Il Partito dei CARC partecipa e chiama a partecipare alla manifestazione nazionale contro la repressione “Siamo tutti/e colpevoli di sciopero” promossa dal SI Cobas del 3 ottobre a Modena (concentramento ore 14:30 presso il largo Sant’Agostino –  qui l’evento Facebook).

La classe operaia di Modena chiama, ogni solidale deve rispondere!

Facciamo appello a tutte le compagne e compagni delle Brigate di Solidarietà, a tutti i compagni che hanno la falce e martello che ancora batte nei loro cuori, agli operai del gruppo FCA /CNHi e della Whirlpool, ai comitati dei familiari delle vittime in CRA e RSA, agli studenti e insegnanti che sono scesi in piazza nei giorni scorsi, ai sindacati combattivi, ai lavoratori e compagni multati sospesi per denunciare la gestione criminale negli ospedali. È la classe operaia che ci chiama: le operaie, le leonesse di Italpizza, gli operai della logistica, i compagni che come noi vengono repressi perché organizzano l’offensiva della classe operaia nella difesa dei propri interessi, contro padroni, caporali e i loro politicanti asserviti, criminali e assassini che per i loro profitti attaccano i nostri diritti. Partecipare a questa manifestazione è importante per non far sentire soli gli operai colpiti dalla repressione, ma non solo, per dare loro fiducia, perché la loro lotta è la lotta di tutti, indipendentemente dalla tessera sindacale e dell’appartenenza politica.

I padroni, i gruppi imperialisti USA e UE e i governi delle Larghe Intese non hanno soluzioni alla crisi che il capitalismo ha prodotto e alle lotte possono rispondere solo con la repressione. Lo abbiamo visto con il “sistema Modena”, con i circa 460 procedimenti aperti e un allineamento di padroni, governi locali e nazionali e magistratura. Ma questo è un segno della  debolezza dei padroni ! Andiamo avanti nel costruire un ampio fronte di solidarietà e lotta che dalla Val Susa, passando per Milano, Modena, Roma, Napoli rispedisce al mittente questi attacchi repressivi, come tutti gli attacchi che i padroni stanno portando avanti contro gli operai dell’IVECO, della Whirlpool, della GDO, della siderurgia e della logistica. La lotta contro la repressione è una questione di quali interessi difendere e imporre: quelli della classe operaia e del resto delle masse popolari, facendo della lotta contro la repressione stessa una questione politica, cioè una questione di ordine pubblico e di costruzione della nuova governabilità delle masse popolari organizzate. I lavoratori devono farla finita con il capitalismo e instaurare un ordine sociale superiore, il socialismo.

 

I problemi sul lavoro, le denunce e le multe ai lavoratori, l’agibilità politica e sindacale, la sicurezza nelle scuole e nella sanità sono tutti aspetti comuni. Anche a Modena questi “sono una questione pubblica che riguardano l’intera città” e come tali vanno trattati, perché la vera sicurezza è avere un lavoro utile e dignitoso per tutti, prevenire e limitare i contagi e non rimetterci in salute e lavoro per il profitto dei padroni. Per questo, costruire un ampio fronte di solidarietà per avanzare oggi significa costruire in ogni azienda, scuola, ospedale e quartiere organismi popolari che si occupino delle vertenze, vadano oltre le vertenze (esistano a prescindere dalla lotta particolare), indichino le misure necessarie e si mobilitino per applicarle e farle applicare, facciano di ogni attacco un’occasione di ulteriore radicamento, conquistando su questa base terreno al nemico di classe e costruendo a partire da oggi le condizioni per imporre un governo che sia espressione degli interessi delle masse popolari: un governo di emergenza popolare! Ecco l’importanza del Consiglio Popolare modenese, ecco parte del perché il nemico attacca in questo modo!

Non sono i padroni ad essere forti, sono le masse popolari e la classe operaia che stanno imparando a far valere la loro forza! Modena non si processa! Le lotte non si processano! Applicare le agibilità politiche e sindacali conquistate nel nostro paese con la vittoria della Resistenza antifascista è giusto e legittimo anche se illegale!

Non un passo indietro: l’appello è di aderire, propagandare sui propri posti di lavoro e nei quartieri la manifestazione di Modena, partecipare! Contattateci per scendere insieme a noi in piazza il 3 ottobre!

Per farla finita con padroni e repressione, facciamo dell’Italia un nuovo Paese socialista!

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