Volantinaggio ai cancelli dello stabilimento FCA di Piedimonte San Germano (FR), per il SI operaio e comunista al referendum del 20 – 21 settembre, per far fallire un’altra volta il sistema delle larghe intese (PD, FI, Lega grandi orchestratori del referendum), per organizzare la riscossa a partire dalle aziende con la creazione di 10, 100, 1000 nuovi consigli di fabbrica.
 
Di seguito il testo del volantino distribuito ai cancelli con la collaborazione di compagni anche esterni alla nostra organizzazione che hanno contribuito alla sua diffusione.
 
OPERAI, RESPINGETE GLI INGANNI DEL TEATRINO DELLA POLITICA! Con il referendum del 20 e 21 settembre il teatrino della politica vi chiede di esprimervi sulla legge sul taglio dei parlamentari approvata alla fine del 2019 votando SI (in nome della riduzione dei costi della politica) oppure votando NO (in nome della difesa della Costituzione e del numero dei parlamentari). Operai, vi viene chiesto di schierarvi su due ipotesi di imbroglio. Non sarà l’eliminazione di alcune centinaia di parlamentari a liberare le risorse per tenere aperte le aziende che i padroni chiudono e delocalizzano o per rimettere in sesto servizi come la sanità e la scuola devastati da decenni di privatizzazioni. Non sarà il mantenimento di alcune centinaia di parlamentari a sancire la difesa della democrazia per gli operai e le masse popolari, tanto meno la difesa del Parlamento, diventato oramai un teatrino dove i poteri forti (USA, UE, Vaticano, Confindustria, Mafia, ecc.) ratificano decisioni prese altrove.
 
SMASCHERIAMO IL VERO SCOPO DI QUESTO REFERENDUM! Questo referendum lo hanno organizzato i tre principali partiti delle larghe intese (Partito Democratico, Forza Italia e Lega) per assestare un colpo, con la vittoria del NO, al Movimento 5 Stelle che in Parlamento era stato il promotore della legge per il taglio dei parlamentari. Sono le stesse forze politiche che negli ultimi decenni, con l’alternanza dei governi di centro-destra e centro-sinistra, hanno gestito ogni aspetto dell’attacco alle vostre condizioni di vita: dalla sottomissione del paese alle misure lacrime e sangue imposte dall’Unione Europea alla partecipazione alle guerre promosse dagli imperialisti USA, dalle leggi anti-operaie relative al mercato del lavoro (pacchetto Treu, legge Biagi, Job’s Act) alla privatizzazione dei servizi pubblici, dall’attacco alle pensioni (riforma Fornero) ai crediti per le grandi opere inutili, dannose e costose fino ai mille privilegi e libertà di cui godono ricchi e straricchi (dai Benetton agli Agnelli – Elkann). Le larghe intese con questo referendum tentano di togliere di liberarsi del Movimento 5 Stelle. Vogliono ridimensionare il Movimento 5 Stelle per attaccare ciò che ha rappresentato e per molti ancora rappresenta: la vostra protesta e la vostra ribellione, a livello elettorale, contro decenni di politiche di attacco ai diritti. Il sistema delle larghe intese non può tollerare che la vostra protesta sia arrivata a seminare scompiglio nel suo teatrino della politica. Operai, gli stessi personaggi e partiti che il 4 marzo 2018, con il vostro voto, avete portato al fallimento, provano a rialzare la testa!
 
OPERAI, FACCIAMOLI FALLIRE UN’ALTRA VOLTA, VOTATE SI AL REFERENDUM! Questo è il solo buon motivo per andare a votare al referendum sul taglio dei parlamentari. Rafforziamo l’organizzazione e la mobilitazione contro il sistema delle larghe intese. Costruiamo il fronte di tutte le forze politiche e sindacali, delle organizzazioni sociali e culturali che si oppongono al blocco di potere responsabile di 40 anni di attacco ai diritti e alle conquiste. Impediamo che il Movimento 5 Stelle dopo essersi sottomesso alla Lega nel primo governo Conte continui a fare lo stesso con il Partito Democratico: la vittoria del SI al referendum mostrerà agli attivisti ed esponenti del Movimento 5 Stelle che non vogliono lasciarsi assorbire dal PD che per avere successo devono opporsi al sistema delle larghe intese. Avanziamo nella lotta per imporre un governo di emergenza popolare: un governo costituito dal fronte delle forze alternative al sistema delle larghe intese, un governo al servizio delle organizzazioni operaie e popolari, un governo che si dia veramente i mezzi per passare sopra gli interessi dei poteri forti.
 
OPERAI, LA DEMOCRAZIA DEI PADRONI E’ UN GUSCIO VUOTO!
ORGANIZZARSI PER COSTRUIRE UNA DEMOCRAZIA REALE!
 
10, 100, 1000 CONSIGLI DI FABBRICA PER DIFENDERE LE CONQUISTE!
– contro la chiusura, la delocalizzazione, il ridimensionamento (morte lenta) delle aziende e la loro vendita a gruppi multinazionali stranieri che le spolpano e poi le chiudono,
– contro l’eliminazione delle conquiste e dei diritti sindacali, politici e sociali strappati dai lavoratori quando il movimento comunista era forte in Italia e nel mondo,
– contro la privatizzazione della sanità, della scuola e degli altri servizi pubblici, le grandi opere speculative e la devastazione dell’ambiente, la persecuzione degli immigrati poveri, la repressione poliziesca e padronale,
– contro la sottomissione del nostro paese all’Unione Europea e alla NATO, le politiche di austerità per le masse popolari con la trappola del Debito, le “guerra umanitarie” per depredare i paesi oppressi, la corsa agli armamenti.
 
10, 100, 1000 CONSIGLI DI FABBRICA PER PREPARARE L’ATTACCO!
– per tenere aperte le aziende, riconvertire quelle che fanno produzioni inutili e dannose e aprirne di nuove per fare i lavori che servono, per estendere i servizi pubblici e gestirli in funzione delle esigenze delle masse: c’è un sacco di lavoro da fare per rimettere in sesto il nostro paese,
– per un nuovo protagonismo operaio e la democrazia partecipativa a tutti i livelli,
– per difendere e migliorare l’ambiente in cui viviamo,
– per un governo di emergenza popolare che nazionalizzi le aziende che i capitalisti vogliono chiudere, delocalizzare o smembrare, assegni a ogni adulto un lavoro utile e dignitoso e inquadri in un piano economico nazionale le aziende capitaliste, le aziende pubbliche, le cooperative,
– per liberare il nostro paese da sfruttatori e oppressori, per instaurare il socialismo, un nuovo sistema di relazioni sociali corrispondente alle esigenze delle masse popolari, democratico ed ecocompatibile.
 
Vogliamo costruire, stiamo costruendo, Consigli di fabbrica, di azienda, di scuola e di quartiere che individuano i principali problemi che affliggono le masse popolari e che si organizzano e si mobilitano per affrontarli e risolverli nell’interesse delle masse popolari tutte. Chiamiamo tali Consigli “il coordinamento delle organizzazioni operaie e popolari”, ma il contenuto e la funzione sono gli stessi di quei Consigli che in Russia furono chiamati Soviet e su cui si basava la società socialista. Operiamo affinché tutto il potere sia preso nelle mani dei Consigli: chiamiamo questo sistema di potere che vogliamo costruire e che stiamo costruendo “nuovo potere”. Esso contende il ruolo di direzione della società alla classe dominante man mano che noi comunisti siamo capaci di rafforzarlo e farlo crescere, attingendo dalla resistenza spontanea contro gli effetti della crisi.
 

Partito dei Comitati d’Appoggio alla Resistenza – per il Comunismo (P.CARC) 

Federazione Lazio – tel. 3338448606; www.carc.it   

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