Rilanciamo il volantino diffuso a partire dal 9 Aprile da un gruppo di lavoratori ATM sulle condizioni di lavoro dei tranvieri (intendiamo ovviamente racchiudere nella categoria “tranvieri” tutti i lavoratori dell’azienda di trasporti milanese) e sulle condizioni di viaggio per gli utenti del servizio di trasporto pubblico, nella prospettiva della “fase due” cioè della riapertura delle aziende.

È un volantino importante perché rompe con il meccanismo della fedeltà aziendale (il divieto per i lavoratori di denunciare lo stato di cose all’interno della propria azienda, pena il licenziamento o sanzioni disciplinari, nel minore dei casi) e pone apertamente le problematiche che i lavoratori stanno vivendo per garantire il funzionamento dell’ATM.

È un volantino importante perché è un esempio di quello che intendiamo quando indichiamo la strada di organizzarsi in ogni luogo di lavoro e nel caso specifico di ATM organizzarsi in ogni deposito, coordinarsi fra lavoratori che ricoprono diverse mansioni e che lavorano in depositi differenti, spingere gli utenti a mobilitarsi e a sostenere i lavoratori nella loro lotta. Altro aspetto, quest’ultimo, che rende il volantino un esempio importante di promozione del legame e dell’unità fra chi produce un servizio e chi ne usufruisce, alla faccia delle divisioni e dei tentativi di contrapposizione che cercano sempre di far passare, specialmente nella propaganda intorno agli scioperi e nei tentativi di criminalizzazione degli stessi (da parte dello stesso Direttore generale Giana che a Novembre 2019 si appellava al diritto ai cittadini di muoversi, per colpire il diritto di sciopero dei lavoratori).

Dicevamo che il volantino dà delle indicazioni rispetto all’organizzazione dei lavoratori, in che modo?

Vengono indicati dei punti fondamentali e imprescindibili per garantire salute e sicurezza sia dei lavoratori sia degli utenti ed è ottimo. Il passo successivo che i lavoratori sono in grado di fare è di iniziare già a elaborare delle soluzioni e dove possibile organizzarsi e mobilitarsi per iniziare a praticarle direttamente, mobilitarsi e organizzarsi per imporne l’attuazione ai dirigenti, trovare i modi e le forme per coinvolgere, attivare e mobilitare anche gli utenti affinché essi stessi si organizzino per praticarle direttamente e per sostenere l’attuazione di queste misure per l’emergenza. Perché la soluzione non cadrà dal cielo, la soluzione non può venire da chi l’emergenza l’ha generata e alimentata (lo scandalo delle RSA lombarde e milanesi è un esempio lampante). Facciamo valere la forza dei lavoratori, che si sono invece dimostrati l’unica forza in campo responsabile di fronte alla nuova situazione determinata dal Covid-19!.

Il Partito dei CARC sosterrà ogni lavoratore che si vorrà mettere su questa strada e sosterrà ogni iniziativa che va nella direzione dell’attuazione di misure di contenimento e contrasto del Covid-19.

 

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PRIMA LA SALUTE – PRIMA I LAVORATORI

COVID19 – MISURE DI CONTENIMENTO E CONTRASTO NELLA FASE DUE

A quanto è noto l’emergenza sanitaria non sarà breve Anche nelle previsioni più ottimistiche si ipotizzano ancora mesi di allerta e con la grande incognita del possibile ritorno massiccio di contagi nel prossimo autunno.

Si discute ampiamente della fase due, ovvero quando e come operare un’apertura graduale delle attività economiche. Nessuno, però, sottolinea che la ripartenza richiederà innanzitutto più necessità di spostamenti. Le persone per recarsi sul luogo di lavoro ricominceranno a prendere i mezzi pubblici in misura sicuramente maggiore di quanto fatto nelle ultime settimane.

 

I lavoratori dei trasporti si confermano centrali e decisivi per il funzionamento delle moderne società. Infatti sono tra coloro che on si sono fermati nemmeno in questa fase di emergenza dimostrando grande professionalità e senso di responsabilità. Una dedizione e un impegno che non hanno visto nessun riconoscimento economico e inoltre ATM, a differenza di altre aziende, ha scelto di non concedere nemmeno l’integrazione salariale a chi ha dovuto accede al fondo di sostegno al reddito. Quindi ATM incassa i profitti quando le cose vanno bene, ma lascia a secco i propri collaboratori nel momento della difficoltà. Dobbiamo anche rilevare il ritardo con cui l’azienda è intervenuta per la sicurezza e come spesso le misure intraprese sembrano più un intervento provvisorio e momentaneo (vedi nastro di recinzione al posto guida in pvc bianco e rosso) che interventi destinati a durare nel tempo.

Rileviamo anche, purtroppo, il ritardo di un effettivo sindacato europeo. La pandemia riguarda tutti i paesi del continente, condividere pratiche virtuose e coordinare azioni comuni sarebbe stato più che mai necessario.

Si aprirà la fase due, quindi bisognerà affrontare con misure strutturali la ripartenza. È il problema è duplice: come garantire la sicurezza dei lavoratori dei trasporti e come garantire la sicurezza dei lavoratori degli altri settori che prendono i mezzi pubblici.

Come è possibile garantire il distanziamento sociale sulle vetture e sulle carrozze?

Come effettuare la sanificazione degli appoggi?

Come adattare l’areazione dei bus senza utilizzare l’aria condizionata che è una sicura fonte di contagio?

Come attrezzare le postazioni di guida?

Come garantire l’adeguata disposizione degli utenti sui mezzi?

Come gestire le code ai tornelli o gli assembramenti alle fermate?

Sono solo alcune delle domande a cui occorre dare risposta adeguata e urgente.

Ci sono problemi diversi e specifici per la metropolitana e per i mezzi di superficie urbani e interurbani che richiedono investimenti e lavorazioni specifiche. È urgente prendere delle decisioni ora che il parco mezzi è, più del solito, fermo nei depositi di competenza. Non solo, ci sono problemi differenti anche per le varie figure professionali: i macchinisti, gli autisti, gli operatori di stazione, i tranvieri, i controllori, gli operai delle officine, i lavoratori delle pulizie, gli impiegati, ecc.

Si deve aprire una fase nuova, la sicurezza dei lavoratori non può essere demandata ad altri, ma deve coinvolgerli nelle scelte da intraprendere.

A fronte delle nuove necessità, probabilmente il numero di RLS oggi esistente non è più sufficiente. Occorre aggiornare i Documenti di Valutazione dei Rischi alle nuove criticità.

Bisogna istituire per tempo un tavolo di confronto permanente tra il Comune, l’ATM e il ministero della Sanità che assieme alla presenza necessaria e imprescindibile del Sindacato, in rapporto stretto con i lavoratori, possa definire delle linee guida operative e un nuovo metodo di lavoro comune per far sì che la prossima fase sia affrontata senza mettere inutilmente a rischio la salute di tutti.

Un gruppo di lavoratori di ATM

 

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