La sezione torinese del P.CARC aderisce ed invita a partecipare al presidio di lotta con volantinaggio indetto dall’Assemblea dei Lavoratori Combattivi di Torino e del Piemonte per martedì 29 settembre dalle 12.30 alle 14.30 davanti alla porta 2 dello stabilimento FCA di Mirafiori (Corso Tazzoli).

Lo scorso 10 settembre all’interno dello stabilimento di Mirafiori un operaio di una ditta esterna (la Fenice) è morto per emorragia interna dopo essere stato colpito, mentre svolgeva le sue mansioni, da un cassone di materiale metallico.

Come affermato nel comunicato dell’Assemblea dei Lavoratori Combattivi di Torino e del Piemonte, i morti sul lavoro all’interno di FCA non sono una fatalità! L’aumento dei ritmi di lavoro, i rischi per la sicurezza e la salute, l’oppressione dei capi per garantire alta produttività, il ricatto della cassa integrazione e del posto di lavoro, uccidono!

In FCA si muore sul posto di lavoro mentre gli Agnelli-Elkann e i loro scagnozzi nella dirigenza aziendale e nei sindacati complici recitano la farsa della fusione con PSA e del ritorno alla piena occupazione negli stabilimenti torinesi. I 6,3 miliardi regalati dal governo agli Agnelli-Elkann nel corso dell’estate valgono una messa in scena e gli Agnelli-Elkann la stanno imbastendo, improvvisando produzioni di mascherine in spregio anche qui delle condizioni di sicurezza e la produzione della fumosa 500 elettrica. Quanto durerà la messa in scena non è dato saperlo ma la realtà sotto i capannoni FCA come padroni e complici vorrebbero far credere e anzi tende a peggiorare come dimostrato dai morti sul lavoro e dall’inasprimento del clima da caserma con cui FCA ha accompagnato l’avvio della farsa.

Quel che è certo è che intanto prosegue la decimazione dei dipendenti negli stabilimenti torinesi attraverso l’escamotage della NASPI. Quel  che è certo è che la fusione con PSA sta portando alla sottrazione di ulteriori potenzialità produttive dagli stabilimenti torinesi e italiani. Quel che è certo è che la “fusione” è in realtà l’acquisto di FCA da parte di PSA che in cambio dei soldi di cui riempirà gli Agnelli – Elkann assumerà sempre più potere decisionale  sulla vita e sulla morte degli stabilimenti italiani.

Il partecipato sciopero del 23 settembre all’interno del reparto logistica di Mirafiori (cioè il reparto confino di via Biscaretti di Ruffia che negli ultimi mesi è stato riconvertito per la produzione di mascherine) è una prima importante risposta alla farsa che padroni e sindacati complici stanno mettendo in atto a Mirafiori.

Non rassegnarsi ad ingoiare il rospo del peggioramento delle condizioni lavorative, delle menzogne dei sindacati complici, del clima di caserma instaurato dai capi, della guerra dei poveri tra dipendenti degli appalti e dei sub appalti e dipendenti FCA.

Organizzarsi per imporre il controllo operaio su tempi e ritmi di lavoro, perchè di lavoro in FCA non si muoia e non ci si infortuni come avviene oggi, per sviluppare la lotta contro la morte lenta degli stabilimenti FCA mascherata come rilancio, piena occupazione, ecc.

Che sorgano 10-100-1000 organizzazioni operaie: esse sono la premessa per difendere il diritto a lavorare in sicurezza, per costituire un governo di emergenza popolare che rimedi da subito almeno agli effetti peggiori della crisi, per instaurare il socialismo. Non importa in quanti si è all’inizio in una fabbrica. Non importa quante sono le fabbriche in cui si inizia. Il Partito dei CARC sostiene e organizza ogni operaio che si mette su questa strada, che decide di prendere in mano il proprio futuro!

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  • Di seguito il comunicato dell’Assemblea dei Lavoratori Combattivi di Torino e del Piemonte che indice il presidio di martedì 29 settembre
FCA: I MORTI SUL LAVORO NON SONO UNA FATALITÀ!
L’AUMENTO DEI RITMI DI LAVORO, IL RISCHIO PER LA SICUREZZA E LA SALUTE, L’OPPRESSIONE DEI CAPI PER GARANTIRE LA PRODUTTIVITÀ, IL RICATTO DI CASSA INTEGRAZIONE E POSTO DI LAVORO… UCCIDONO!
Il 10 settembre un operaio di una ditta in subappalto della Fenice (ditta esterna che si occupa dei sistemi termoelettrici di Mirafiori) è morto mentre lavorava alle sue mansioni all’interno dello stabilimento di Mirafiori.
Sono numerose le ditte esterne attive in FCA che in appalto o subappalto svolgono parti del processo produttivo, con operai sottoposti a condizioni di duro sfruttamento, in scarse condizioni di sicurezza, con il ricatto di contratti precari e privi delle minime tutele sindacali.
Questo operaio si chiamava Giovanni, aveva 49 anni ed è morto per un’emorragia interna, schiacciato da un carico di materiale metallico del peso di un quintale e mezzo mentre svolgeva le sue mansioni.
La verità “ufficiale” dettata dalla direzione aziendale è che Giovanni è morto a causa di problemi di coagulazione del sangue che non gli avrebbero consentito di sopportare l’emorragia interna causata dal cassone che gli è cascato addosso.
I sindacati confederali complici del padrone si bevono queste verità ufficiale e provano a darla a bere anche agli operai.
La realtà è che lavorare in FCA o peggio ancora nei suoi appalti, da Torino agli stabilimenti nel resto d’Italia, diventa giorno dopo giorno più pericoloso. Infortuni e morti sul lavoro non sono una fatalità. Sono il risultato di un’organizzazione del lavoro votata al massimo sfruttamento della forza lavoro e alla riduzione della spesa dei padroni in sicurezza. Sono il risultato della fatiscenza e dell’abbandono in cui versano le fabbriche quando i padroni le considerano rami secchi da tagliare.
Ecco come è morto Giovanni a Mirafiori il 10 settembre. Ecco come è morto l’operaio Fabrizio Greco dello stabilimento di Cassino, giusto un anno fa, schiacciata tra due presse.
Così sono morti gli operai Thissen Krupp di cui tutta Torino porta il ricordo.
Denunciamo lo sfruttamento che ha causato delle morte dell’ennesimo lavoratore (a luglio erano più di 719 I morti sul lavoro secondi dati INAIL): l’aumento dei ritmi di lavoro, il rischio per la sicurezza e la salute degli operai (anche a causa della diffusione del Covid), la pressione dei capi, la ricattabilità della cassa integrazione e del posto di lavoro.
Infatti, la recente fusione tra FCA e PSA sta mettendo a rischio decine di migliaia di posti di lavoro a Torino e in tante altre città del mondo, dove hanno sede le fabbriche delle due multinazionali dell’auto.
A questa situazione, l’unica risposta immediata e concreta é quella dei lavoratori, della loro unione e organizzazione con la lotta, dentro e fuori le fabbriche FCA, collegandosi come operai metalmeccanici con i lavoratori di tutte le altre categorie.
Rispondiamo con la lotta dei lavoratori all’attaco di padroni e dei loro governi che fanno profitto e propaganda sulla nostra pelle.
Facciamo pagare la crisi ai padroni!
Assemblea dei Lavoratori e delle Lavoratrici Combattivi – Piemonte
Per adesioni e informazioni, scrivere a:
lavoratoricombattivipiemonte@gmail.com

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