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[Internazionale] Il presidente Gonzalo è morto ma la sua opera vivrà per sempre!

Agenzia Stampa - Staffetta Rossa by Agenzia Stampa - Staffetta Rossa
Settembre 12, 2021
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Nella giornata di ieri è scomparso il compagno Abimael Guzman, il Presidente Gonzalo, fondatore del Partito Comunista del Peru’, noto in Europa con la denominazione giornalistica di Sendero Luminoso. Muore dopo un trentennio di isolamento carcerario, ucciso dalla politica di annientamento condotta contro di lui dalle autorità fantoccio peruviane.Gonzalo è stato il massimo dirigente della guerra popolare rivoluzionaria condotta dal PCP che verso la fine degli anni ’80 arrivo’ molto vicina alla conquista del potere e all’emancipazione dei popoli del Perù dal giogo degli imperialisti USA e dei loro fantocci. Tanto fu il loro terrore di perdere tutto che si scagliarono contro il PCP con una repressione brutale (quale quella che la borghesia ha sempre destinato a chi osa mettere in discussione il suo potere) e con una campagna di criminalizzazione particolarmente demonizzante (quale quella che la borghesia riserva ai suoi nemici più acerrimi). Ai comunisti peruviani l’elaborazione del bilancio della loro sconfitta e il compito di rilanciare la lotta nel proprio paese, sulle orme degli insegnamenti e del bilancio dell’opera del Presidente Gonzalo.A noi comunisti italiani ricordare che i grandi traguardi raggiunti dai rivoluzionari peruviani sono stati un anticipazione del futuro. Il preambolo della nuova seconda ondata di rivoluzioni proletarie cui la nuova crisi generale del capitalismo ha dato inizio già sul finire del secolo scorso, mentre si completava il declino del vecchio movimento comunista tra le mani dei revisionisti moderni e della sinistra borghese. A noi comunisti italiani celebrare il fondamentale contributo fornito dal presidente Gonzalo nella diffusione del maoismo, la terza superiore tappa della concezione comunista del mondo dopo il marxismo e il leninismo, le fondamenta della teoria rivoluzionaria della nuova ondata rivoluzionaria in corso con cui ci libereremo del capitalismo e dell’imperialismo. Resta immortale la sua opera. Essa non appartiene al passato. È una pagina del futuro che ancora deve essere scritto.

In quest’occasione rilanciamo di seguito la traduzione di un testo tratto da Red Guards – Los Angeles (USA) pubblicato il 3 dicembre 2017. È un pezzo molto interessante in cui si descrive il rapporto che un comunista e un maoista debba avere con la morte. Ci sembra il miglior modo per ricordare il presidente Gonzalo e il partito marxista-leninista-maoista peruviano Sendero Luminoso, cui va riconosciuto il merito storico di aver indicato, per primi, il maoismo come terza superiore tappa del movimento comunista internazionale. Ringraziamo, per la traduzione e per la segnalazione dell’articolo, il compagno e nostro lettore Errico Bisca.

Alleghiamo inoltre il link di un articolo steso dal (nuovo) Partito Comunista Italiano sul senso della vita per i comunisti del nostro paese, dal titolo Perchè vivo, che senso ha la mia vita?

***

Qual è il significato della vita e della morte per un maoista?

Tratto da Red Guards – Los Angeles (USA) – 3 dicembre 2017

Il 3 dicembre 2017 è stato l’ottantatreesimo compleanno del più grande marxista-leninista-maoista in vita, la quarta spada del marxismo, che, insieme al Partito Comunista del Perù e alle masse peruviane, ha introdotto il maoismo rivoluzionario contemporaneo nel mondo, Manuel Rubén Abimael Guzmán Reynoso, noto anche come presidente Gonzalo.

Un uomo imprigionato dallo stato peruviano, tenuto dietro le sbarre dalla sua cattura nel 1992 per il resto della sua vita. Abimael Guzmán è detenuto in una cella sotterranea nella base navale di massima sicurezza di Callao, circondato giorno e notte da guardie militari e mine antiuomo.

Un uomo che, nonostante questo, non ha paura della morte. Al contrario, un uomo la cui vita e ideologia sono ancora temute dallo Stato peruviano e dai revisionisti e borghesi internazionali. I suoi seguaci e discepoli peruviani e internazionali continuano a fare appello in difesa della sua vita: dall’India, Finlandia, Germania, Paesi Bassi, Turchia, Colombia, Messico, Italia, Spagna, Stati Uniti, Canada e altri paesi in tutto il mondo.

Usiamo la data di nascita del presidente Gonzalo per riaffermare il nostro impegno per la rivoluzione proletaria, per riaffermare l’arma più potente del proletariato e degli oppressi: il maoismo. Dobbiamo anche onorare e riflettere su oggi, 4 dicembre, anniversario del martirio di due comunisti rivoluzionari neri; Fred Hampton, presidente della sezione Illinois del Black Panther Party per l’autodifesa e compagno e membro del partito Mark Clark. Il presidente Fred Hampton e il compagno Mark Clark furono martirizzati dalla polizia di Chicago con l’aiuto di agenti federali e informatori traditori nel 1969.

E dall’altra parte dell’oceano, in Francia, è caduto il compagno Pierre, il principale leader rivoluzionario del partito comunista maoista di Francia (Parti Communiste Maoïste – PCM) che ha preso la bandiera scarlatta del maoismo solo per trasmetterlo alle generazioni future: il dovere di tutti i maoisti.

O come ha spiegato un compagno:

“Oggi se ne è andato un grande compagno. Era un uomo che ispirò generazioni di comunisti, che dedicarono tutta la sua vita al servizio della più grande idea di umanità; servire un futuro di giustizia e libertà. Rappresentava la trasmissione della conoscenza e passava la torcia al PCM con un’energia inesauribile, che rappresentava la memoria vivente della lotta. Più che un compagno, molti lo considerano un fratello, un padre o un nonno, sorridente e pieno di buon senso. Ha combattuto contro tutte le deviazioni, contro tutte le rinunce, a volte, quasi da solo contro tutti. Compagno, non ti dimenticheremo. Per noi sei un esempio e nella nostra lotta vivrai per sempre. La tua memoria è con noi e ovunque ci sia questa bandiera che tu ami così tanto, la bandiera rossa coronata dalla falce e dal martello. Lunga vita al marxismo-leninismo-maoismo! Compagno Pierre, presente! Salute e onore!”

Come una vita se ne va, un’altra nasce. Quando una vita rivoluzionaria si spegne, inizia un’altra vita rivoluzionaria. Un Maoista deve vedere la vita e la morte in questo modo: non c’è morte per il rivoluzionario, solo una trasformazione del militante in memoria.

Essere un rivoluzionario, essere un maoista, deve significare non piegarsi alla paura e arrendersi all’assunzione storica e filosofica di dare la propria vita per la rivoluzione.

“Paura? Credo che la paura e la mancanza di paura costituiscano una contraddizione. La chiave è prendere la nostra ideologia e liberare il valore che portiamo dentro. È la nostra ideologia che ci rende coraggiosi, quello che ci dà valore. Secondo me, nessuno è nato coraggioso. È la società, la lotta di classe, che rende coraggiosi il popolo e i comunisti; la lotta di classe, il proletariato, il Partito e la nostra ideologia. Quale potrebbe essere la più grande paura? La morte? Come materialista, so che la vita finirà un giorno. La cosa più importante per me è essere ottimisti, con la convinzione che altri continueranno il lavoro in cui sono immerso e lo porteranno avanti fino a raggiungere il nostro obiettivo finale, il comunismo … ”

Abimael Guzman

“Perché non vivi per il popolo? Perché non combatti per non lotti per il popolo? Perché non muori per il popolo? “

Fred Hampton

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