Ogni mese di questo periodo, dal punto di vista dell’apprendimento degli elementi fondamentali della scienza politica, da parte delle masse e dei capi, delle classi e dei partiti, equivale a un anno di sviluppo pacifico e costituzionale”

V.I. Lenin,
Estremismo malattia infantile del comunismo

Cari compagni,
Conte e Mattarella ripetono “i soldi stanno arrivando” e di “aspettare la soluzione”. La soluzione da chi? Da un governo che non ha fatto avere a tutti i dispositivi di protezione individuale (DPI), che non ha assicurato adeguate cure agli ammalati e assistenza a chi recluso in casa non era autosufficiente, che ha lasciato morire migliaia di anziani nelle case di riposo, che continua a produrre armi letali come gli F35 ma non assicura condizioni di sicurezza ai lavoratori negli ospedali e nelle aziende? Da un governo succube dei cosiddetti “poteri forti”, che ha tolto fondi alla ricerca pubblica nei campi indispensabili, ha smantellato il Sistema Sanitario Nazionale, delocalizzato l’apparato produttivo di beni essenziali e che recalcitra a dare a ogni lavoratore e disoccupato un reddito dignitoso?

Ogni comunista ha il compito, il dovere, la responsabilità di non alimentare tra le masse popolari l’illusione che la salvezza ci venga da autorità asservite a Confindustria, alla UE, alla NATO, al Vaticano e alle Organizzazioni Criminali. Non assolvere a questo compito, a questo dovere, a questa responsabilità, significherebbe ripetere oggi, in nome della “emergenza economica, sanitaria e sociale”, l’errore fatto nel secolo scorso dai partiti socialdemocratici della II Internazionale che, nei paesi imperialisti, in nome della “difesa della patria”, si allearono con le borghesie dei rispettivi Stati. Il risultato di questa “prostituzione del socialismo” (come la definì Lenin) fu che milioni di proletari vennero mandati a uccidere e a farsi uccidere da proletari di altri paesi: un macello che sarebbe continuato non si sa quanto, e non si sa come, se i comunisti russi, con alla testa Lenin, non fossero riusciti a guidare gli operai e i contadini russi a rompere il corso delle cose con la Rivoluzione d’Ottobre e a dare con ciò inizio alla prima ondata della rivoluzione proletaria a cui parteciparono via via i popoli di tutto il mondo, mossi da uno slancio che mai si era visto.

Stiamo costruendo sezioni del Partito in molte parti del Paese in cui non eravamo presenti. Stiamo toccando con mano che anche un solo compagno di buona volontà, in stretta relazione con il Centro Nazionale del Partito, si può attivare efficacemente fin da subito:

– per formare organismi di lavoratori in aziende capitaliste e pubbliche, in ogni ospedale, in ogni zona di abitazione e per coordinarli;

– per promuovere e sostenere ogni attività utile a far fronte all’emergenza in ogni campo: scioperi, Brigate di Solidarietà, denunce e proteste, rifiuto organizzato di pagare imposte, ticket e mutui, iniziative di solidarietà con infermieri e altri lavoratori, sostegno ai carcerati, promozione delle squadre di aiuto internazionaliste di Cuba e della Repubblica Popolare Cinese;

– per indirizzare l’attività di ogni organismo popolare e di ogni persona di buona volontà verso la costituzione di un governo d’emergenza che agisca su mandato degli organismi operai e popolari e perciò capace di passare sopra agli interessi dei vari Bonomi (presidente di Confindustria) e del resto dei poteri forti, ai diktat dei caporioni e delle istituzioni della UE, degli imperialisti USA e del Vaticano per garantire, al contrario, prevenzione, cure sanitarie, produzione e distribuzione di quanto serve per vivere dignitosamente e in sicurezza.

Mobilitare, coordinare, organizzare fino a costituire un governo d’emergenza popolare: è quello che serve per far fronte all’emergenza economica, sanitaria e sociale ed è anche il passo da fare per avanzare verso l’instaurazione del socialismo nel nostro paese. Questo è l’obiettivo che il P.CARC persegue e a cui vi chiediamo di contribuire. La nostra linea permette di farlo anche se inizialmente “siete soli”: il Centro Nazionale del Partito vi sosterrà e vi formerà per consentirvi di praticare la linea della riscossa fra la classe operaia e le masse popolari fino a costruire un collettivo e allargare la rete di relazioni!

I primi passi da fare sono semplici:

– avviare un legame con il Partito attraverso l’abbonamento annuale a Resistenza e la Tessera Simpatizzanti;

– fare una sottoscrizione per sostenere l’attività del P. CARC;

– diffondere volantini, locandine e materiale di propaganda;

– diffondere Resistenza a conoscenti, colleghi di lavoro, amici, parenti;

– segnalare al Centro Nazionale i recapiti di altri compagni che sono interessati o possono essere interessati a ricevere i nostri materiali;

– organizzare incontri, anche attraverso piattaforme digitali (Zoom, Skype, ecc.), con colleghi di lavoro, conoscenti e contatti per ragionare sulla situazione attuale e su come farvi fronte;

– iniziare a raccogliere sottoscrizioni, anche piccole, tra la cerchia di conoscenti per sostenere l’attività del P. CARC.

Compagni, niente sarà più come prima, ma tutto può essere meglio di prima: come sarà dipende da quello che i comunisti fanno oggi, adesso!

Scrivici su carc@riseup.net o sulla pagina fb “Partito dei CARC”.

Il Responsabile Nazionale del Settore Organizzazione
Ermanno Marini

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