[Internazionale] A 40 anni dalla morte di Bobby Sands

(In foto, il murale dipinto dall’artista Jorit)

“Mia nonna una volta mi disse che la prigionia dell’allodola è un crimine altamente crudele, perché l’allodola è simbolo della libertà felice. Io ho qualcosa in comune con quel povero uccello. Io sono stato privato dei miei indumenti, rinchiuso in una sordida cella vuota dove sono stato affamato, picchiato e torturato. Ma io, come l’allodola, conservo lo spirito della libertà, nessuno può soffocarlo” Bobby Sands

Nella notte del 6 maggio 1981 moriva dopo 66 giorni di sciopero della fame, in una cella del carcere di massima sicurezza di Long Kesh (Irlanda del Nord), il volontario repubblicano Bobby Sands. Da li a poco altri 9 compagni seguiranno la sua scelta e la sua stessa tragica fine. Quelli che passeranno alla storia come gli “hunger strikers” protestavano contro le disumane condizioni in cui erano costretti a vivere i prigionieri rivoluzionari repubblicani segregati negli H-Blochs, carceri di massima sicurezza dalla caratteristica forma ad H, voluti dal governo britannico per distruggere la resistenza degli oltre 4000 rivoluzionari prigionieri presenti in quel periodo. L’unica risposta che il governo conservatore britannico della “warlord” (“signore” della guerra) Margareth Thatcher seppe dare alla lotta del ventisettenne Bobby Sands (che fu anche eletto deputato del Parlamento di Westminster il 9 aprile 1981) fu un materasso ad acqua ricoperto da una soffice pelle d’agnello, forse per ammorbidirgli la fine. Il suo corpo privo di forze era ridotto oramai alle sembianze di una mummia, fasciato da bende che gli avrebbero evitato la bucatura della pelle da parte delle ossa. Ricordare Bobby Sands e gli altri compagni che parteciparono all’hunger strike del 1981 ci sembra fondamentale per onorare la loro resistenza contro la ferocia e l’indifferenza dell’imperialismo inglese. Da allora il sacrificio di Bobby Sands e degli altri “hunger strikers” è un simbolo luminoso di resistenza per tutti i popoli in lotta per l’autodeterminazione nazionale (irlandesi, baschi, corsi, bretoni, palestinesi ecc.) e per i rivoluzionari prigionieri nelle mani del nemico ovunque nel mondo.

A 40 anni dalla sua morte, onoriamo la memoria di Bobby Sands e dei compagni del movimento di liberazione nazionale irlandese caduti per mano degli imperialisti inglesi!

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