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[Piombino] Cacciare Jindal, nazionalizzare la ex Lucchini per bonifiche e Lavoro!

Federazione Toscana by Federazione Toscana
Maggio 13, 2021
in Federazione Toscana, Siderurgia (ILVA, Ex Lucchini, AST, ecc.)
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Siamo allo scaricabarile più totale, per la ex Lucchini di Piombino: il governo Draghi non sa cosa fare e fa di nuovo “sparire” Carrai, che si era preso (per l’ennesima volta!) l’impegno di presentare entro il 31 gennaio il Piano Industriale. Il ministro leghista Giorgetti, che tanto aveva proclamato la sovranità e il “prima gli italiani”, ora si oppone alla nazionalizzazione difendendo i pescecani delle speculazioni e inneggiando al padrone “straniero”!!! L’amministrazione di Piombino è in preda al panico generale, il sindacato confederale resta rintanato in quel che resta della fabbrica mentre cade a pezzi su terreni mai bonificati e continua a chiedere col cappello in mano chiarezza, piani e forni elettrici. Dopo quasi sette anni restano pie aspirazioni, siamo al punto di voler far credere di poter far uscire il sangue dalle rape, ma operai e masse popolari non sono così stupide!!! E’ evidente a tutti che bisogna cambiare rotta se si vuole ottenere qualcosa!!

Siamo pure al paradosso degli imprenditori che si lamentano che la mancanza di acciaio frena la ripresa, mentre si continuano a smantellare le aziende siderurgiche strategiche per il nostro paese (Taranto e Terni comprese); intanto la crisi avanza veloce e mette sempre più in luce cosa è necessario fare: per Piombino, per la siderurgia e per il futuro del paese. Serve il fronte comune contro il governo Draghi, per il Lavoro utile e dignitoso, la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro. Serve il protagonismo operaio e popolare per cambiare rotta subito e imporre un proprio governo di emergenza, un Governo di Blocco Popolare che faccia avanzare verso il socialismo: la cura finale al virus del capitalismo!

La prospettiva per cui si combatte decide della vittoria, e la prospettiva non può più limitarsi ad essere quella di parare i colpi, resistere, opporsi al dominio dei capitalisti e sperare che il degrado si arresti: né a Piombino né nel paese giocare sulla difensiva è più sufficiente e lo vediamo tutti i giorni.

La soluzione del problema è nelle mani della classe operaia, che a Piombino può agire efficacemente se la sua azione non si limita più a rispondere all’iniziativa del nemico e si fa legare le mani dalle sue regole, se non si limita ad aspettare che il lupo diventi agnello! Deve agire in modo indipendente da quello che il nemico e i suoi zerbini fanno o non fanno, tanto più alle porte della fine di ammortizzatori sociali e blocco dei licenziamenti. Non è piu tempo di marciare per conto proprio e senza rotta!

Servono

  • lo sciopero cittadino e territoriale della Val di Cornia promosso da tutte le forze sindacali, con il sostegno incondizionato di quelle politiche e lo stato di agitazione a tempo indeterminato,
  • il blocco delle merci di JSW in uscita e in entrata dal porto con la mobilitazione dei portuali anche loro sotto schiaffo da anni, come insegnano i lavoratori della FedEx e tutta la storia dei picchetti operai,
  • presidi tipo la Tenda del Lavoro, alla maniera di quelle che gli operai hanno più volte installato in città negli anni passati, da tenere in particolare durante il mercato del mercoledì per coinvolgere commercianti, ambulanti, lavoratori autonomi e partite IVA altrettanto rovinati dal tracollo della ex Lucchini,
  • l’occupazione permanente del Comune e l’insediamento di una “giunta ombra”, costituita dai rappresentanti degli operai, dei giovani, dei commercianti e delle associazioni cittadine, che impongano al governo Draghi la “vertenza Piombino”, comincino ad attuare le misure del Piano per la Rinascita approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale e poi sepolto in fondo a qualche cassetto.

Questi sono alcuni esempi di come poter alimentare la lotta di classe e dare uno scossone alla demoralizzazione e alla disperazione che i nostri nemici vogliono alimentare, per rilanciare nel campo avversario l’ingovernabilità e metterli tutti con le spalle al muro: il tempo di concertazioni, tavoli e chiacchiere è finito!

La cura contro il capitalismo, un virus che sta facendo sprofondare il nostro paese nella disperazione, la disoccupazione, il degrado e l’abbrutimento, è il Socialismo!

Se si deve combattere, che allora sia lotta per conquistare il mondo migliore, non per difendere il mondo marcio in cui viviamo! Si deve osare sognare e osare praticare l’unità d’azione degli operai, degli studenti e degli ambientalisti, dei disoccupati e delle donne, delle partite IVA e i commercianti, del ricchissimo mondo dell’associazionismo per decidere cosa si fa a  Piombino qui e ora per le bonifiche, per gli smantellamenti degli impianti che crollano, dove e come si costruisce la nuova acciaieria e imporre alle istituzioni di farlo: altrimenti vanno sostituite, con altre che fanno realmente gli interessi popolari e dei lavoratori!

La forza dei padroni e dei Draghi di turno sta solo nella confusione che seminano tra i lavoratori, nella collaborazione dei sindacalisti di regime, nel fatto che i lavoratori mancano di un orientamento unitario, di un’organizzazione salda, di una direzione decisa a vincere. Ma possiamo costruire tutto questo! Nessuno ce lo regalerà, dobbiamo costruircele. Bisogna che i lavoratori più avanzati si organizzino, si uniscano, rafforzino ogni organismo di resistenza, spieghino che è possibile vincere, coinvolgano il resto delle masse popolari.

I padroni hanno bisogno dei lavoratori, perchè senza lavoratori le aziende, gli uffici, gli ospedali, le acciaierie e le scuole non funzionano! I lavoratori hanno tutto da guadagnare nel liberarsi dalla banda di profittatori, speculatori, criminali e di avventurieri che ha in mano le aziende e il governo del nostro paese! Facciamolo insieme imponendo il nostro governo di emergenza, avanziamo verso il socialismo: la soluzione di lungo corso alla crisi economica, sanitaria, sociale e politica in cui stiamo sprofondando!

Sono le masse popolari e la classe operaia che fanno la Storia!

Federazione Toscana del P.CARC

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