Alle intimidazioni, arresti, fermi e denunce bisogna rispondere compatti: giù le mani da Marcello, dai sindacalisti e dai lavoratori!

Piena solidarietà al SI Cobas di Modena: dopo gli avvisi orali, le citazioni in giudizio e le multe delle ultime settimane per aver applicato le agibilità politiche e sindacali conquistate nel nostro paese con la vittoria della Resistenza antifascista, la Questura di Modena, baluardo degli interessi dei padroni modenesi e del sistema di potere territotiale che fa capo al PD locale, ha fatto irruzione nella sede sindacale, minacciando e identificando tutti i presenti (funzionari, delegati e lavoratori) negli uffici.

Un atto intimidatorio gravissimo, violando (e perquisendo) la sede sindacale dopo aver tradotto in Questura il compagno Marcello uscito dalla sede per filmare ciò che sembrava una colluttazione, salvo rivelarsi un fermo ad opera di poliziotti in borghese che hanno poi rivolto le loro attenzioni al compagno (portandolo in Questura con la scusa di “ostruzione” di un’operazione di Polizia) e alla sede del SI Cobas.

Non crediamo alle veline della Questura: questa, è un’ulteriore mossa nel solco dell’attacco al SI Cobas e alle lotte che porta avanti sul territorio, non da ultime quelle per la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori nel comparto alimentare (Italpizza) e della Logistica dove gli operai hanno imposto e stanno imponendo la tutela della salute come priorità rispetto ai profitti dei padroni. Far valere gli interessi dei lavoratori è legittimo, anche se illegale!

Per queste ragioni, bisogna fare della lotta contro la repressione una questione politica, cioè una questione di ordine pubblico. Ciò significa farla finita con il “sistema Modena”, promuovendo organizzazione e coordinamento, mettendo al centro gli interessi collettivi di classe.

La risposta della classe operaia è forte e non si deve far attendere, in tutto il territorio nazionale: sviluppiamo un ampio fronte di solidarietà, qui e ovunque verso le mobilitazioni del 2 e del 6 giugno!

Invitiamo a raggiungere il concentramento, con le dovute misure di tutela della salute, sotto la Questura di Modena (Via Giovanni Palatucci, 15) per l’immediato rilascio del compagno!

Passare dalla difesa all’attacco: riprendersi le strade e le piazze, allargando il fronte della disobbedienza e della solidarietà anche nel non pagamento delle multe!

Non un passo indietro!

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