Nelle scorse settimane l’amministrazione comunale fiorentina ha deciso di recintare il sagrato della basilica di piazza Santo Spirito e di militarizzare la piazza contro la cosiddetta “malamovida”, su richiesta del parroco e di alcuni abitanti, dopo la manifestazione antifascista del 25 aprile. Una serie di blocchi di cemento con cordonatura (costati ben 100mila euro, sic!) sono stati mesi intorno alla basilica, ma da subito sono stati osteggiati anche dagli stessi abitanti e commercianti della piazza, per quanto erano brutti e altrettanto inutili.

Oltre che inutile, questa misura è proprio lesiva della possibilità per i cittadini di vivere la piazza, rimasta uno dei pochi luoghi di aggregazione per ora scampati alla massiccia turistificazione degli scorsi anni. Per questo la sera stessa della posa dei blocchi di cemento, sono scattate le proteste e la cordonatura è stata di fatto distrutta. A fronte di ciò multe, denunce e minacce a chi protestava legittimamente contro questa limitazione.

Ma, avendo incontrato la resistenza delle masse popolari, il sindaco Nardella ha pensato bene di utilizzare la scusa del Covid e delle misure anti-contagio per fare un passo in più: ha infatti firmato un’ordinanza che impedisce di sostare e anche transitare in piazza Santo Spirito e in molte altre piazze del centro storico, a meno che non si stia andando a comprare in qualche negozio o a consumare in qualche locale. Insomma: non ci si può sedere sulle panchine pubbliche delle piazze a causa dei contagi, ma possiamo fare benissimo la stessa cosa a un bar, ovviamente pagando (e sappiamo bene quali sono i prezzi dei locali fiorentini…).

Il centro storico di Firenze è stato dichiarato dall’UNESCO “Patrimonio Mondiale dell’Umanità”, ma viene da chiedersi di quale umanità stiamo parlando… Un ricco è più umano di un povero? Un turista è più umano di un residente? Evidentemente sì e le misure prese in questi mesi sono solo l’ultimo tassello in ordine di tempo del processo di svendita e turistificazione di Firenze, città vetrina che espelle dal centro i suoi abitanti, in nome della “sicurezza” e della “lotta al degrado”.

La verità è che la classe dominante, a livello nazionale ma anche locale, sta approfittando dell’emergenza Covid per andare più a fondo degli attacchi ai diritti delle masse popolari su tutti i fronti. Lo fa con ordinanze come quelle firmate da Nardella e dal Prefetto, lo fa con gli sgomberi degli spazi occupati, lo fa con lo sblocco degli sfratti e dei licenziamenti (è notizia proprio di ieri che la GKN di Campi Bisenzio ha deciso dal giorno alla notte di chiudere lo stabilimento, lasciando a casa più di 400 lavoratori e le loro famiglie).

E in questo cerca di mettere le masse popolari le une contro le altre. Nel caso di Santo Spirito i comitati cittadini sono stati spesso contrapposti ai “giovani molesti”, protagonisti della “malamovida”, che significa semplicemente voler vivere la piazza senza per forza dover spendere o consumare.

Sono tutte misure espressione del vero volto dell’amministrazione comunale, asservita a padroni e speculatori, che vieta ai suoi stessi cittadini (che, tra l’altro, pagano tasse, affitti, lavorano in città, ecc.) di transitare e godere degli spazi del centro storico. E il problema degli spazi non cambia se ci spostiamo in periferia, dove la questione principale è la mancanza di luoghi di sana aggregazione (basti pensare all’attacco che hanno subito i circoli e le case del popolo, chiusi per tutto il periodo del lockdown e riaperti solo da poche settimane) e il degrado derivato dall’abbandono di interi settori di masse popolari.

Di fronte a tutto questo, è necessario che le masse popolari fiorentine si organizzino, per far fronte a queste e altre misure illegittime che impediscono ai cittadini di condurre una vita dignitosa. Dobbiamo mobilitarci per la difesa degli spazi pubblici di ogni sorta, a partire dalle piazze, dalle strade e dai quartieri che non possono diventare a uso e consumo dei privati!

Per questo è necessario cominciare a violare in modo organizzato queste ordinanze, trovando anche altri modi per farvi fronte e rigettando la contrapposizione tra residenti del centro storico e “giovani antagonisti”.

Per questo esprimiamo solidarietà a tutti i compagni che nelle scorse settimane sono stati denunciati e multati per essersi opposti a queste misure e invitiamo tutti a partecipare all’Assemblea cittadina su piazze, ordinanze e divieti organizzata da Firenze Antifascista, lunedì 12 luglio alle 21:00 presso il CPA Fi Sud (Via di Villamagna 27).

Bisogna cominciare a ripensare dal basso la città e i suoi spazi, mobilitandosi e facendo fronte comune con gli abitanti dei quartieri, con i negozianti e i gestori dei locali. Abbiamo visto bene con il lockdown quali danni ha provocato l’economia votata al solo turismo di Firenze, che ha fatto chiudere decine di negozi e piccole aziende a causa della mancanza della loro principale fonte di reddito e che per questo ha anche lasciato senza lavoro migliaia di lavoratori della ristorazione e del turismo.

Per Firenze serve un piano! Dobbiamo cominciare dal disobbedire ai divieti imposti, per sedimentare organizzazioni che cominciano a occuparsi di vero e proprio governo del territorio dal basso, prendendo le misure che servono e imponendo alle amministrazioni locali quelle che da sole non riescono ancora a prendere.

Firenze è delle masse popolari! I quartieri sono di chi li abita!

Organizziamoci per rispedire al mittente divieti e ordinanze!

P.CARC, Federazione Toscana

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