Il governo Conte, le altre autorità italiane e i loro mandanti e complici stanno facendo un’ecatombe di persone anziane e persone immuno-depresse cioè quelle che per il loro stato di salute non sviluppano contro il Covid-19 difese immunitarie sufficienti a rendere gli effetti del contagio irrilevanti o comunque poco gravi.
Secondo valutazioni attendibili ma non sistematiche – e quindi non affidabili – le persone con più di 65 anni costituiscono il 95% dei morti in più che si sono registrati in Italia da quando è iniziata l’epidemia rispetto ai numeri degli anni precedenti (2016, 2017, 2018).


Qui sotto rilanciamo un articolo del Corsera. L’articolo è un esempio di esposizione arzigogolata con cui un falsario al servizio del sistema d’intossicazione della Repubblica Pontificia “spiega” l’arcano per cui la Protezione Civile denuncia solo il 20% (1 su 5 appunto) dei morti da Covid-19. La prova che è un falsario è nell’arzigogolo stesso: passa sotto silenzio il fatto che il 95% dei morti cancellati dalla protezione Civile appartengono a fasce di età eguale o superiore a 65 anni (e il 45% alla fascia di età eguale o superiore a 85 anni).

L’appello che facciamo a tutti i nostri lettori è di collaborare per ricostruire (da gennaio 2020) l’andamento settimanale del numero di decessi diviso per quattro classi di età: meno di 65 anni, da 65 anni a 74, da 75 a 84, 85 o più (sono le classi di età che l’ISTAT considera) e di confrontarlo, per ogni classe d’età, con la media degli anni del 2018.


In questo modo raccoglieremo elementi per fare una valutazione attendibile delle vittime legata 1. alla combinazione di riduzione e privatizzazione del sistema sanitario nazionale, 2. alla privatizzazione della ricerca scientifica, 3. alla privatizzazione e delocalizzazione dell’industria farmaceutica e di articoli sanitari, 4. all’incuria per le condizioni ambientali e le condizioni di vita e di lavoro della massa della popolazione. Quattro caratteristiche queste della condotta dei governi che si sono succeduti in Italia dalla fine degli anni ’70 a oggi, da quando la prima ondata della rivoluzione proletaria si è esaurita e la borghesia ha preso in mano la gestione della società, attuando il programma di eliminazione delle conquiste di civiltà e benessere conquistate grazie all’azione del movimento comunista nazionale e internazionale.

L’importanza di svolgere una simile inchiesta sta nella conseguente possibilità e necessità di mobilitare, su base volontaria, i giovani e le persone capaci di sviluppare adeguate difese immunitarie (non immuno-depressi) per la risoluzione dell’emergenza. Il governo necessario al paese per far fronte all’epidemia e alla crisi economica non deve né confinarli né tantomeno affrettarsi a spedirli in fabbriche che fanno produzioni di beni e servizi non necessari (qui l’appello per impedire la riapertura https://www.carc.it/2020/04/10/riaprire-le-attivita-produttive-non-essenziali-in-piena-emergenza-sanitaria-e-un-delitto-organizzarsi-e-mobilitarsi-per-impedirlo)ma mobilitarli a costituire Brigate di Solidarietà che – dotate di tutto l’occorrente necessario alla propria e altrui sicurezza – assieme alla Protezione Civile e ai corpi militari, si occupino di:

– fornire ad anziani e immuno-depressi l’assistenza necessaria in beni e servizi per garantire loro condizioni di vita dignitose fin quando l’epidemia non sarà sconfitta;

– produrre rapidamente e su grande scala dispositivi di protezione individuale, medicine (il meglio che è stato finora sperimentato) e dispositivi per i trattamenti sanitari in particolare di terapia intensiva, avvalendosi delle aziende che dispongono di attrezzature adatte e delle persone che hanno conoscenze utili;

– di mettere a punto locali d’assistenza sanitaria requisendo gli edifici disponibili e costruendo edifici di fortuna non solo per i malati da Covid-19 ma per tutti i malati che attualmente sono abbandonati dal SSN;

– di mettere a punto le abitazioni necessarie per sé stessi (nel caso in cui vengano infettati, non devono contagiare anziani e immuno-depressi, quindi non devono coabitare) occupando e attrezzando adeguatamente gli alberghi lasciati liberi dai turisti, le case e gli edifici vuoti, le scuole e i collegi, le caserme che sono in tutto o in parte libere, gli edifici pubblici e privati non necessari nell’immediato e dotandoli di infermeria di pronto intervento;

– sostenere aziende e strutture di produzione di tutto quando indispensabile per la vita quotidiana e la sua continuità,

– attuare tutte le misure che le Brigate stesse e le pubbliche autorità valuteranno essere necessarie, come ad esempio opere di sanificazione o far sospendere attività inutili e nocive, dando soluzioni coerenti ai problemi che si presenteranno o che ancora non sono stati trattati adeguatamente –  e che qui non tratto (assistenza ai bambini, assistenza a disabili, ecc.) – e valorizzando in quest’opera tutti quelli che sono disposti a collaborare e al tempo stesso isolando profittatori, sabotatori, speculatori e chiacchieroni.

In sintesi quindi, le autorità non devono confinare o impiegare in attività e produzioni inutili la massa della popolazione ma mobilitare su base volontaria tutti quelli che sono in grado di contribuire a far fronte all’epidemia.

Chiunque è disposto a collaborare con noi e con quelli che promuovono il coordinamento delle forze antifasciste e anticapitaliste (a partire dagli addetti delle anagrafe comunali), che ci fornisca dati sistematici e veritieri. È un primo passo. La borghesia e le sue autorità mentono, camuffano, intossicano menti e cuori. Noi dobbiamo dire la verità, mostrare quello che si può fare subito e quello a cui dobbiamo mirare, diventare centri di elaborazione, di propaganda e di organizzazione, nuove autorità affidabili e decise.

Per l’agenzia stampa

Bianca Alberti

<20.04.09 A>

Articolo dal sito del Corriere della Sera– https://www.corriere.it del 9 aprile 2020

«Coronavirus, i morti in Lombardia sono raddoppiati con l’epidemia, ma molti sono vittime collaterali»

Il biologo Bucci: «I numeri dei decessi anomali mostrano che molte persone nelle zone più colpite dal virus sono morte perché il sistema sanitario non ha retto, non direttamente per il Covid-19»

«I dati disponibili mostrano che i morti causati dall’epidemia di Covid-19 sono di più di quelli indicati dai numeri ufficiali. Ma molti di quei decessi sono solo una sua conseguenza indiretta. È un elemento importante per capire come organizzare la risposta sanitaria, anche per il futuro». Enrico Bucciè professore aggiunto di biologia dei sistemi complessi all’Istituto Sbarro presso la Temple University di Filadelfia, negli Stati Uniti, e un esperto nell’analisi dei dati. Ha esaminato le anomalie nella mortalità di marzo nelle zone più colpite dalla pandemia e ha trovato la prova “numerica” del fatto che non tutte le morti in più sono dovute ai contagi. Anche se sono comunque una conseguenza dell’epidemia.

«Tra le persone decedute risultate positive al virus c’è uno squilibrio tra i sessi molto forte: i morti sono per il 70% uomini e per il 30% donne. C’è cioè un rapporto di due a uno — spiega Bucci —. È un fatto assodato anche all’estero: in Cina per esempio era di 1,7 a 1. Ma tra i decessi anomali questo rapporto cambia e i decessi abbastanza bilanciati tra uomini e donne, anche se ci sono variazioni da Comune a Comune. In Lombardia nel periodo che va dal 23 febbraio al 31 marzo negli anni tra il 2015 e il 2019 sono morte 3.926 persone, delle quali 2.113 donne e 1.813 uomini. Quest’anno 8.962, delle quali 4.305 donne e 4.657 uomini. Da questi numeri si vede che le donne continuano a morire quanto gli uomini. Invece se fosse solo per il virus, gli uomini deceduti dovrebbero essere due volte le donne. Significa che ci sono state sì più vittime, ma non tutte causate dal coronavirus. C’è un altro fattore:la saturazione degli ospedaliche così non hanno potuto curare persone salvabili in condizioni “normali”». 

Quello dei numeri è un tema fondamentale perché dalla letalità e contagiositàdel Cov-Sars-2 dipende anche l’efficacia delle contromisure adottate, il bilanciamento tra i loro costi e i benefici. Il sindaco di Nembro Claudio Cancelli e l’ad del Centro medico Santagostino Luca Foresti avevano dimostrato per primi sul Corriereche i morti anomali nel paese in provincia di Bergamo erano stati 4 volte in più di quelli ufficialmente attribuiti al Covid. Poi l’Istat ha certificato che nei primi 21 giorni di marzo in 1.084 Comuni del Nordi decessi sono più che raddoppiati rispetto alla media degli anni 2015-19, eccedendo quelli accertati per il coronavirus. A Bergamo addirittura sono quasi quadruplicati «passando da una media di 91 casi nel 2015-2019 a 398 nel 2020», mentre a Brescia sono raddoppiati.

«La mortalità maggiore per il virus non è dovuta solo alla sua letalità, ma al fatto che nelle regioni dove l’epidemia è esplosa è andato in tilt il sistema sanitario  —  dice Bucci —. Questo significa cheun virus molto contagioso fa indirettamente molte vittime anche se ha una letalità relativamente bassa. Il problema è che gli effetti della saturazione sanitaria rischiano di essere letali quanto e più del virus stesso. Perché se esaurisci le ambulanze per portare tutti i malati di Covid-19 all’ospedale, poi non hai quelle che ti servono per chi ha avuto un infarto».

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