Il 24 aprile si è tenuta a Roma l’assemblea della Marcia della Liberazione. Un’iniziativa promossa da una serie di aggregati quali Liberiamo l’Italia, Fronte Sovranista Italiano, Ora Basta Italia, movimenti No 5G, associazioni di Partite IVA, M3V (movimento no vaccini), ecc. Obiettivo di giornata: mettere in piedi un coordinamento nazionale per la liberazione del paese.

Gli aspetti principali e più interessanti del dibattito in piazza hanno riguardato temi come la sovranità nazionale e la nuova liberazione del paese dai gruppi imperialisti e le varie forze occupanti (Vaticano, UE, NATO, organizzazioni criminali, ecc.). Per questo la parola d’ordine della nuova resistenza e della nuova liberazione, in vari modi, hanno riecheggiato in tutti gli interventi, volantini e contenuti. Questo anche l’aspetto più interessante e qualitativamente edificante della manifestazione cui hanno partecipato poco meno di un migliaio di attivisti.

A fianco a questi temi alcuni aspetti secondari e caratteristici delle varie organizzazioni aderenti come la lotta contro i vaccini, le mascherine, il coprifuoco, il 5G e simili. Temi non sempre condivisi e condivisibili dalle varie anime presenti in piazza con cui abbiamo interagito, ma su cui tutti erano concordi a non farne motivo di scontro perché secondari e peculiari delle varie organizzazioni. In piazza c’erano lavoratori autonomi e partite IVA ma c’erano soprattutto pensionati, dipendenti pubblici, lavoratori dello spettacolo ed esponenti di alcune vertenze di lavoratori in corso (su tutte quella di Alitalia).

Il Partito dei CARC ha aderito alla manifestazione e vi ha partecipato con una sua delegazione. Nella piazza abbiamo intervistato alcuni esponenti e promotori delle realtà presenti. I contenuti delle interviste sono riportate di seguito.

INTERVISTA AD ALFREDO CROCERI DI ORA BASTA ITALIA

D. Ciao Alfredo, con il tuo movimento sei oggi in questa piazza per portare avanti le battaglie attorno alle quali vi siete aggregati. Quali sono queste battaglie e quali contenuti avete portato oggi?

R. Siamo qui per dire “e ora basta” a tutta l’Italia. Condividiamo gli otto punti dell’assemblea costituente di oggi. Tra le nostre iniziative abbiamo soprattutto il supporto verso il cittadino e verso le attività commerciali, come ad esempio i ricorsi fatti in forma gratuita a loro sostegno. Abbiamo organizzato manifestazioni, passeggiate di obbedienza costituzionale con la violazione continuativa del coprifuoco dopo le 22:00. Abbiamo dato supporto al settore sanitario contro l’obbligo vaccinale e fatto battaglie contro le mascherine a scuola e l’obbligo di tamponi sui bambini. Tra queste il 25 aprile ad Ancona terremo un flashmob con dei costumi in un momento di unione e divertimento come da mesi non ne abbiamo più. Saranno presenti famiglie e bambini. Noi il petto ce lo mettiamo sempre ma ci siamo anche quando c’è da stringersi la mano e divertirsi perché anche quello è fondamentale.

D. Il 25 aprile è giornata di liberazione e centinaia saranno le mobilitazioni e manifestazioni in tutta Italia. Per voi cosa significa liberare il paese?

R. Liberare il paese significa mandare a casa questi golpisti al governo. Prima o poi ci arriveremo.

D. Tu come lavoro hai, con la tua famiglia, una pasticceria. Quella dei commercianti, partite IVA e lavoratori autonomi è una categoria in questa fase particolarmente colpita e in tanti si stanno mobilitando. Quali sono le battaglie in corso?

R. Noi sin dal primo DPCM abbiamo dato sostegno gratuito con dei ricorsi per tutte le attività e per tutta la clientela sanzionata (spesso anche per una semplice mascherina messa male o leggermente fuori posto). Abbiamo cercato di unire la categoria sul territorio. abbiamo cercato di dare anche un sostegno psicologico perché c’è anche questo come forte problema, perché ci troviamo davanti a ristoratori che si sentono isolati e che se non hanno un gruppo con cui combattere, il rischio è quello di cadere in depressione ma anche di compiere gesti estremi per sé e per gli altri. Abbiamo un dialogo costante con le forze politiche, sia a livello dei comuni che della regione. Proponiamo iniziative in cui, ad esempio, un sindaco, a fronte dei tagli di spesa fatti come luminarie, fuochi d’artificio, feste di paese o sagre, investa tutti questi soldi risparmiati perché vengano donati ai lavoratori bisognosi e alle loro famiglie. Questo è molto importante. Per questo noi facciamo gruppo perché è importante. Oggi i cani sciolti e le persone che decidono di stare sole, non andranno da nessuna parte e anche la giornata bella e unitaria di oggi lo dimostra.

D. Unirsi con altre organizzazioni e categorie di lavoratori per cacciare il governo Draghi, quindi?

R.  Assolutamente. Noi in Italia abbiamo ancora un problema serio, quello del piano ideologico. C’è chi è simpatizzante di destra, chi di sinistra, chi si dice apolitico. Tutto questo non più va bene. C’è da liberare il paese. Dopo ritorneremo a scontrarci per in un paese sano lo scontro politico è bello, è crescita. Oggi non serve più. La destra deve andare a braccetto con la sinistra, l’estrema destra e l’estrema sinistra, il centro con la destra e con la sinistra. Tutti insieme per un’unica battaglia.

INTERVISTA A UMBERTO SPURIO LIBERIAMO L’ITALIA

D. Ciao Umberto, tu sei uno dei coordinatori nazionali di Liberiamo l’Italia. Trasuda da tutti gli interventi il tema della liberazione e della sovranità nazionale. Qual è la tua idea su questa giornata?

R. La giornata di oggi rappresenta un tentativo di creare un ponte e sui ponti ci si cammina per organizzare tutte le forze che, in un modo o in un altro, allo stato di cose che sta peggiorando la nostra vita a ogni livello: psicologico, economico e sociale. L’Italia sta vivendo una fase di risveglio come dimostrano le tante lotte che si stanno sviluppando, più o meno spontaneamente in tutto il paese. Sono lotte che però in questo momento risultano disperse, frammentate e disunite. Questa giornata si è prefissato il compito di dare un’organizzazione e un coordinamento a tutte queste energie e raccoglierle in unico fiume. L’obiettivo è quello di rafforzare la capacità e il potere auto decisionale sui territori. Io personalmente spingo molto sulla necessità di costruire dei comitati permanenti di cittadini attivi sui territori perché credo che la democrazia diretta sia fondamentale. È un modo in cui educhiamo anche la popolazione a governare l’Italia e attuare il dettato costituzionale della sovranità nazionale.

D. Come dicevi prima il nostro è un paese occupato e quando un paese è occupato bisogna liberarlo. Cosa significa oggi liberare il paese? E con quale governo va poi sostituito il governo Draghi?

R. Il paese è occupato da forze che vogliono destabilizzare la costituzione, nell’interesse dei grandi gruppi finanziari e delle multinazionali. Qualcuno dice che siamo governati dal famoso “gruppo dei trenta”, io ritengo che sia governato dai mercati finanziari. Questo è in esatta antitesi con il dettato costituzionale che prevede i mercati sotto e la politica sopra; la politica intesa come rispetto dei beni nazionali, della dignità umana, dei singoli e del buon vivere comune. Il governo Draghi è un’entità eversiva. In realtà noi che siamo qui riuniti siamo i veri difensori dell’ordine costituzionale, ordine di cui quelli che stanno in parlamento sono in realtà i distruttori.

D. Il messaggio della liberazione nazionale passa forte e chiaro. Siamo nella settimana che va dal 25 aprile al primo maggio. Ci sono mobilitazioni in programma? Soprattutto che alimentino quell’unità e quel fronte di cui parlavi prima, anche tra lavoratori e masse di diverse categorie?

R. Noi dobbiamo costruire un coordinamento intercategoriale di tutte le forze. Questo deve essere il sentire comune di tutto coloro che vivono del proprio lavoro a prescindere dalle ideologie, dal colore politico, dalle appartenenze, dallo stile di vita, da quello che si mangia e dalla fede religiosa. Tutti coloro che lavorano e che stanno pagando sulla propria pelle questa situazione, devono unirsi con l’obiettivo di creare un blocco popolare. Un blocco popolare di figure sociali che dovranno rappresentare le nuove autorità del popolo sul territorio, quelle autorità che escono non dai convegni ma da queste lotte, in quanto soggetti riconosciuti per la loro coerenza, coraggio, determinazione e idee chiare. Noi dobbiamo creare un blocco popolare che si muove in antitesi al governo istituzionale, con la metodologia della lotta non violenta. Dobbiamo essere milioni di cittadini che devono occupare questo paese con la disobbedienza civile perché siamo la maggioranza, siamo il popolo che muove l’economia di tutto il paese. facendo questo, noi riusciamo a strappare vittorie e puntare ad esempio a imporre noi un nostro DPCM, presentarlo sul tavolo del governo e dirgli che quella è la volontà popolare e se non la rispetteranno troveranno sotto i palazzi la resistenza di milioni di persone. Aggiungo un altro pezzo a me caro: l’intervento sulle forze dell’ordine che io chiamo “forze dell’ordine costituzionale”. Sono lavoratori in divisa, che hanno giurato sulla costituzione e che devono prendere coscienza che gli eversori sono quelli che oggi governano il paese, quelli hanno messo la costituzione e la repubblica sotto i piedi!

INTERVISTA A LAVORATORI ALITALIA

D. Alcuni di voi, avete specificato a titolo personale, sono qui in piazza oggi. Quali sono i contenuti che avete portato alla discussione?

R. Siamo intervenuti per spiegare in maniera facile e comprensibile, per il forte ostruzionismo della stampa di regime, che ci sono 8mila e più lavoratori dell’indotto che rischiano di perdere il posto di lavoro. La nostra presenza oggi qui è quindi finalizzata a dare visibilità e spiegare a chi è presente qual è la nostra situazione. Noi siamo vittime di un ricatto europeo che coinvolge anche il nostro governo che prende come scusa gli aiuti ricevuti dalla UE per non accettare nessuna proposta alternativa. C’è, ad esempio, un piano realizzato da due professori universitari in collaborazione anche con altri esperti del trasporto aereo, il quale è stato recapitato a tutte le sedi del governo e del comune di Roma. Piano che non è stato mai preso in considerazione. Non c’è voglia di capire e di trovare soluzioni per i lavoratori. Noi continueremo perché finché non verrà presa in mano con serietà questa battaglia non ci arrenderemo fino a costringere i colpevoli a doversi prendere le dovute responsabilità davanti ai lavoratori e al paese.

D. In questo momento e visti i temi di questa giornata e della settimana che abbiamo davanti, per voi lavoratori di Alitalia, che cosa significa liberare il paese?

R. Liberare il paese significa riuscire a portare i valori de nostro paese in primo piano perché non sia più succube, ricattato e in balia di chi ci rende terra di conquista. Non abbiamo più una dignità che ci è data dal lavoro. Per noi la liberazione è quindi anche da questa classe politica ottusa, cieca, corrotta e collusa. Il 25 aprile e il primo maggio noi ci saremo, saremo in piazza per rivendicare il lavoro non solo per i lavoratori di Alitalia ma per tutti i lavoratori del comparto aereo e delle altre categorie. Si tratta di lavoratori che troverebbero subito una collocazione se avessimo un piano serio di rilancio industriale, quello che al momento non c’è.

D. Liberare il paese dal governo Draghi significa anche ragionare di quale sia il governo con cui sostituirlo, un governo che sia espressione degli operai, dei lavoratori e delle masse popolari. Qual è il governo che serve ai lavoratori Alitalia?

R. Ai lavoratori Alitalia serve un governo che abbia attenzione per i lavoratori. In questi mesi abbiamo visto centinaia di aziende chiudere o andare in crisi. Abbiamo visto l’ILVA, la Whirlpool e tante altre. Oggi quel governo non c’è. Col governo Conte c’era stato qualche timido passo ma poco convinto. Adesso Draghi ha intenzione, a partire da Alitalia per poi proseguire su altre aziende, di privatizzare, liquidare tutto il paese. Io, sebbene ci siano opinioni discordanti su tanti temi, sono contenta di questa giornata e del fatto che in un modo o nell’altro le coscienze si sveglino, altrimenti siamo finiti, lobotomizzati e indottrinati. Uniti si vince, anche se l’unità è difficile!

A seguire abbiamo fatto alcune domande anche a Fabio Frati, CUB

D. Alcuni di voi, avete specificato a titolo personale, sono qui in piazza oggi. Quali sono i contenuti che avete portato alla discussione?

R. La mia partecipazione è stata a titolo personale. Siamo venuti a rappresentare la nostra lotta a chi in passato ci aveva espresso solidarietà. Non parlo quindi a titolo di nessuno. Qualsiasi di ipotesi di fronte contro il governo Draghi non può prescindere dalla mobilitazione e il coordinamento dei lavoratori, dei pensionati e di chi lavora per vivere. Dobbiamo per questo mettere in piedi un lavoro che parta dalle esigenze concrete e non limitarci a cercare di convincere a parole le persone a lottare, a ribellarsi e togliersi il bavaglio. Oggi, in ogni caso, abbiamo testimoniato come i lavoratori Alitalia non siano quei privilegiati del carrozzone pubblico.

D. In questo momento e visti i temi di questa giornata e della settimana che abbiamo davanti, per voi lavoratori di Alitalia, che cosa significa liberare il paese?

R. In questo momento questo tipo di coscienza è limitata nel paese. La maggioranza urla e strilla che questi poteri planetari la opprimono ma non fa nulla per liberarsi di questa oppressione. Questo perché non è forte la tendenza, al di là delle declamazioni, a unirsi e fare fronte. Dico questo alla luce della mia visione delle cose, legata principalmente a mondo del lavoro e alla tradizione del socialismo. Non esiste alcuna trasformazione della società e del mondo reale che possa fare a meno dei lavoratori. Se non si è uniti non si va da nessuna parte.

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