I fatti avvenuti in Afghanistan tra il 14 e il 15 agosto 2021 coronano il fallimento della Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti USA, UE e sionisti.

Dopo 20 anni di occupazione militare, dopo aver mietuto centinaia di migliaia di vittime militari e civili (240 mila circa, secondo i dati ufficiali), reso profughi milioni di afghani, peggiorato le condizioni di vita del paese, le truppe al soldo degli imperialisti USA e degli altri governi complici dell’occupazione stanno progressivamente abbandonando l’Afghanistan.

A rendere ancor più rovinosa la sconfitta degli imperialisti USA è stata l’immediata liquefazione del governo fantoccio guidato dal signore della guerra Ashraf Ghani (successore dell’altro signore della guerra Hamid Karzai) subito fuggito in esilio in Tagikistan.

Finisce così in disfatta la guerra “umanitaria e contro il terrorismo” condotta dagli imperialisti USA in Afghanistan. Un’invasione iniziata nel 2001 con lo scopo dichiarato di colpire le basi di Al Qaeda di Bin Laden (presunta responsabile dell’attentato alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001) ma il cui intento reale era noto: sviluppare una campagna di aggressione, occupazione e saccheggio di quei paesi le cui autorità non erano prone ai diktat degli imperialisti USA.

Il capitalismo è in crisi, una crisi irreversibile, a cui la borghesia non può dare soluzione. Uno dei modi che questa usa per affrontare la crisi del capitalismo e rimanere in vita è la promozione di guerra, devastazione e saccheggio.

La fuga rovinosa degli imperialisti USA dalla capitale afghana Kabul dimostra chiaramente che non può esistere forza di oppressione, per quanto forte ed efferata, capace di sopprimere la resistenza delle masse popolari.

I Talebani che ieri erano prezzolati dagli americani per combattere contro i sovietici, oggi sono finanziati dalle potenze regionali (Pakistan, Arabia Saudita, ecc.) e spinti dalla resistenza delle masse popolari a contrapporsi contro i crimini degli imperialisti USA.

La disfatta degli imperialisti USA è una dimostrazione della profonda crisi del sistema di potere costruito dalla Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti USA, UE e sionisti negli ultimi 40 anni. Tale è la crisi del suo sistema di potere che essa non è neppure più in grado di manovrare governi ed eserciti fantoccio. Perfino i suoi mercenari le si rivoltano contro.

I crimini che i Talebani, ora impossessatisi del potere, potranno compiere contro i collaborazionisti del vecchio regime fantoccio, ma soprattutto contro donne e minoranze nazionali come gli hazara (bersaglio principale della loro concezione reazionaria e medievale) equivarranno per portata criminale a quanto già avvenuto nel corso di venti anni di occupazione da parte della Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti con alla testa gli USA. Venti anni in cui l’Afghanistan è stato trasformato in un’immensa piantagione d’oppio a cielo aperto, a beneficio delle mafie internazionali e degli stati loro complici come quello italiano e in cui le vessazioni contro le donne delle masse popolari sono continuate ininterrotte come la segregazione delle minoranze nazionali.

Stante la concezione del mondo che incarnano e la linea politica che perseguono, i Talebani non potranno guidare l’Afghanistan verso la liberazione nazionale.

La situazione afghana è significativa perché dimostra ai comunisti e a coloro che si pongono l’obiettivo di lottare contro il corso disastroso delle cose imposto dalla Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti che

  • Questi ultimi sono tigri di carta: tanto più intendono accrescere l’oppressione verso i popoli del mondo, tanto più accrescono la resistenza che vi si contrappone e le sconfitte che questi subiscono sebbene siano meglio armati ed equipaggiati e abbiano dalla loro la stampa di regime e miliardi di dollari e euro a disposizione. Prima dell’Afghanistan i gruppi imperialisti hanno subito una cocente sconfitta in Siria e hanno dovuto rivedere i propri piani in Libia, territorio ancora diviso tra signori della guerra appoggiati da diversi gruppi in contrasto tra loro;
  • che solo il movimento comunista cosciente e organizzato può guidare le masse popolari a liberarsi dal giogo degli imperialisti ed emancipare tutti i settori delle masse popolari: sebbene i Talebani oggi si pongano come la principale forza in Afghanistan che lotta contro l’imperialismo di USA, UE e sionisti, spetterà ai comunisti afghani risollevare la bandiera della rivoluzione proletaria e guidare il popolo afghano nella conquista del potere, per la sua emancipazione da ogni retaggio feudale. Molti dei movimenti di matrice islamica che oggi popolano il Medio Oriente e lottano contro le aggressioni e ingerenze imperialiste hanno un ruolo oggettivamente positivo nella loro lotta antimperialista (organizzano le masse popolari e ne fomentano la ribellione– vedi Hamas nella striscia di Gaza, sono una spina nel fianco dei gruppi imperialisti che hanno difficoltà a promuovere i propri piani di guerra e saccheggio – vedi il ruolo dell’Iran) ma al tempo stesso sono forze feudali che mantengono la divisione in classi della società e molte delle brutture feudali che la loro concezione del mondo contempla.

Il modo più alto che come comunisti abbiamo per esprimere la nostra solidarietà e per sostenere il popolo afghano nel suo cammino di emancipazione è quello di costruire, giorno dopo giorno, la rivoluzione socialista nel nostro paese, uno dei principali paesi imperialisti e sede del Vaticano che con i suoi tentacoli manovra in tutti i paesi del mondo contro le masse popolari e le autorità non asservite alla Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti europei, USA e sionisti. La situazione a livello internazionale è sempre più favorevole: i gruppi imperialisti USA non hanno vinto la guerra in Afghanistan come strombazzano giornalisti prezzolati e politicanti borghesi, ma sono in ritirata e in enorme difficoltà. Questo acuirà le contraddizioni tra gruppi imperialisti di cui dobbiamo giovarci come comunisti che lottano per il socialismo in un paese imperialista.

La lotta per il socialismo in Italia favorirà il processo già in corso di rinascita del movimento comunista a livello internazionale.

Questo è il contributo migliore che noi comunisti italiani possiamo dare a tutti coloro che nei quattro angoli del pianeta lottano contro l’imperialismo.

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