Il 5 giugno a Lanciano in provincia di Chieti si è tenuto un presidio indetto dalla locale USB in occasione dello sciopero contro lo sblocco dei licenziamenti decretato dal governo Draghi, governo dei finanzieri e della confindustria. La presenza di un nutrito gruppo di operai della Sevel di Atessa e delle direzioni della USB ci ha visti portare la nostra solidarietà con una delegazione che ha sostenuto la mobilitazione e il controllo popolare contro la ricetta del governo Draghi per la ripresa economica che sta accelerando la deregulation dei controlli sulla sicurezza sul lavoro provocando da subito l’aumento di infortuni e omicidi sui posti di lavoro e l’aumento dello sfruttamento operaio, testimoniato dagli stessi operai Sevel presenti al presidio.

L’intimidazione e la repressione da parte delle istituzioni borghesi non si sono fatte attendere: al termine del presidio le forze dell’ordine hanno seguito per diversi chilometri e poi fermato alcuni operai presenti per identificarli credendo di intimorire chi oggi si organizza contro lo sblocco dei licenziamenti e per la sicurezza sui posti di lavoro.

Lo stesso tentativo di intimidazione verso gli operai si è verificato anche il giorno precedente nei confronti della squadra di nostri compagni che si erano recati ai cancelli della Sevel a diffondere un volantino di solidarietà alla mobilitazione e per la riorganizzazione operaia.

Non sarà l’intimidazione e la repressione a fermare la lotta operaia.

Non è la borghesia ad essere forte è solo la classe operaia che deve aver fiducia in se stessa e mettere in campo la forza della propria organizzazione.

Solidarietà agli operai in lotta per la sicurezza e contro lo sblocco dei licenziamenti

Solidarietà ai compagni dell’USB

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