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Un breve bilancio della Festa nazionale della Riscossa Popolare

Redazione di Resistenza by Redazione di Resistenza
Settembre 3, 2020
in Resistenza n. 9/2020
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Proseguendo sulla via di promuovere il protagonismo e la mobilitazione delle masse popolari che abbiamo imboccato nonostante i divieti e le restrizioni fin dall’inizio del lockdown, nonostante l’emergenza sanitaria non sia conclusa, abbiamo organizzato la Festa nazionale della Riscossa Popolare a Marina di Massa (MS), dall’11 al 16 agosto. Anzi, l’abbiamo organizzata proprio perché l’emergenza sanitaria non è conclusa e quella economica e sociale si sta aggravando. Siamo convinti che la classe dominante non abbia alcuno strumento per farvi fronte né alcuna soluzione, che l’unica soluzione possa arrivare solo dalla mobilitazione della classe operaia e dalle masse popolari organizzate. Con uno sforzo significativo abbiamo creato le condizioni a) per garantire ai compagni e ai partecipanti le misure igienico–sanitarie necessarie a prevenire i contagi da Coronavirus e b) per poter discutere, confrontarsi e ragionare sulla situazione presente e sulle prospettive per il futuro. Seminari, dibattiti, approfondimenti, presentazione di libri sono stati l’occasione per rimettere al centro dell’attenzione delle masse popolari il ragionamento sui propri interessi, anziché i commenti sulle notizie terroristiche sull’aumento dei contagi sparse a piene mani dalla propaganda di regime.

 

Per la realizzazione e la riuscita della festa abbiamo dovuto superare problemi esterni e contraddizioni interne.
Solo fino a quattro giorni prima dell’inizio, a causa degli sgambetti e delle difficoltà create dall’Amministrazione di Massa (Lega), lo svolgimento della festa non era affatto scontato. L’abbiamo conquistato con la mobilitazione: con gli scioperi al contrario con cui abbiamo mostrato la pretestuosità degli attacchi alla festa in un territorio abbandonato al degrado e con cui abbiamo riaffermato il diritto a un lavoro utile e dignitoso per tutti, con i presidi per ottenere le autorizzazioni che giacevano nei cassetti delle scrivanie di assessori che non avevano il coraggio di vietare la festa per ragioni politiche e hanno usato le lungaggini burocratiche, con la mobilitazione per riprenderci gli oltre 200 manifesti che l’ufficio comunale per le affissioni aveva “sequestrato”, nonostante avessimo regolarmente pagato il servizio.
L’Amministrazione comunale, per impedire la Festa di Riscossa Popolare, ha boicottato tutte le altre feste e sagre, scoraggiandone gli organizzatori, ma per lasciarsi campo libero per una eventuale iniziativa della Lega durante la campagna elettorale per le regionali, non ha emesso un’ordinanza che vietasse iniziative e manifestazioni pubbliche.
Ci siamo infilati in questa contraddizione per ribaltare la situazione e rispedire al mittente le accuse di “irresponsabilità” rispetto al pericolo contagi.

La festa è stata sicura. È stata probabilmente il posto più sicuro fra spazi, giardini pubblici, spiagge e locali in una città in cui imprenditori “amici” dell’Amministrazione hanno palesemente violato ogni norma e regola, facendo dei loro locali un centro di contagio.
Proprio sulla questione “sicurezza”, si sono espresse contraddizioni interne che abbiamo dovuto affrontare. Esse sono state occasione per comprendere più a fondo il ruolo che da comunisti dobbiamo assumere verso le masse popolari.
La contraddizione principale si è presentata sotto la forma dell’essere permissivi nella violazione dei protocolli anti-Covid che pure avevamo elaborato (con il contributo di tecnici e personale qualificato) oppure nell’essere tanto rigidi da rischiare di assecondare la propaganda terroristica delle autorità e delle istituzioni (che perseguitano chi va al bar o al mare, ma consentono che le fabbriche diventino focolai). La soluzione a questa contraddizione è stata la Tenda della salute, uno spazio dedicato alla formazione e informazione sul Covid, ma più in generale sulla cura degli individui e della collettività, uno spazio di confronto sullo stato della sanità pubblica e sulle misure per riconquistare il diritto alla salute.

I risultati ampiamente positivi della Festa, la partecipazione ai dibattiti e ai tavoli tematici, il sostegno che abbiamo raccolto da un’ampia parte della popolazione (anche da chi non ha partecipato direttamente, ma ha fatto propaganda, ha contribuito negli aspetti logistici e organizzativi) sono la dimostrazione della necessità di organizzare momenti in cui le masse popolari si dedicano a loro stesse, discutono dei loro interessi, imparano dalle rispettive e diverse esperienze a organizzarsi, soprattutto in una fase come questa.

 

Concludiamo con una nota a margine: la partecipazione di giovani e giovanissimi alla Festa.
Per molti di loro, entrati da poco nel Partito o in relazione con il Partito, essa è stata una scoperta e una scuola.
Una scoperta su come operano e lavorano i comunisti, nonostante le difficili condizioni, i mille ostacoli e le contraddizioni: mettendo al centro gli interessi delle masse popolari si trovano soluzioni efficaci anche nei momenti e nei contesti più difficili. Una scuola, anche, in senso pratico (lavoro collettivo) e in senso ideologico, in concatenazione con i corsi di formazione che il Partito organizza costantemente in tutto il paese per insegnare la concezione comunista del mondo, a cui molti di loro avevano partecipato.

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