La pandemia costringe sia la borghesia imperialista sia le masse popolari a fare i conti con gli effetti dell’erosione ed eliminazione delle conquiste strappate nel corso della prima ondata della rivoluzione proletaria, ha fatto deflagrare la crisi economica e sociale che già covava e avrà ripercussioni sulla crisi ambientale. Nello stesso tempo ha messo in luce la superiorità del socialismo: i paesi che più conservano i progressi realizzati dai primi paesi socialisti, sono quelli che hanno fatto e stanno facendo fronte meglio alla pandemia. Tali paesi sono la Repubblica Popolare di Cina, la Repubblica Popolare Democratica di Corea, la Repubblica Socialista del Vietnam e Cuba; vi sono inoltre paesi che in qualche modo si ispirano al loro esempio (Venezuela, Nicaragua). Sono paesi che per i risultati ottenuti nella lotta contro la pandemia si sono distinti nettamente dai paesi comparabili, imperialisti o succubi del sistema imperialista mondiale. Alcuni di questi paesi, in particolare la Repubblica Popolare di Cina, Cuba, Vietnam e Venezuela si sono inoltre distinti perché hanno offerto aiuti in uomini e mezzi più o meno importanti agli altri paesi.

In termini generali e al di là delle grandi differenze per la storia che hanno alle spalle e per lo stato attuale tra i sei paesi, i risultati che hanno ottenuto sono dovuti:

  • all’unità di indirizzo che lega le autorità statali e le masse popolari,
  • al capillare sistema di organizzazioni che raccoglie una larga parte della popolazione e fa capo al partito comunista,
  • alla forte direzione pubblica di gran parte dell’attività economica del paese: settore pubblico dell’economia e pianificazione non solo orientativa (tramite incentivi finanziari, fiscali e affini) ma anche amministrativa (tramite assegnazione di compiti e prescrizioni),
  • a un sistema sanitario volto alla tutela della salute della popolazione e lungi dal trattare come merci le prestazioni sanitarie.

Queste le principali caratteristiche che stanno all’origine della grande differenza qualitativa tra la gestione della pandemia fatta in questi paesi e la gestione fatta nei paesi imperialisti e nei paesi ad essi soggetti. Caratteristiche che bene emergono in questo video e articolo pubblicati su www.ildigitale.it da Parsifal Reparato, antropologo e documentarista che proprio in queste settimane è in Vietnam per seguire da vicino l’esperienza di contrasto della pandemia in quel paese. Il socialismo, o quello che resta a seconda dei vari paesi tra i primi paesi socialisti, è un modello di gestione sociale superiore e l’unico sistema attraverso il quale gli uomini si renderanno capaci di farla finita con lo sterminio, lo sfruttamento e la barbarie del capitalismo.

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“Il mio viaggio in Vietnam mi fa vergognare di come affrontiamo il Covid in Italia”

Vietnam. Giorno 1. Appena sbarcato ad Hanoi, in aeroporto resto subito colpito dalle centinaia di persone vestite dalla tuta anti-contaminazione, bambini e adulti, passeggeri, personale dell’aeroporto e polizia di frontiera. Inizio subito a fotografarli colpito dall’efficienza della macchina dell’accoglienza messa in piedi dal Vietnam. Dopo circa un’ora e mezza è il mio turno, mi ritrovo anche io vestito con la tuta azzurra, gli occhiali e i guanti.

Un autista mi scorta fino all’autoambulanza parcheggiata a pochi metri dall’uscita dell’aeroporto. Mi accomodo nella parte posteriore dell’auto, in isolamento. Scorgo Hanoi dal finestrino dell’ambulanza, mi emoziono, noto già nuovi edifici che 6 anni fa non c’erano, i giovani che affollano le strade e i locali!

Durante l’attesa in aeroporto e il viaggio verso l’hotel in cui svolgerò i prossimi 14 giorni in quarantena sono assalito da sentimenti contrastanti:

A – grande entusiasmo, gioia e rispetto per questo fantastico Paese che è il Vietnam, che ancora una volta riesce a salire sul piedistallo della Storia, tra i paesi che stanno affrontando meglio di tutti la #pandemia da #Covid-19, con un bassissimo numero di contagi e di morti;

B – contemporaneamente vivo la rabbia, la tristezza e la vergogna per il mio paese di provenienza, l’Italia, che ancora una volta si conquista uno dei più tristi primati nella Storia, il maggior numero di morti per Covid-19, in proporzione alla popolazione dei contagiati.

IN VIETNAM CAPISCI QUANTO LA SANITÀ ITALIANA SIA DEVASTATA, DA NOI MAGGIOR NUMERO DI MORTI PER COVID

Durante l’attesa in aeroporto e il viaggio verso l’hotel in cui svolgerò i prossimi 14 giorni in quarantena sono assalito da sentimenti contrastanti: grande entusiasmo, gioia e rispetto per questo fantastico Paese che è il Vietnam, che ancora una volta riesce a salire sul piedistallo della Storia, tra i paesi che stanno affrontando meglio di tutti la pandemia da Covid-19, con un bassissimo numero di contagi e di morti; contemporaneamente vivo la rabbia, la tristezza e la vergogna per il mio paese di provenienza, l’Italia, che ancora una volta si conquista uno dei più tristi primati nella Storia, il maggior numero di morti per Covid-19, in proporzione alla popolazione dei contagiati.

L’OCCIDENTE E QUELLE FANTOMATICHE SPIEGAZIONI CON CUI GIUSTIFICHIAMO IL SUPERAMENTO DEL COVID IN VIETNAM O IN CINA

In Occidente si danno fantomatiche spiegazioni sul come alcuni paesi (come il Vietnam o la Cina) abbiano potuto superare una tale emergenza pandemica. Ebbene, gli ingredienti mi sembrano evidenti anche in questo momento:

  1. Formazione, istruzione e comportamenti consapevoli e responsabili da parte delle istituzioni e dei cittadini
  2. Una medicina territoriale efficiente, in cui la prevenzione gioca un ruolo chiave
  3. Un sistema sanitario efficiente. Il Vietnam da anni ha supportato il sistema sanitario con azioni multi-settoriali: accesso all’acqua potabile, miglioramento delle strutture sanitarie, educazione e istruzione, miglioramento della nutrizione, ed un continuo scambio di buone pratiche tra i diversi settori.

Il Vietnam da anni ha supportato il sistema sanitario con azioni multisettoriali: accesso all’acqua potabile, miglioramento delle strutture sanitarie, educazione e istruzione, miglioramento della nutrizione, ed un continuo scambio di buone pratiche tra i diversi settori. Il governo guidato dal Partito #Comunista, che seppure dal 1986 ha deciso di entrare nell’economia di mercato, ha fatto il possibile per mantenere vive le conquiste socialiste, che avanzarono dai tempi di Ho Chi Minh.

L’ITALIA NON È IL VIETNAM: MEDICINA TERRITORIALE COMPLETAMENTE INESISTENTE

In Italia invece vediamo il continuo affossamento del sistema sanitario, per non parlare dell’istruzione e una medicina territoriale completamente inesistente. Se un tempo il nostro SSN era tra i migliori al mondo, e se i nostri studenti erano tra i più brillanti, la situazione in cui oggi il Paese è precipitato non è un caso, ma è il frutto delle politiche scellerate e criminali di un manipolo di affaristi che da oltre 30 anni governano l’Italia a discapito delle classi popolari.

Il caso vuole – un’osservazione che mi è saltata in mente lungo il viaggio – che il progressivo smantellamento del welfare italiano va di pari passo con la scomparsa del Partito Comunista e dei partiti e movimenti rappresentanti delle lotte per i diritti dei lavoratori. Arrivato davanti all’hotel domando all’autista e alla poliziotta, che hanno scortato me e altri passeggeri, di fare una foto, mi congratulo con loro e ripeto: “Socialismo o barbarie! Socialismo o Pandemia”!. Ridiamo dietro le mascherine, l’autista per premio mi nebulizza con la profumata Cloramina-B e mi avvio verso la quarantena.

 

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