Una strage annunciata di 20.000 morti, soldi pubblici a cognati e mogli, speculazioni su farmaci e camici: chi è il pericolo per la Lombardia? Chi sono i violenti e gli abusivi?

Milano, 27 luglio 2020

Il 22 luglio scorso la Segreteria Federale Lombardia del P.CARC ha organizzato una conferenza stampa sotto i palazzi della Regione, sede della giunta Fontana-Gallera, la cui gestione dell’emergenza sanitaria da Covid-19 è stata causa di 20.000 morti e che in questi giorni sta continuando a far parlare di sé per le manovre da arraffoni su camici e test sierologici, in continuità con la “tradizione” leghista di intascarsi 49 milioni di euro pubblici.

Alla conferenza stampa hanno partecipato Riccardo Germani, dirigente sindacale dell’ADL Cobas, Marco Lenzoni, infermiere dell’ASL a Pontremoli (MS) e Marco Fumagalli, consigliere regionale del M5S.

Entrando nel merito del contenuto dell’iniziativa, Riccardo Germani ha ben argomentato come in Lombardia si sia compiuta una strage annunciata, dovuta alla mancanza di dispositivi di protezione individuale (DPI) per i lavoratori della sanità e allo sperpero di milioni di euro per strutture come l’ospedale in Fiera mai utilizzato. In questo quadro, nei giorni scorsi, la Guardia di Finanza ha condotto diverse perquisizioni presso l’ospedale in Fiera ed è partita un’inchiesta per l’acquisto, da parte della giunta regionale, di camici per il personale ospedaliero da un’azienda di proprietà del cognato e della moglie di Fontana.

Incondizionata è stata la solidarietà espressa a Marco Lenzoni, sanzionato (come successo a molti altri infermieri) per aver denunciato la mancanza di DPI e i contagi che avvenivano nelle RSA della Toscana per le carenze organizzative. La denuncia di Marco pone l’accento su quei lavoratori che oggi difendono e pretendono condizioni di lavoro in sicurezza: non vengono premiati, ma sanzionati, licenziati, puniti e isolati dai dirigenti delle aziende pubbliche e private. La lotta di Marco contro i vincoli di fedeltà aziendale è giusta e doverosa, perché è lotta per la tutela delle vite dei lavoratori e per la salvaguardia della salute collettiva, per questo il P. CARC la sostiene e la rilancia chiamando tutte le forze sindacali, politiche e associative a esprimere solidarietà a Marco Lenzoni e a tutti quei lavoratori colpiti da questa norma anticostituzionale che va abolita.

La conferenza è stata inoltre occasione per denunciare le numerose multe emesse non solo contro gli attivisti politici e sindacali che hanno preso parte a presidi, manifestazioni, flash mob che si sono svolti fra il 25 aprile e il Primo maggio oltre che quelli svolti immediatamente dopo la fine del confinamento, per protestare contro l’operato della giunta regionale, ai lavoratori, pensionati e famiglie che sono stati sanzionati nonostante le comprovate necessità di uscire di casa. Queste multe sono illegittime e illegali: sono servite per estorcere denaro ai lavoratori e alle masse popolari già vessate dagli effetti devastanti della crisi in corso e dalle politiche antipopolari, servono per scoraggiare chi non vuole abbassare la testa, si organizza e si mobilita per difendere i propri diritti, dall’istruzione alla sanità pubblica e gratuita, fino al lavoro dignitoso e in sicurezza per tutti. Per questo motivo stiamo portando avanti una campagna per non pagarle (a tal fine abbiamo pormosso un’iniziativa che terremo a Gratosoglio Autogestita-GTA il 30 luglio).

Il consigliere regionale del M5S, Marco Fumagalli, ha denunciato il provvedimento disciplinare contro l’infermiere dell’ospedale di Merate e sindacalista USB, Francesco Scorzelli, che si è rifiutato di attenersi a direttive dell’azienda contrastanti con i protocolli di prevenzione dal contagio. Fumagalli ha affermato che per difendere la sanità pubblica e le condizioni di lavoro e salariali del personale sanitario, è decisivo fare leva sull’azione stessa dei lavoratori, dato che la giunta Fontana-Gallera, in continuità con l’operato di Formigoni e Maroni, si preoccupa unicamente di difendere gli interessi delle cupole affaristiche e speculative dei gruppi come il San Donato o l’Humanitas.

A Marco Fumagalli va la nostra solidarietà per gli infami attacchi da parte dell’assessore alla Sicurezza della Regione De Corato, di vari consiglieri leghisti e del deputato leghista Paolo Grimoldi.

Il “nostalgico” fascista De Corato e i suoi degni colleghi si permettono di attaccare Fumagalli per aver partecipato alla nostra conferenza stampa tacciandoci di essere violenti, fomentatori di odio (per la scritta “Fontana Assassino”) e abusivi (per aver posizionato un tavolino e tre sedie durante la conferenza stampa).

Non avendo argomentazioni da opporre alle denunce e agli esposti fatti, all’evidenza dei crimini compiuti e alla legittima e incalzante mobilitazione popolare che in questi mesi hanno assediato la Regione contro l’operato della cricca di potere a cui appartengono, non rimane loro che buttarla in caciara!

Bene ha fatto Fumagalli a rivendicare la sua presenza a fianco dei lavoratori della sanità che erano presenti alla nostra conferenza stampa. Grimoldi, la Lega e De Corato che cosa fanno per i lavoratori? Insieme a Fontana e Gallera, sono responsabili e complici della strage in cui oltre 100 colleghi di Marco Lenzoni e Riccardo Germani sono deceduti, sono colpevoli della mancata richiesta di cassa integrazione per i lavoratori lombardi. Questi “abusivi” in nome dei loro giochi affaristici e contrasti politici con il governo centrale (di cui anche il M5S fa parte), hanno ridotto alla fame migliaia di lavoratori e le loro famiglie. Che la Lega e De Corato rispondessero di questo, anziché sparare su quei consiglieri che si spendono per i diritti dei lavoratori come sta facendo Fumagalli.

Non è un caso che De Corato e la Lega richiamino all’ordine il consigliere del M5S, a limitare la battaglia politica dentro i “palazzi”, dove gli interessi di queste cricche di criminali, con la copertura di cavilli burocratici, segreti, prassi, inciuci e rapporti di forza tra partiti asserviti ai poteri forti la fa da padrona.

Fumagalli è un esempio positivo da emulare: supportare i lavoratori, la loro organizzazione e la loro agibilità politica è compito imprescindibile di un eletto che vuole agire negli interessi delle masse popolari.

Supportare i lavoratori vuol dire per gli eletti come Fumagalli attivarsi far avanzare la costituzione di una commissione d’inchiesta popolare sulla sanità lombarda:

– Raccogliere tutte le denunce delle nefandezze della giunta Fontana-Gallera e gli esposti dei familiari delle vittime per Covid19,

– Individuare e mobilitare tecnici e personale sanitario, valorizzare il ruolo e l’esperienza dei delegati sindacali, delle RSU e RLS, degli esponenti di Emergency, Medicina Democratica, delle Brigate volontarie per l’Emergenza per prendere in mano dal basso la sanità lombarda affinché torni a essere pubblica, gratuita ed efficiente,

– Adoperarsi per mettere a disposizione della commissione risorse, mezzi e personale per attuare le misure che indica e sostenere le iniziative che intende mettere in campo,

– Promuovere la gestione trasparente e democratica delle risorse e dei fondi, rendendo pubblici i dati che hanno a disposizione.

Questa è la strada da seguire e che deve sostenere chi vuole avere un ruolo positivo per risalire la china catastrofica in cui le varie giunte leghiste (da Formigoni, passando per Maroni fino a Fontana), con a complicità del PD, ci hanno fatto sprofondare, senza affidarsi alle fasulle commissioni d’inchiesta che a distanza di mesi ancora non sono partite, utili solo a depistare e smorzare la mobilitazione popolare per la cacciata della giunta Fontana-Gallera e che anzi stanno tentando di scaricare la responsabilità sui lavoratori della RSA per il loro presunto “assenteismo” durante l’emergenza.

Gli unici vigliacchi, violenti e abusivi sono i Fontana, Gallera, De Corato e chi li sostiene.

Facciamo appello ai consiglieri regionali e comunali, ai parlamentari e ai meet up del M5S, a tutti quegli eletti che hanno a cuore i diritti dei lavoratori:

– A respingere al mittente gli attacchi fatti dalla Lega contro Fumagalli per distogliere l’attenzione dalle reali responsabilità delle migliaia di morti in Lombardia e dello smantellamento della sanità pubblica, sostenere la costruzione di una commissione popolare d’inchiesta. Non siate complici dei criminali (colpevoli dei 20.000 morti in Lombardia, di ruberie e sperpero di soldi pubblici) ma solidali e promotori di una commissione di questo tipo, poiché è l’unico strumento attraverso cui è possibile prendere in mano la gestione della sanità e dell’emergenza negli interessi delle masse popolari;

– A sostenere i lavoratori e gli attivisti colpiti dalla repressione: dagli infermieri licenziati al Pio Albergo Trivulzio e alla Fondazione Don Gnocchi per aver denunciato la mancanza di condizioni di sicurezza e sanitarie adeguate, ai manifestanti multati durante le mobilitazioni del 25 Aprile e dei mesi successivi sotto la Regione.

Facciamo appello a tutte quelle organizzazioni sindacali, alle Brigate volontarie per l’emergenza, alle associazioni dei familiari per le vittime per Covid, alle forze politiche che nei mesi scorsi hanno manifestato sotto la Regione in difesa della sanità pubblica, a sottoscrivere l’appello di Riccardo Germani dell’ADL Cobas a costruire un fronte unitario per cacciare la giunta Fontana-Gallera.

Cacciare la giunta Fontana-Gallera!

Costruire il commissariamento popolare della sanità della Lombardia, per una nuova governabilità dei lavoratori e delle masse popolari organizzati: solo così tutto può essere meglio di prima!

Partito dei CARC – Federazione Lombardia/Piemonte 

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