È chiaro a tutti: le autorità della Repubblica Pontificia e il governo Conte 2 ad esse asservito non hanno alcun interesse né la capacità di risolvere positivamente, ossia a favore degli interessi dei lavoratori e delle masse popolari, l’emergenza sanitaria. Non è una questione di bontà d’animo: la crisi del capitalismo e il suo accelerarsi a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19, pongono sempre di più chi governa a dover scegliere se fare gli interessi del mercato finanziario, di speculatori ed affaristi della sanità privata e delle aziende farmaceutiche, dei padroni della grande industria, oppure gli interessi delle masse popolari e di tutti i lavoratori di questo paese, compresi i piccoli imprenditori e le partite IVA. Lo scontro si acuisce sempre di più e non ci si può più accontentare delle “briciole” che cadono dal tavolo dei padroni, perché di briciole non ce ne sono più. Precarietà, disoccupazione e immiserimento progressivo della popolazione (non dei ricchi, che si fanno più ricchi approfittando del loro ruolo sociale per speculare nelle situazioni di emergenza), mancato accesso alle cure per centinaia di migliaia di persone, aumento delle morti, abbandono ulteriore delle fasce già emarginate della popolazione, aumento dei rischi della salute per i lavoratori ecc aumentano. Potremmo scrivere per giorni dei problemi, già esistenti prima del Covid-19, che l’emergenza sanitaria aggrava e sono problemi che nemmeno la classe dominante può più nascondere: si tratta oggi di attivarsi in prima persona per far fronte all’emergenza sanitaria, economica, sociale. È la situazione generale che ce lo impone, lo impone a ogni comunista e a ogni persona responsabile e di buona volontà, preoccupata per il corso disastroso delle cose.

C’è tanto da fare e tutti possono fare qualcosa. Non bisogna che “tutti facciano tutto”, ma che ognuno faccia quello che può e che si sente in grado di fare, che sia di spinta e di esempio perché altri si attivino. Non importa “sapere tutto quello che c’è da sapere”, è importante essere disponibili a imparare, mettersi in gioco, scoprire cose nuove, dare un contributo con la propria esperienza e la propria attività. Spesso ci sentiamo immobili e impotenti, prigionieri del senso comune, promosso dal clero e dalla borghesia che ci induce a credere di non poter cambiare nulla, che ci sono cose per noi incomprensibili e inarrivabili, che occorre “affidarsi a dio” e che solo le teste d’uovo della borghesia sono in grado di cambiare il mondo. Ma non è così.

Il movimento comunista italiano ha portato la classe operaia nel nostro paese a conquiste inimmaginabili fino all’inizio del secolo scorso: i lavoratori e le masse popolari immerse nell’analfabetismo e nell’ignoranza, invischiate nel pregiudizio e nella superstizione sono stati protagonisti del cambiamento della società, cambiamenti che nel tempo sono stati cancellati o resi vacui dai governi della Repubblica Pontificia. Un cambiamento di certo non desiderato dalla classe dominante italiana, sottomessa agli interessi di UE, USA e Vaticano e che oggi non può venire certamente da queste autorità. Bando quindi all’idea che bisognerà “fargliela pagare” quando la tempesta sarà finita: la tempesta non finirà se non per mano delle masse popolari organizzate guidate dai comunisti, è “nella tempesta” che dobbiamo far rinascere il movimento comunista cosciente e organizzato, senza aspettare e su basi nuove: per trovare una strada positiva le masse popolari hanno bisogno del movimento comunista, che dà loro un ruolo sociale attivo nella lotta di classe, che ne valorizza le tensioni positive, le qualità e capacità, che le guida a prendere il potere. Per questo è necessario mettersi in moto fin da subito, attivarsi per far fronte al disastro economico, sanitario e sociale in cui la classe dominante ci ha portato.

C’è tanto da fare:

  • organizzare i lavoratori in ogni azienda capitalista e pubblica a far fronte al disastro delle condizioni di lavoro e del salario, a partire dalla lotta per la tutela della salute dei lavoratori e i rinnovi del CCNL, passando per le assunzioni e la lotta contro l’obbligo di fedeltà aziendale, costruendo organismi di lavoratori e operai capaci di imporre e decidere con la propria azione le linee di condotta nelle aziende: senza la lotta e l’organizzazione degli operai e dei lavoratori, il futuro del paese resta nelle mani dei capitalisti e dei loro portaborse;
  • creare, sostenere, coordinare e sviluppare i comitati in difesa e per il potenziamento della sanità pubblica in tutto il paese, affinché diventino in grado di assumere sempre più il ruolo di autorità sanitarie a fronte dello sfascio e dell’incapacità in cui versano le attuali autorità della classe dominante: se non fosse stato per l’abnegazione di decine di migliaia di lavoratori (medici, infermieri, OSS), delle migliaia di volontari delle associazioni più disparate (pubbliche assistenze, Emergency e altre) e appunto dei comitati contro lo smantellamento della sanità pubblica, il paese verserebbe ancora di più nell’abbandono sanitario di centinaia di migliaia di contagiati dal Covid-19 e le altre patologie non curate per via dell’ingorgo delle strutture sanitarie. È chiaro che oggi per far fronte all’emergenza sanitaria servono assunzioni, serve requisire la sanità privata, creare nuove strutture e potenziare complessivamente la sanità pubblica: solo i comitati che da anni si battono in difesa della sanità pubblica e i lavoratori e volontari della sanità possono occuparsene, ognuno partendo dal livello in cui si trova, ad esempio, istituendo brigate di medici e personale sanitario che faccia tamponi e visite a chi non riceve le adeguate cure mediche;
  • creare, sostenere, coordinare, sviluppare in ogni angolo del paese brigate di volontari che si occupano dell’assistenza domiciliare alle persone in difficoltà (spesa, medicine, sostegno psicologico e altro), che diventino una vera e propria rete di protezione e tutela delle fasce più deboli della popolazione: non si tratta di sostituire nel proprio ruolo le istituzioni, si tratta di fare quello che le autorità borghesi lasciano in malora e non curano, si tratta di diventare le nuove autorità a cui le masse popolari possono e devono far riferimento;
  • alimentare il fuoco di riscossa in tutto il paese trasformando la rabbia e la frustrazione di milioni di persone in volontà di lotta, di organizzazione per la presa del potere politico.

Organizzati con il Partito dei CARC: l’unica via per uscire dal disastro economico, sociale, sanitario e ambientale in cui la classe dominate infogna milioni di persone è l’instaurazione del socialismo. Per farlo, bisogna instaurare un governo d’emergenza popolare che oggi sia scuola di lotta per centinaia di migliaia di persone, strumento per far fronte ai peggiori effetti della crisi e per alimentare la rinascita del movimento comunista cosciente e organizzato.

Chiamiamo tutti coloro che si definiscono comunisti, i giovani che vedono il proprio futuro precario e incerto, i lavoratori di tutte le aziende private e pubbliche che vogliono far fronte al disastroso corso delle cose, a mettersi in contatto con noi, a organizzarsi con noi, ad aderire al Partito dei CARC: non cedere al dubbio, è la tua rivoluzione!

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