Continua l’attacco padronale nei confronti Massimo Cappellini, delegato sindacale della Piaggio che ha ricevuto in questi giorni l’ennesimo pretestuoso provvedimento disciplinare da parte dell’azienda che mostra sempre più l’intenzione di fare fuori un rappresentante dei lavoratori scomodo e fastidioso.

È evidente che Colaninno, insieme ai suoi fedeli lacchè, vuole trasformare la Piaggio in una caserma dove appena si denunciano i comportamenti autoritari dell’azienda, le magagne su salute e sicurezza, l’abuso di ammortizzatori sociali e del precariato, si viene colpiti da lettere, provvedimenti e multe.

Massimo, insieme ad altri colleghi combattivi, promuove l’organizzazione tra i lavoratori su questioni e rivendicazioni concrete che evidentemente i padroni temono, perché parlare e interessarsi delle problematiche del proprio posto di lavoro collettivamente è pericoloso per chi vuole dividere i lavoratori per i propri interessi e per i propri profitti.

Questo attacco padronale che ricordiamo avviene dopo l’allontanamento del gruppo degli iscritti Fiom dal sindacato perché “troppo combattivi” e “non in linea con lo statuto” e questo dimostra nei fatti la complicità tra i sindacati di regime e la repressione aziendale di Colaninno. Con questi attacchi si intende colpire il Comitato Operaio promosso dopo la sospensione dalla FIOM insieme ad altri delegati, si intende dare un ammonimento agli RSU e lavoratori iscritti ad altri sindacati che ugualmente si mobilitano in fabbrica e fuori, si vuole terrorizzare tutti gli operai e operaie Piaggio: è il momento di dire basta!

Bisogna rispondere uscendo dalla fabbrica per legarsi alle masse popolari che si organizzano per fare fronte agli effetti della crisi (ad esempio alle brigate di solidarietà, ai movimenti per la casa, a movimenti per l’ambiente, eccetera) per estendere la solidarietà operaia e l’unità di classe contro queste manovre che apertamente attaccano le avanguardie di lotta. Mettere a nudo le manovre sporche del padrone è il primo passo per respingere i suoi attacchi!

Il prossimo 5 novembre, in occasione dello sciopero per il rinnovo del CCNL, è un’occasione per far sentire la voce dei lavoratori e stringersi attorno a Massimo, è un’occasione per uscire dalla fabbrica e legarsi a Pontedera e al resto del territorio perché se si può stare otto ore appiccicati sulla catena di montaggio, si può fare un presidio o un corteo distanziati, con le mascherine e in totale sicurezza.

Solidarietà a Massimo Cappellini e a tutti gli operai e delegati combattivi che subiscono la repressione aziendale! I provvedimenti disciplinari facciamoli a chi delocalizza le fabbriche, a chi specula e affama le masse popolari e il proletariato!

 

P.CARC – Sezione di Pisa

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