I LAVORATORI DELLA SANITA’ SONO COLORO CHE POSSONO RIMEDIARE AI DISASTRI DEI TAGLI DI ROSSI E SOCI!

Nel momento attuale di emergenza, con il crollo del turismo verificatosi come conseguenza della diffusione del Coronavirus COVID-19, la Regione Toscana presieduta da Rossi non ha trovato idea migliore che riproporre, nonostante la sentenza contraria del Consiglio di Stato e la bocciatura del ricorso da parte del TAR, l’avvio dell’iter per far partire i lavori per ampliare l’aeroporto di Peretola (peraltro attualmente chiuso dal governo) con l’ormai famigerata nuova pista.

Questa emergenza sanitaria sta mettendo di fatto a nudo tutta la falsità, l’inconsistenza e l’ipocrisia dello slogan «siamo tutti sulla stessa barca»: non siamo e non saremo mai “tutti sulla stessa barca”! In una società divisa in classi contrapposte, non potrà mai esistere un “interesse comune”. È quanto vediamo adesso: che cosa porta più guadagni e profitti ai padroni, agli affaristi, agli speculatori? La sanità da rimettere in sesto (e alla svelta) o la nuova pista dell’aeroporto di Peretola? La risposta è chiara: la priorità per la classe dominante va alle Grandi opere inutili, costose e dannose perché portano più utili a scapito degli interessi e della salute delle masse popolari, e l’aeroporto di Peretola è una di queste Grandi opere inutili che proliferano in Toscana come nel Paese intero. E così abbiamo che, oltre ai tagli alla sanità, portati sul fronte dell’occupazione e della spesa pubblica quanto a strutture, posti letto e attrezzature (la Toscana è arrivata ad avere fra i più bassi posti letto pro capite del paese), il buon Rossi in qualità di “finale” politico di certi gruppi di interesse ha pensato bene di proseguire nonostante tutto e nonostante tutti (masse popolari, esperti, tecnici e istituzioni legislative) nel promuovere l’ampliamento dell’aeroporto, anziché impegnarsi nella fornitura delle mascherine, dei tamponi (da lui promessa e strombazzata ai quattro venti) e del resto dei DPI a medici e infermieri e nella requisizione degli ospedali e delle cliniche private: nella sola Firenze ci risultano disponibili oltre 500 posti letto!

Non basta, oltre all’aumento dei contagi da Coronavirus, quello dei tumori e dell’inquinamento acustico e ambientale nel territorio fiorentino? Non basta far ammalare ancora di più le masse popolari abbattendo gli alberi e installando antenne e ripetitori per il 5G?

Come suo solito, Rossi si “agita” e si dà arie di rivoluzionario barricadero in vista delle elezioni regionali del prossimo 31 maggio (COVID-19 permettendo) per portare voti al suo delfino Eugenio Giani. Ma a parte promesse tanto fantasmagoriche quanto improbabili, sia lui che il PD non hanno fatto altro che continuare nella devastazione della città e del territorio fiorentino e stanno semmai dimostrando con sempre maggiore chiarezza che niente che sia nell’interesse delle masse popolari ci si può aspettare da questi individui e da questa classe sociale!

Occorre che le masse popolari si organizzino e si coordinino a livello territoriale, che prendano in mano la gestione dei quartieri, delle zone d’abitazione, dei luoghi di lavoro, dei centri ricreativi e li facciano funzionare continuativamente e nel loro interesse: devono, in una parola, creare Organizzazioni Popolari.

Per quanto riguarda il settore sanitario, i lavoratori e le lavoratrici della Sanità sono i primi che devono mobilitarsi per ristabilire condizioni di lavoro decenti e un passo in questa direzione è pretendere la cancellazione dell’obbligo di fedeltà aziendale, usato come un’arma contro di loro e in particolare delegati sindacali e lavoratori combattivi, per impedire che emergessero i danni e le crepe di un sistema sanitario sempre più smantellato. Oggi, nonostante ciò sono alla luce del sole e devono contribuire a fare emergere tutte le falle per cominciare a metterci mano.

Questi lavoratori, insieme agli utenti, agli studenti di Medicina e agli altri elementi della società attivi nei sopra citati luoghi di aggregazione e mobilitazione, devono pretendere la conferma delle centinaia di infermieri e medici assunti in fretta e furia e che ancora a malapena coprono le carenze di organico: serve lo sblocco immediato delle graduatorie, serve il contratto a tempo indeterminato per tutti e subito: niente deve essere più come prima!

E’ necessario creare Organizzazioni Operaie che agiscano secondo la stessa linea nelle fabbriche e nelle aziende capitaliste e si uniscano alla battaglia dei “colleghi” della sanità, perchè salute e sicurezza sono diritti che devono essere riportati di peso in azienda; non ci interessa che le fabbriche tornino ad essere “come prima”, non ci interessa che dopo questa emergenza sanitaria le mense tornino ad essere affollate, che spogliatoi e bagni tornino senza un sanificazione decente, che le nocività rientrino dalla finestra, dove il pericolo torni a mietere la media di tre vittime al giorno. E le decine di medici e infermieri morti e colpiti dal COVID devono essere considerati, vista la mancanza di DPI, mascherine e tute, vittime di veri e propri infortuni sul lavoro, al pari di color che vennero mandati a lavorare scientemente l’amianto senza misure adeguate.

Bene hanno fatto i sindacati a denunciare Rossi e l’assessore alla sanità Saccardi alla Procura della Repubblica per lo scandalo delle numerose mancanze, ma non aspettiamo i tempi biblici della giustizia borghese (biblici per loro, molto più celere per le masse popolari..). E’ necessario organizzarsi da subito per far fronte all’emergenza a prescindere da quanto fanno questi figuri, che da anni procedono spediti – come si vede nell’articolo della Nazione che alleghiamo, non della Pravda – al massacro organizzato della sanità pubblica in favore di quella privata: sosteniamo la costruzione in ogni ospedale di organizzazioni di lavoratori e comitati di utenti che si occupano della gestione dell’emergenza secondo gli interessi delle masse popolari!

Firenze (così come il resto delle città d’Italia) necessita di un’Amministrazione Locale di Emergenza che prenda nell’immediato misure volte a risolvere i problemi più gravi e pressanti generati dall’incedere sempre più rapido e distruttivo della seconda crisi generale per sovrapproduzione assoluta di capitale, iniziata a metà anni ’70 ed entrata nella sua fase acuta e terminale (il suo punto di non ritorno, di irreversibilità) nel 2008.

Che tutte le organizzazioni e i comitati già presenti e attivi sui territori spingano sin da subito sui candidati di tutte le liste per le regionali affinché usino i loro strumenti e le loro risorse e conoscenze per invertire la tendenza alla devastazione e le usino subito, senza aspettare di venire eletti o meno!

Che tutte le Organizzazioni Operaie e Popolari approfittino di ogni crepa, di ogni contraddizione, per volgere gradualmente il corso delle cose a proprio favore e creare le condizioni per instaurare la loro amministrazione, il loro governo di emergenza: il Governo di Blocco Popolare!

Serve un piano straordinario per la sanità pubblica! Avviare la mobilitazione per imporre un piano straordinario di costruzione, recupero e manutenzione delle strutture sanitarie pubbliche nazionali, seguendo le indicazioni di lavoratori e utenti.

Che si ampli sempre più la breccia aperta dalle masse popolari con le elezioni del 4 marzo 2018 e allargata con quelle del 26 maggio 2019!

Il Partito dei CARC sostiene già oggi e sosterrà ogni lavoratore che si mette su questa strada!

La sezione di Firenze Rifredi del Partito dei CARC

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