La Questura manda la celere contro le celebrazioni del 25 aprile anziché impiegare uomini e mezzi per fare fronte alle necessità delle masse popolari, ancora abbandonate a loro stesse dopo 2 mesi di distanziamento sociale.

Mattinata di provocazioni, intimidazioni, denunce, multe e botte quella del 25 aprile a Milano.

La zona di via Padova sembra essere la più colpita dalle manovre della DIGOS, della celere e dei Carabinieri: quartiere militarizzato per impedire la deposizione di fiori e drappi rossi sulle lapidi dei partigiani; compagni accerchiati, identificati, in alcuni casi multati e picchiati. Uno in particolare è stato portato via, ma non si riesce a capire dove.

Anche in via Sforza (zona Ticinese) risultano provocazioni poliziesche contro un gruppo di compagni, accerchiati e impediti a muoversi e presenza massiccia di celere.

Notizie di fermi e provocazioni anche a Napoli: 4 compagni del Movimento 7 novembre portati in caserma per aver apposto degli striscioni in varie zone della città.

Il dispiegamento di forze, l’atteggiamento, il contenuto dell’azione delle Forze dell’Ordine contro chi celebra il 25 Aprile (nel completo rispetto delle norme di sicurezza: distanziamento di almeno un metro e mascherine. E’ la polizia che non le ha o non le usa e si assembra) è la premessa della “Fase 2” del governo e delle autorità: lo stato borghese si smaschera definitivamente calpestando il 25 Aprile e, con esso, la vuota retorica su “democrazia e libertà”. Mentre centinaia di migliaia di famiglie sono ancora abbandonate a loro stesse, senza assistenza medica, senza tamponi, senza sostegno pratico per reperire i mezzi della sussistenza. “Tirano avanti” solo o principalmente grazie all’azione delle Brigate di solidarietà.

Con la propaganda di regime e le norme anticontagio, governo e istituzioni stanno provando a imbavagliare il 25 aprile. In mille piazze e in mille strade batte invece il cuore della Resistenza.

Per un nuovo 25 aprile!

bty

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