lunedì, Luglio 20, 2026
  • Login
Partito dei CARC
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
Partito dei CARC
No Result
View All Result

Lettera alla Redazione di Marco Pappalardo Responsabile della Scuola di Base Makarenko

Redazione di Resistenza by Redazione di Resistenza
Settembre 3, 2020
in Resistenza n. 9/2020
A A
0
0
SHARES
35
VIEWS
CondividiShare on TwitterInvia

Cari compagni della Redazione,

In questo periodo siamo impegnati nel bilancio della prima sessione dei corsi di italiano e storia della Scuola di base “A. Makarenko”. Vi mando questo contributo per rendere collettivi i principali punti fissati, per alimentare il lavoro di formazione e il relativo dibattito fuori e dentro le nostre fila.

Innanzitutto, la più elementare quanto importante domanda: perché una Scuola di base? Al discorso pronunciato all’inaugurazione della Scuola di partito del Comitato Centrale del Partito comunista cinese nel 1942, Mao diceva: “Coloro che hanno conoscenze libresche devono svilupparsi in direzione della pratica; questo è il solo modo per non restare ancorati ai libri e per evitare errori di carattere dogmatico. Coloro che hanno esperienza di lavoro devono dedicarsi allo studio teorico e lavorare seriamente sui libri; soltanto allora potranno fare il bilancio della loro esperienza, sintetizzarla e portarla al livello della teoria”. E poco dopo: “Ma se i nostri quadri di origine operaia e contadina vogliono studiare la teoria, dovranno innanzitutto acquisire delle conoscenze basilari, in mancanza delle quali avranno difficoltà a studiare la teoria marxista-leninista. Se invece raggiungono un certo livello culturale, saranno sempre in grado di studiare il marxismo-leninismo”. Credo che queste parole rispondano bene alla domanda iniziale e ci indichino una prospettiva che sta a noi tradurre nel concreto della situazione attuale.

Le scuole di partito al modo dei revisionisti erano e sono delle scuole dogmatiche, dottrinarie. Il vecchio PCI e varie organizzazioni che si dicono comuniste che oggi si cimentano nella formazione di nuovi compagni (che hanno di positivo il tentativo di tenere alta la bandiera del socialismo) pensano che basti ripetere più o meno fedelmente quello che è scritto sui “classici”, come se si trattasse di convincere della giustezza di un’idea o di ripetere e far ripetere fedelmente dei concetti. In sostanza, alimentano l’identitarismo. Una scuola di partito fatta così non serve agli operai e agli altri elementi avanzati delle masse popolari che oggi si mettono sulla strada per diventare comunisti perché è scissa dalla pratica. Questa è la scuola al modo della borghesia. Cito dal bilancio di un giovane compagno che, prima del recente avvicinamento al Partito, poco o nulla sapeva del patrimonio scientifico del socialismo: “Il comunismo non è una semplice “bella idea” ma uno strumento, una scienza, che utilizza il materialismo dialettico e storico per poter apportare delle modifiche nel nostro sistema sociale. (…) Per tutti quelli che pensano che l’insegnamento della concezione comunista del mondo sia una dottrina è bene rispondere che nessuno, meglio dei comunisti, può far sviluppare il ragionamento”.

Si tratta, infatti, di fornire strumenti. Per imparare a dirigere (e i comunisti devono principalmente imparare a dirigere) serve una pratica orientata da una teoria, ma per assimilare la teoria servono strumenti di base. Per questo abbiamo scelto italiano e storia come materie di base. Trattare e insegnare l’italiano e la storia alla luce della concezione comunista del mondo significa promuovere uno studio e una pratica a questo connessa, che siano strumenti per imparare a pensare e ad analizzare la realtà tramite categorie scientifiche, cioè finalizzate alla trasformazione della realtà. Significa imparare a individuare le concezioni che stanno dietro a un testo; significa scrivere e, quindi, pensare secondo categorie scientifiche; significa fare di un testo un intervento sulla realtà. Studiare la storia significa collocare in ordine di tempo gli eventi storici più importanti, comprenderne la sinergia e la concatenazione, le relazioni di causa, effetto e interazione reciproca che li connettono tra loro; significa fare un bilancio scientifico dei fatti storici che sia guida per l’azione (e tutto questo lo si può fare solo facendo emergere il ruolo delle masse popolari e dei comunisti nella storia).

Un esempio pratico emerso durante il corso: lavorando sul materiale scritto che doveva produrre per l’intervento politico sul suo luogo di lavoro, una compagna ha avuto modo di riflettere sul suo ruolo e sull’azione che il Partito doveva compiere ed è stata in grado di rettificare la linea di intervento precedentemente definita dall’organizzazione (fino a quel momento si era limitata a lamentare un disaccordo). Abbiamo cioè toccato con mano la concretezza del fatto che imparare a scrivere insegna a pensare. Non solo: rende collettivo il ragionamento. Come insegnanti abbiamo capito che dovevamo fare italiano affrontando, ad esempio, la ragione per cui in generale noi comunisti stendiamo dei resoconti e dei bilanci nella nostra azione e che queste pratiche sono guida per l’azione e contributi all’elaborazione collettiva. Quando i compagni comprendevano questo, il rendimento era tangibile e i miglioramenti avvenivano a una velocità che non avevamo mai visto nella nostra esperienza di insegnanti alla scuola borghese.

Un altro punto che mi interessa sottolineare è che lo studio è di per sé un’attività pratica. Per i compagni che lavorano in produzione, trovare il tempo e la concentrazione necessaria da dedicare allo studio è una lotta, ma una lotta che riguarda sostanzialmente la propria emancipazione di classe. Scrive una compagna: “Frequentare la scuola è stato difficile e faticoso. Sono tanti anni che ho smesso gli studi e non sono una buona lettrice, sommando gli impegni di mamma e lavoratrice. Ma grazie all’aiuto del mio compagno e di mia figlia, che insieme mi hanno sostituto nell’organizzazione delle faccende di casa, sono riuscita ad organizzare il tempo e ho provato a mantenere costanza e concentrazione sui compiti e studio”. In generale per tutti i partecipanti (docenti inclusi), adeguare il proprio stile di vita alla necessità di affiancare lo studio alla pratica è stato un importante ambito di lotta, trasformazione e avanzamento. Un compagno alunno (operaio, nel partito da più di dieci anni) nel suo bilancio di fine corso ha scritto: “Tutti noi siamo arrivati alla fine del percorso stanchi ma nello stesso tempo felici, felici di aver aggiunto un altro tassello alla nostra trasformazione in persone nuove”. La formazione, quando è guidata dalla concezione comunista del mondo, trasforma la realtà e noi stessi, alunni e docenti che a vario grado ne siamo soggetto e oggetto.

In conclusione, credo che l’esperienza abbia dimostrato che con la Scuola di base abbiamo fatto un passo giusto e necessario. Si tratta ora di consolidare il lavoro e renderlo ordinario. Voglio anche dire che questo percorso è patrimonio collettivo, cioè mettiamo fin da subito i materiali prodotti a disposizione di chi voglia usufruirne e facciamo appello a chiunque perché ci faccia pervenire critiche, integrazioni, sostegno economico e proposte di collaborazione. Che 10, 100, 1000 scuole fioriscano!

 

Il Responsabile della Scuola

Marco Pappalardo

Condividi:

  • Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa

Mi piace:

Mi piace Caricamento in corso…
ShareTweetSendShareShareSend
Previous Post

L’autunno caldo che è alle porte

Next Post

Un breve bilancio della Festa nazionale della Riscossa Popolare

Related Posts

MES o Coronabond è sempre sottomissione ai circoli della finanza
Primo piano

La battaglia dei mesi che abbiamo di fronte

by Redazione di Resistenza
Settembre 4, 2020
0

...

[Italia] Sul 25 aprile e la “fase due”: per fare come nella Resistenza bisogna costruire il nuovo potere!
In evidenza

Tutto il potere alle organizzazioni operaie e popolari! Tutto deve essere meglio di prima

by Redazione di Resistenza
Settembre 3, 2020
0

...

MES o Coronabond è sempre sottomissione ai circoli della finanza

Perché votare sì al referendum costituzionale

Settembre 3, 2020
[Lombardia] Per un Commissariamento popolare della Regione Lombardia. Sulla manifestazione del 20 giugno

Elezioni regionali e governo nazionale – Il punto sulla situazione politica

Settembre 3, 2020
Viva la scuola di base Makarenko! Abbasso la scuola dei preti e dei padroni!

Serve uno sbocco! Cosa facciamo, dove andiamo, qual è la via d’uscita dalla crisi?

Settembre 3, 2020
[Italia] L’eccellenza sanitaria italiana chiede aiuto a Cuba

L’emergenza Covid nei paesi socialisti

Settembre 3, 2020

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali

2025 P.Carc

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Gestisci Consenso Cookie

Usiamo cookie per ottimizzare il nostro sito web ed i nostri servizi.

Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}
No Result
View All Result
  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali
  • Log in

2025 P.Carc

%d