Si svolgerà mercoledì 12 agosto alle h. 17.00 in occasione della Festa nazionale della Riscossa Popolare a Marina di Massa (al Parco di Ricortola dall’11 al 16 agosto) il tavolo “Fedeli alla propria classe – la lotta per l’abrogazione dell’obbligo di fedeltà aziendale”.

La discussione sarà incentrata sulle battaglie in corso contro il bavaglio, la censura e la repressione sui luoghi di lavoro, in particolare all’interno delle fabbriche e degli ospedali. Emblematica da questo punto di vista è stata la battaglia dell’infermiere Marco Lenzoni, “condannato” e multato di un’ora di stipendio dalla AUSL Toscana Nord Ovest per aver denunciato pubblicamente la mancanza di DPI e l’inefficienza di quelli che avevano fornito nella prima fase dell’emergenza COVID (non mascherine FFP2 ma antipolvere, del tutto inutili), dopo averlo più volte segnalato all’azienda senza che questa intervenisse. Questa condanna rappresenta una vittoria a fronte delle ritorsioni (licenziamenti, sospensioni, ecc.) che altri lavoratori della sanità, ma anche di altri settori, hanno subito nell’emergenza Covid-19 e che si sommano a tutti i licenziati, sospesi e multati degli ultimi anni a causa di questa legge.

Quella di Lenzoni è una battaglia che il P.CARC ha seguito fin dall’inizio e che insegna l’importanza e la forza della mobilitazione popolare. La vicenda di Lenzoni è diventata lo spunto per una campagna di solidarietà che è stata portata in assemblee, riunioni e interventi online (per le restrizioni dovute al confinamento), ha raccolto oltre 5mila firme e numerose prese di posizioni di solidarietà di colleghi e lavoratori di ogni parte del paese, di comitati di salute pubblica dal Casentino a tutta la costa, di sindacati di base e gruppi operai (dalla Piaggio di Pontedera-Pisa alle aziende siderurgiche di tutta Italia) fino al partecipato presidio del 9 giugno all’ospedale di Livorno che ha fatto sentire la sua voce sotto le finestre della commissione disciplinare.

L’emergenza sanitaria non è conclusa e quella economica e sociale è “appena iniziata”. La classe dominante non può e non vuole gestirla negli interessi dei lavoratori e delle masse popolari. È evidente da come ha gestito i mesi di lockdown, abbandonando milioni di persone a sé stesse e mandando i lavoratori al macello. Se il bilancio dell’emergenza sanitaria non è peggiore di quanto – tragicamente – è già, è solo perché gli operai delle grandi e medie aziende hanno scioperato in tutto il paese imponendo chiusure temporanee e misure di sicurezza, è perché i lavoratori della sanità hanno fatto fronte con sforzo e sacrificio individuali alle falle di un sistema sanitario sfasciato da quarant’anni di privatizzazioni e gestione manageriale delle strutture ancora pubbliche (e oggi pagano con sanzioni e licenziamenti le denunce che hanno fatto sulle carenze del sistema), è perché le Brigate volontarie per l’emergenza si sono organizzate per non lasciare nessuno indietro, è perché le famiglie e gli insegnanti si sono fatti in quattro per la tutela di bambini e ragazzi, è perché i lavoratori autonomi, le partite iva, i commercianti e ristoratori si sono mobilitati per far applicare dal governo misure economiche di emergenza (anche se si sono rivelate del tutto insufficienti). Tutto questo conferma che soltanto le masse popolari possono far valere i loro interessi e che per affermarli devono organizzarsi, coordinarsi e mobilitarsi. La battaglia contro l’obbligo di fedeltà aziendale è parte di questa lotta più generale.

Il tavolo del 12 agosto ha l’obiettivo di estendere la mobilitazione contro l’obbligo di fedeltà aziendale: nessun lavoratore colpito perché fedele alla sua classe va lasciato da solo, i lavoratori che denunciano pubblicamente la mancata applicazione delle misure anti-contagio, la violazione di normative a tutela della sicurezza dei lavoratori, dell’ambiente e della salute di consumatori ed utenti (ma anche episodi di clientelismo e malaffare, ecc.) svolgono un servizio di pubblica utilità!

Fedeli alla propria classe e non ai profitti di capitalisti e speculatori, uniti per abolire ogni obbligo di fedeltà aziendale!

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