[Internazionale] Gli imperialisti sono tigri di carta: solidarietà alle masse popolari USA!

 

L’uccisione di Floyd George il 25 maggio scorso, a Minneapolis (Stato del Minnesota, USA) da parte di un gruppo di agenti di polizia è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso della rabbia e del malcontento sociale, diffuso e amplificato dalla gestione criminale del governo Trump dell’emergenza Covid-19, da parte delle masse popolari USA.

Dall’omicidio di Floyd George si sono susseguiti cortei e manifestazioni, presidi e proteste in ogni città, saccheggi e scontri con la polizia, incendi di caserme, arresti e fermi a centinaia in ogni città statunitense. Le contraddizioni sono talmente laceranti che addirittura alcuni veterani di guerra chiamano alla diserzione i militari impiegati nella repressione e molti reparti della polizia hanno manifestato con i solidali alle vittime delle violenze della polizia. (Qui una mappa interattiva aggiornata con tutte le mobilitazioni ora per ora).

L’omicidio dei neri da parte della polizia statunitense non è cosa nuova, di certo, e quindi perchè, piuttosto che passare come un “fatto ordinario” è stata la scintilla che ha incendiato la prateria?

Il corso delle cose, l’esaurimento della prima ondata della rivoluzione proletaria mondiale e lo sviluppo della seconda crisi per sovrapproduzione assoluta di capitale hanno portato e portano anche negli USA all’eliminazione delle conquiste strappate in tutti i campi dalle masse popolari alla borghesia imperialista nella prima parte del secolo scorso. Da alcuni decenni le condizioni generali del proletariato e del resto delle masse popolari peggiorano anche negli USA nonostante le ricchezze che i gruppi imperialisti USA estorcono nel resto del mondo. E nelle masse popolari americane gli afroamericani pagano il prezzo più caro, come gli immigrati e in altri modi le donne.

È un processo analogo a quello di cui sono vittima gli immigrati in Europa. In una società in cui la divisione e l’oppressione di classe si acuiscono, nei gradini più bassi della scala quanto più si scende tanto più cresce la proporzione dei gruppi vittime di discriminazioni ereditate dalla storia e delle vittime della ricolonizzazione dei vecchi paesi coloniali. Non è la xenofobia che aumenta in Europa. Arabi, asiatici e africani ricchi sono accolti a braccia aperte come investitori, come clienti e come turisti. Sono l’oppressione e lo sfruttamento che aumentano in Europa. È l’oppressione di classe che diventa più feroce.

L’emergenza sanitaria in corso a livello internazionale ha acuito e amplificato le contraddizioni tra le masse popolari americane e i gruppi imperialisti USA alla cui guida c’è Trump. I milioni di poveri, le fosse comuni per seppellire i morti da Covid-19, migliaia di dollari per potersi curare, l’acuirsi della crisi dell’intero comparto produttivo (un esempio lo abbiamo riportato qui [Internazionale] General Electric: la mobilitazione degli operai per convertire la produzione), l’incertezza nel futuro, le difficoltà che i gruppi imperialisti USA hanno nel sottomettere gli “Stati canaglia” (falliscono ripetutamente i tentativi di rovesciare Maduro, ad esempio) e le difficoltà a mantenere il controllo militare nel Medio Oriente (Siria, Iraq, Afganistan sono esempio dei fallimenti militari USA) unite alle contraddizioni in campo economico con i gruppi imperialisti europei e con la Cina e la Russia, fanno infrangere il “sogno americano”.

Le masse popolari reagiscono al peggioramento delle proprie condizioni e l’omicidio di Floyd George è stato solo l’ennesimo abuso che non hanno potuto tollerare. La crisi che sconvolge la società USA ha le apparenze della persecuzione e discriminazione razziali, dell’oppressione degli afroamericani e della loro resistenza. Queste sono un aspetto reale e permanente della storia degli USA fin dalla loro fondazione. Ma proprio Barak e Michelle Obama sono stati la dimostrazione che oramai non è più la razza che fa degli afroamericani il bersaglio della mobilitazione reazionaria negli USA. Se un nero è ricco oppure abbastanza istruito, carrierista e intraprendente, l’essere nero non ne fa un bersaglio della persecuzione e discriminazione razziali.

Le mobilitazioni di questi giorni infatti mettono al centro sempre di più contraddizioni che appartengono a tutte le masse popolari a prescindere dal colore della pelle. Non a caso Donald Trump ha immediatamente dichiarato di voler mettere fuori legge gli “antifascisti” e tutti coloro che agitano e mobilitano le masse contro la repressione di Stato e contro l’omicidio dei neri e lo sfruttamento dei lavoratori: la mobilitazione si estende a tutte le classi delle masse popolari e Trump (e i gruppi imperialisti dei cui interessi si fa garante) ha paura che rinasca il movimento comunista e metta in bilico il potere già fragile che stringe tra le mani. Ma la rinascita del movimento comunista negli USA, così come in Europa e in Italia non dipenderà tanto dalla repressione di Trump e della classe dominante o da quanto le masse si dimostreranno combattive, ma da quanto i comunisti USA si sapranno mettere alla testa della mobilitazione per rovesciare il capitalismo e instaurare il socialismo, da quanto saranno in grado di elaborare ed attuare la strategia universale per fare la rivoluzione socialista: la Guerra Popolare Rivoluzionaria di lunga durata. Lo stesso vale per noi comunisti italiani: la rinascita del movimento comunista italiano dipenderà solo da noi!

Le masse popolari USA dimostrano estrema combattività e disponibilità a scendere sul terreno della lotta: lo dimostrano soprattutto a coloro che, con disprezzo e arroganza additano le masse popolari come caprone e ignoranti, sottomesse alla borghesia. Lo ha dimostrato anche la classe operaia italiana quando a suon di scioperi, mobilitazioni e altre iniziative ha costretto la chiusura di alcune aziende e l’imposizione (almeno sulla carta) delle misure anti-contagio in azienda. Le masse popolari hanno mille motivi per ribellarsi al sistema capitalista alle autorità che ne garantiscono la prosecuzione: siamo noi comunisti a doverle mobilitare, organizzare e dirigere nell’instaurare il socialismo. Per questo non dobbiamo limitarci a denunciare le nefandezze e le crudeltà della borghesia imperialista, ma dobbiamo anche mettere in luce la sua debolezza e la crisi del suo dominio. Vi è una grande differenza tra chi denuncia la debolezza del nemico dell’umanità per incitare i suoi a combattere con più entusiasmo e forza per sbaragliarlo e instaurare il socialismo e chi denuncia la debolezza (vera) del nemico e aspetta che prima o poi crolli. Un sistema sociale non crolla, le classi dominanti trovano sempre una qualche soluzione per protrarre la loro agonia e le sofferenze che questa infligge all’umanità se non si scontrano con un nemico potente che le elimina. Bisogna distruggere il sistema capitalista e instaurare il socialismo.

Per questi motivi facciamo appello a ogni indignato verso la violenza e la brutalità che gli imperialisti USA riservano alle masse popolari del proprio paese, a chi solidarizza con le masse popolari e le proteste negli USA, di partecipare attivamente alla lotta di classe in Italia, per sostenere, agitare e alimentare le lotte delle masse popolari italiane per farla finita con la classe dominante e le sue autorità (Vaticano, Confindustria, organizzazioni criminali, gruppi imperialisti USA e UE) che intendono aggravare le condizioni delle masse popolari italiane per continuare a mantenere la loro cappa di oppressione, profitto e dominio. Per farlo, serve lottare oggi, immediatamente, per un governo d’emergenza che prenda le misure di emergenza necessarie a mettere mano agli effetti più urgenti della crisi economica, sociale e sanitaria.

Solidarietà alle masse popolari USA e a chi lotta per farla finita con Donald Trump e i gruppi imperialisti USA!

Avanzare nella costruzione della rivoluzione socialista in Italia è il maggior sostegno che possiamo dare alle masse popolari USA nella loro lotta contro la repressione, per il miglioramento delle loro condizioni di vita, per liberarsi dal giogo della borghesia e fare la rivoluzione socialista!

Il primo paese che romperà le catene della Comunità Internazionale, aprirà la strada agli altri e sarà da esempio per le masse popolari degli altri paesi!

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