro la salvaguardia e la creazione di nuovi posti di lavoro e la tutela della salute pubblica, sono la prova reale cui chi si candida ad amministrare la città sarà sottoposto.

I candidati, gli eletti e quelli che, tra questi, saranno gli amministratori che agiranno in questo modo saranno quelli che le masse popolari organizzate della città sosterranno.

Il Partito dei CARC – Federazione Campania, anche con le proprie indicazioni di voto, sostiene, dunque, non uno schieramento politico nè, men che meno, elettorale. Il nostro lavoro è sostenere e rafforzare, trasversalmente a liste, partiti, movimenti, coalizioni, uno schieramento di classe, sulla base di interessi di classe.

Segreteria federale Campania

Partito dei CARC

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