In questo clima di emergenza economica sanitaria la giunta Fontana-Gallera colpisce ancora!

E’ di pochi giorni fa la notizia della volontà di chiudere alcuni reparti dell’Ospedale di Sesto San Giovanni, tra cui il punto nascita ed il pronto soccorso, fiori all’occhiello della struttura cittadina.

L’Asst Nord Milano necessita di medici ed infermieri per mettere in moto il fantomatico ospedale sito in zona Fiera a Milano, fortemente voluto da Bertolaso, finanziato in gran parte da Berlusconi che sono gli stessi che hanno avuto in mano la gestione affaristica del terremoto dell’Aquila in Abruzzo.

Ma come si fa a far funzionare un ospedale senza personale sanitario?

Per la giunta regionale è semplice, basta prelevare personale da presidi ospedalieri pubblici perfettamente funzionanti, come ad esempio l’ospedale di Sesto San Giovanni, una città con più di 80 mila abitanti!

A denunciare l’intento criminale è stato per primo il consigliere regionale del Pd Bussolati, prontamente smentito dallo stesso Gallera, il quale però sostiene che ogni struttura sanitaria lombarda deve rimodulare la propria attività. Tanto che alcuni medici sestesi sarebbero stati già contattati per un eventuale trasferimento al Bassini di Cinisello o al Niguarda di Milano.

Se si realizzasse questo pessimo scenario al nostro ospedale rimarrebbe solo un servizio di pronto soccorso di 12 ore su 24, con soli due infermieri, gli ambulatori di oncologia e tre reparti Covid, con due soli medici. Mentre vengono affidate consulenze da migliaia di euro alla figlia di Fontana proprio per questo ospedale.

Il Sindaco Di Stefano (Lega), in piena emergenza sanitaria continua a mostrare i muscoli contro le masse popolari, venditori ambulanti e senza tetto, ma cosa sta facendo per impedire le speculazioni e lo smantellamento dell’ospedale pubblico di Sesto in piena emergenza sanitaria?

L’ospedale è frutto della volontà popolare nata dalla Resistenza partigiana, che si impegnò affinché la nostra città avesse un’ospedale per tutelare le vittime di infortuni sul lavoro delle fabbriche sestesi!

Ancora una volta si dimostra che la giunta Fontana-Gallera e il Sindaco Di Stefano devono essere cacciati!

Cacciarli però non basta, è necessario fin da ora organizzarsi per commissariare dal basso la sanità lombarda, mettendo a contributo i comitati cittadini di salute pubblica di Sesto, le associazioni, gli esponenti sindacali della sanità riconosciuti dai lavoratori, Medicina Democratica, Emergency, l’Unione Inquilini coordinandosi con tutte le altre realtà presenti sul territorio lombardo che sono in prima fila a fronteggiare gli effetti della criminale gestione dell’emergenza economico-sanitaria.

Ci vuole un Commissariamento Popolare e un amministrazione locale d’emergenza che metta al centro gli interessi delle masse popolari!

Per questi motivi la sezione del P.Carc di Sesto San Giovanni sta partecipando alle mobilitazioni e ai presidi indetti da lavoratori dei vari settori e da vari comitati di salute pubblica, sotto la regione Lombardia che chiedono con forza il commissariamento della Sanità Lombarda

Invita le masse popolari, gli operai, i lavoratori autonomi, del pubblico impiego, della sanità, gli studenti e tutte le forze politiche, a mobilitarsi e organizzarsi in ogni azienda e quartiere per opporsi allo smantellamento dell’ospedale cittadino, per la tutela dei diritti dei lavoratori della sanità e della cittadinanza, che con la complicità della giunta Di Stefano sono sotto attacco.

Sosteniamo la raccolta firme della Rete cittadina per la sanità e salute pubblica di Sesto San Giovanni in difesa dell’ospedale.

Se si può lavorare, si può anche manifestare e scioperare in sicurezza!

Organizzarsi per costituire una commissione popolare per la sanità, rivendicare le misure necessarie a fare fronte all’emergenza e iniziare ad imporre da subito tutte quelle misure che si possono già attuare con i mezzi che hanno a disposizione.

Non è più il tempo di aspettare, Fontana e Gallera sono da cacciare, avanti con il commissariamento popolare!

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