A tutti quegli attivisti ed elettori del Movimento 5 Stelle che non vogliono stare a guardare la disfatta del M5S.


La promozione del referendum per il taglio dei Parlamentari promosso dal M5S e che ha visto la vittoria del SI, è sicuramente un traguardo importante e dimostra che quando il M5S si pone alla testa del malcontento e dell’insofferenza delle masse popolari al sistema di potere delle Larghe Intese (PD, FI + Lega e FDI, e rispettivi satelliti), riesce a raggiungere importanti risultati. Dimostra che possono risalire la china in cui il M5S è scivolato da quando, dopo il successo elettorale del 4 marzo 2018, si è piegato ai vertici della Repubblica Pontificia e ha accettato di costituire il governo con esponenti delle Larghe Intese: prima con esponenti dell’ala destra delle Larghe Intese (la Lega di Matteo Salvini) e poi, quando Salvini si è reso conto che restando al governo perdeva seguito e se ne è sganciato, con l’ala sinistra (il PD di Nicola Zingaretti). La vittoria del SÌ nel referendum crea un’occasione importante ai militanti ed esponenti del M5S che si mobilitano per contrastare il declino del seguito popolare e risalire la china. E’ inequivocabile l’emorragia di voti e di consenso del M5S, è inequivocabile la sfiducia crescente che in soli due anni ha tolto numerosi punti percentuali al M5S alle elezioni nazionali, regionali e locali. Non sono le ampie masse a non capire, a scegliere chi è sbagliato invece di quelli giusti, o altre dicerie più o meno da senso comune che in molti magari utilizzano per giustificare la crisi: è l’esperienza di governo “tirato per la giacca” e con decine di dietrofront su temi cruciali che sbriciola il M5S e lo rende sempre meno credibile agli occhi dei lavoratori, sempre più oggetto di sciacallaggio, strumentalizzazioni e ricatto per i partiti delle Larghe Intese.

L’esperienza degli ultimi due anni di governo del M5S dimostrano oramai, senza ombra di dubbio, che non si può governare e fare gli interessi della gran parte della popolazione scendendo a compromessi con chi ha devastato e continua a devastare il paese, con chi ha promosso e promuove politiche di lacrime e sangue contro le masse popolari che vivono in Italia. Bene ha detto Di Battista che l’alleanza con il PD è stata “la morte nera”. Dove possono portare i compromessi con i Benetton, con gli Agnelli, con le banche, Bonomi e Confindustria e i loro rappresentanti in parlamento (PD, Lega ecc.)? Dove può portare, in nome della possibilità di spendere soldi che non abbiamo ancora del “Recovery Found” (denaro saldamente vincolato alle direttive di BCE e Commissione Europea), rivedere il Reddito di Cittadinanza e Quota 100? Dove può portare qualsiasi misura economica e sociale di buon senso e che va negli interessi delle masse popolari se non si ha l’ardire di intaccare, mettere in discussione, eliminare i privilegi di ricchi, industriali, banchieri, speculatori, politici, “caste”, lobby? Il M5S non è di certo nato, cresciuto e diventato il primo partito nazionale alle elezioni politiche del 2018 perchè ha difeso gli interessi della Lagarde, di Mario Draghi, di Confindustria e dei Benetton!

Ma il lento declino può trovare argine e anzi, la parte sana, più coraggiosa e meno assoggettata alla paura di “essere soli” contro tutti, di essere fuori dalle “stanze che contano”, può risalire la china dando battaglia: non si tratta di ritornare ai vecchi fasti, ma di fare quello che è necessario oggi per affermare gli interessi del grosso della popolazione (operai, studenti, pensionati, partite IVA e piccoli imprenditori) e impedire che con il ricatto del Debito Pubblico, dell’emergenza Covid-19, si continuino a imporre alle masse popolari politiche di lacrime e sangue e che anzi, si faccia una politica di senso opposto. Si potenzi ed estenda Quota 100! Si abolisca veramente e definitivamente il Jobs Act promosso e approvato dal PD di Renzi prima e oggi di Zingaretti! Si metta mano con il denaro dell’avanzo primario del bilancio statale, con i soldi di Cassa Depositi e Prestiti, all’emergenza occupazionale nazionalizzando le aziende in crisi o che minacciano chiusure e delocalizzazioni (spesso in cambio di incentivi e prebende), come la Whirlpool di Napoli e l’Ilva di Taranto! Che vengano bloccate le grandi opere inutili e costose, dannose per l’ambiente (TAV, TAP) e vengano destinati i miliardi di euro previsti, per fare quelle centinaia, migliaia di piccole e medie opere per risollevare il paese dal dissesto idrogeologico!

Queste sono le battaglie che il M5S deve e può fare sue a maggior ragione se è forza di governo, queste sono solo alcune delle emergenze del paese che non si risolvono con i tavoli a Bruxelles ma sostenendo concretamente le lotte dei lavoratori, di chi manifesta per un ambiente salubre, per uscire dalla melma e dal degrado economico, sociale, ambientale e morale in cui i partiti delle Larghe Intese, senza distinzione di colore, hanno portato il paese in 30 anni di finto governo “bipolare”.

Per affermare gli interessi delle masse popolari e risalire la china, implica per il M5S contribuire alla mobilitazione e all’organizzazione dei lavoratori e di larga parte della popolazione a costituire organismi territoriali e tematici e in particolare alla mobilitazione degli operai delle aziende capitaliste condannate alla chiusura, all’esternalizzazione di reparti o di lavorazioni e alla delocalizzazione, dei lavoratori delle aziende pubbliche condannate dalla privatizzazione (aperta o mascherata con la quotazione in Borsa) del settore pubblico della produzione di merci e dei lavoratori delle istituzioni pubbliche condannati dalla liquidazione dei servizi pubblici o dalla loro aziendalizzazione. Risalire la china, dare forza e impulso nuovi al M5S vuol dire farsi forza e alimentare questo tipo di organizzazioni.

Ancora, bisogna costruire un più ampio fronte di forze contro i partiti delle Larghe Intese: il M5S ha la possibilità di farlo se esprime la volontà di slegarsi le mani dal ricatto del teatrino della politica. Un fronte di forze che raccoglie tutti i sinceri progressisti (non di certo i riciclati del PD e delle Larghe Intese progressisti a chiacchiere ma saldamente ancorati al sistema delle Larghe Intese), gli esponenti democratici della società civile, partiti e organismi politici che intendono farla finita con il vecchio sistema di potere, e spingere il paese in avanti attraverso l’attuazione di reali politiche di progresso e civiltà, contro il parassitismo dilagante, la corruzione e il malgoverno di un sistema politico che non ha più nulla da dare di positivo al paese.

Infine, non bisogna farsi illusioni di sorta: sono e saranno solo gli attivisti e i meet up del M5S a far “risalire la china” al Movimento. Non saranno i Di Maio, i Vito Crimi o i capi politici di turno: la storia seppur breve del M5S ha dimostrato che può esprimere una forza incredibile a livello nazionale se si nutre dell’attivismo e della mobilitazione dei meet up a livello locale. Ma non si tratta di far ritornare, come dicevo all’inizio, il M5S ai vecchi fasti e alle glorie del passato: si tratta di fare oggi, subito, tutto quello che serve per risollevare il paese e liberarci una volta per tutte del vecchio sistema politico delle Larghe Intese, marcio e corrotto dalle fondamenta!

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