Le intimidazioni e la repressione non fermeranno la lotta contro il governo dei padroni, dei banchieri e degli speculatori!

Nel giorno della Liberazione di Reggio Emilia (24 aprile 1945), due militanti del P. CARC Emilia Romagna sono stati fermati da personale della Questura e della DIGOS perché rei di aver denunciato la natura criminale e antipopolare del governo Draghi e di aver applicato l’articolo 21 della Costituzione Antifascista tramite l’affissione di uno striscione contrario alla presenza, in diretta streaming, di Mario Darghi alle celebrazioni del 25 aprile a Casa Cervi. L’ipotesi di reato, già notificata all’avvocato di fiducia e dopo aver sequestrato lo striscione, contestata è oltraggio al ceto politico (art. 342 cpp) per aver detto la verità (che è concreta e non si può mettere a tacere) e cioè che il boia Draghi non ha nulla a che fare con i Fratelli Cervi! La verità è che Draghi è l’esponente della borghesia imperialista che dal suo pulpito della BCE ha contributo nel devastare il paese e nel distruggere la sanità pubblica. Un affamatore di popoli non può avere spazio in una celebrazione dei martiri della lotta contro il nazi-fascismo condotta dai comunisti e dagli altri antifascisti!

Il vero oltraggio è mettere un bavaglio alla libertà d’espressione a fronte di chiare e ormai innegabili responsabilità politiche da parte della classe dominante nella gestione criminale (nonostante i balletti sui colori delle Regioni, ci sono centinaia di morti ogni giorno) dell’emergenza sanitaria, della precarietà e disoccupazione di massa!

Il vero oltraggio è far parlare il commissario UE per il nostro paese e garante del programma comune di lacrime e sangue delle Larghe Intese a Casa Cervi, simbolo dell’eroica e gloriosa Resistenza. È un insulto ai partigiani e alla staffette, al loro sangue versato e a questa terra le cui vie ancora oggi portano il nome di chi ha liberato il paese dalle truppe di occupazione nazi-fasciste.

Anche oggi il nostro paese è occupato (la Val di Susa militarizzata con l’occupazione del territorio ne è esempio lampante) da forze di occupazione più o meno occulte: capitalisti e speculatori senza scrupoli che hanno distrutto l’apparato produttivo, che hanno lasciato “cadere” il ponte Morandi, che hanno devastato l’ambiente e Procure e Questure erette a difesa dei loro profitti e di quelli del Vaticano, della NATO, della UE, dei sionisti e della ‘Ndrangheta e Mafia. Questi personaggi sono gli stessi nemici contro cui hanno lottato i Fratelli Cervi!

A che gioco stanno quindi giocando le Forze dell’Ordine in città? Che la Questura di Reggio Emilia investa le proprie risorse contro le ‘ndrine con le mani sulla città invece che perseguire chi applica le libertà costituzionali!

È la vigilia del 25 aprile e questo abuso non può passare inosservato: è ulteriore indice del fatto che, come dimostrano la repressione ai lavoratori in lotta del SI Cobas a Modena e Piacenza, a quanti manifestano contro il governo e anche le richieste di condanna alle antifasciste e agli antifascisti di Carpi delle ultime ore per aver intonato Bella ciao verso un presidio di Forza Nuova, abbiamo bisogno di una nuova liberazione nazionale!

La repressione è l’unica vera misura che il governo di “unità nazionale” delle Larghe Intese (del polo PD e M5S e polo Berlusconi e Lega) sta realizzando: inchieste, denunce e manganelli è l’opera del governo Draghi! Ma la repressione è un’arma a doppio taglio, rivoltiamogliela, con la lotta e la solidarietà di classe, contro la banda di parassiti e criminali che governa il Paese.

Non ci facciamo intimidire: chiamiamo i lavoratori, gli studenti e i solidali a porre la massima vigilanza democratica perché nei prossimi giorni le Forze dell’Ordine e i loro mandanti non commettano altri abusi simili; a partecipare alle decine di iniziative in città e in regione per tenere alta la bandiera della Resistenza (ricordiamo qui soltanto Quartieri Partigiani del 24.4 ore 16 al parco della Pace a Reggio E., il presidio per il 25 aprile ore 11 in p.zza Martiri 7 luglio a Reggio E.); a rilanciare la parola d’ordine di una nuova liberazione nazionale dalla pandemia e dai capitalisti e ad esprimere solidarietà e complicità ai compagni!

La repressione non fermerà la nostra lotta: difendiamo, praticandoli, i diritti di pensiero, organizzazione e mobilitazione delle masse popolari conquistati dai Partigiani!

Giù le mani dall’articolo 21 della Costituzione: applicare le parti progressiste della Costituzione è giusto e legittimo!

Giù le mani dai compagni! No al bavaglio dei comunisti!

Lottiamo per imporre un Governo di Emergenza Popolare e riprendere il cammino interrotto, fare dell’Italia un nuovo paese socialista!

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