In questi giorni la nostra regione è al centro delle polemiche per i risultati, pessimi, che riguardano le vaccinazioni contro il COVID, in particolare quelle di ultraottantenni e altri soggetti a rischio. Le percentuali ci collocano impietosamente agli ultimi posti nel paese, in continuità con gli altrettanto pessimi risultati della campagna vaccinale contro l’influenza “classica” che aveva visto numerosi ritardi nonché una campagna di comunicazione a dir poco di dubbio gusto (vedi foto).

Questo disastro, questo ennesimo attacco alla salute e integrità delle masse popolari che in Toscana ha mietuto fino ad oggi oltre 5mila morti, lo si deve a una combinazione di fattori di cui sono completamente responsabili le istituzioni. Intanto prosegue la pantomima delle chiusure comune per comune da cui rimane miracolosamente indenne Firenze, il capoluogo nonché maggior concentramento di popolazione e soprattutto di attività produttive; finchè queste rimangono aperte e a pieno regime è abbastanza impossibile fermare la circolazione del virus e che sono il principale vettore di contagio insieme ai centri commerciali (privi di quasi ogni controllo) lo dicono i numeri, più il fatto che ciò che è stato e continua ad essere chiuso – scuole, asili, circoli, teatri e cinema – non era evidentemente il problema, sennò avremmo risolto.

Ci sono poi i criteri adottati dalla giunta di Giani per la somministrazione del vaccino stesso, che ha privilegiato categorie “non essenziali” come i magistrati e gli avvocati oppure gli amministrativi a discapito di persone a rischio che, non solo a rigor di logica ma anche secondo i criteri del piano nazionale, dovevano avere la precedenza: peccato che ogni regione abbia il “potere” di fare a modo proprio, confermando l’importanza fondamentale di un Sistema Sanitario Nazionale che sia realmente tale, che applichi una direzione unica delle operazioni!

Se a tutto questo aggiungiamo che il numero di dosi di vaccino disponibili è a totale discrezione delle multinazionali farmaceutiche, il gioco è fatto: Astrazeneca e compari li forniscono con il contagocce tenendoli ammucchiati a milioni nei magazzini in attesa del miglior offerente!

In Toscana si troverebbe anche uno stabilimento, quello della GSK di Rosia (SI), abbastanza attrezzato per produrre i vaccini come già altri ne vengono prodotti (tipo quello per la meningite): queste aziende strategiche devono essere immediatamente requisite con la forza pubblica e messe a disposizione, al pari dei posti letto di terapia intensiva delle cliniche private che in stragrande maggioranza appartengono al Vaticano! Queste sono le misure di emergenza che si possono adottare subito!

Per le masse popolari è sempre più (giustamente) inaccettabile che la disponibilità giusta di farmaci di tale importanza sia dettata da quanto vengono pagati, dal profitto che i padroni tirano fuori da ogni singola fialetta: se questo non avviene li dirottano verso altri paesi, Israele ha vaccinato molto più velocemente per il banale motivo che pagava il triplo del prezzo… Questa vera e propria infamia è aggravata dal fatto che continuano a non venire minimamente presi in considerazione i vaccini prodotti in Cina, Russia e soprattutto a Cuba (dove i ricercatori sono ormai arrivati a sintetizzare il terzo vaccino) e tutti sono stati testati con risultati soddisfacenti, a differenza di Astrazeneca e gli altri approvati in fretta e furia nei paesi imperialisti. Inoltre, i vaccini cubani non hanno il brevetto. Questo li rende un “concorrente” improponibile per le grandi case farmaceutiche e infatti il loro mancato acquisto è dovuto al blocco economico e soprattutto politico imposto dagli imperialisti USA, a cui il governo Draghi è sempre più prono per tutelare i loro interessi a scapito di quelli delle masse popolari e dei lavoratori italiani (non si parla nemmeno più di chiudere una sola azienda). Per queste manovre sporche paghiamo centinaia di morti ogni giorno.

Vi invitiamo a seguire l’iniziativa “Socialismo, sanità pubblica e vaccini” che si terrà il prossimo mercoledì 7 aprile alle 21 sulla pagina FB del Partito dei CARC, dove verranno trattati questi temi e contraddizioni e le vie d’uscite: sono i primi paesi socialisti a indicare ancora una volta la luminosa strada da percorrere, mostrando concretamente che il virus è il capitalismo e il socialismo è la cura!

Federazione Toscana del Partito dei CARC

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