Riceviamo e pubblichiamo il contributo di un gestore di un impianto di carburante della provincia di Massa-Carrara sulle problematiche legate all’emergenza COVID-19 e in particolare sulle ricadute economiche che avrà sul proprio lavoro. Lo pubblichiamo con piacere, perché è un contributo importante che guarda con lucidità alla realtà e al prossimo futuro. Infatti, al di là della propaganda di regime, non è vero che “siamo tutti sulla stessa barca” così come non è vero che basta aspettare e confidare nella benevolenza del Governo e delle Istituzioni. Non siamo sulla stessa barca! da una parte c’è chi come al solito ingrasserà su questa crisi, e questi sono i padroni, al di là che abbiano la forma di una compagnia di carburante, di un padrone d’industria, di un finanziaria o di una banca; dall’altra c’è chi come sempre il prezzo della crisi lo pagherà per intero e queste sono le masse popolari, la nostra classe al di là che uno sia impiegato come operaio, che sia una partita IVA, un dipendente di qualche azienda pubblica (c’è da star certi che anche gli infermieri oggi giustamente riconosciuti come eroi, a fine crisi, in una società capitalista che deve trasformare tutto in merce riceveranno il benservito!), un disoccupato, uno stagionale ecc ecc.

Nel contributo sono riportate delle misure pratiche giuste e ragionevoli per far fronte ai problemi, nel caso specifico, delle piccole partite IVA sulle quali al pari di tanti altri settori delle masse popolari, verrà scaricato il prezzo della crisi.

Per fare in modo che queste misure (e tutte le altre misure necessarie inerenti gli altri ambiti lavorativi e tutti gli aspetti della vita sociale) vengano applicate è necessario che ogni settore delle masse popolari si organizzi nel proprio ambito e settore (operai nelle aziende private, dipendenti pubblici nelle scuole e negli ospedali, piccole partite IVA nell’ambito delle proprie attività, come ad esempio per citare il caso in questione: i gestori di impianti di carburante) e si coordini con gli altri ambiti e settori e con le centinaia di organismi tematici che mettono al centro del proprio operato la difesa e la riaffermazione dei beni comuni (sanità, scuola, ambiente, gestione del territorio, ecc), per imporre misure di emergenza fino all’instaurazione di un Governo che sia espressione degli interessi delle masse popolari.

In sintesi: andrà tutto bene se le masse popolari organizzate faranno valere la propria forza!

Massa, 04.04.2020

Sono un gestore di un impianto di carburante e come tale sono una Partita IVA.

Premetto che le problematiche nel nostro settore sono molteplici, a prescindere dall’emergenza Covid-19, perché al contrario di ciò che in diversi pensano noi non siamo la compagnia, ma siamo altro. Gestori, per l’appunto, che molto spesso faticano ad arrivare a fine mese come tanti altri lavoratori nel nostro paese.

Detto questo, per fronteggiare l’emergenza dal punto di vista economico, il Governo ha stanziato anche per noi il contributo di 600 euro che sì sono un aiuto, ma piccolo, che nella maggior parte dei casi sono davvero pochi.

Io penso che in questo momento di pandemia nella quale si sta acuendo l’emergenza nel nostro paese, debbano essere prese misure di emergenza, perché i soldi non mancano di certo e come per tutti coloro che ne hanno bisogno, anche per le piccole imprese che nell’ambito dell’imprenditoria in generale sono quelle rimaste più colpite, occorrano misure precise a partire da:

1.eliminare per tutto l’anno in corso tutti gli adempimenti che ognuno di noi deve pagare allo Stato (IVA e tasse) e non rimandare!, perché se i soldi non li abbiamo ora non li avremo nemmeno fra 3 o 4 mesi. Questo sarebbe già un aiuto a superare questa fase senza dover rischiare la chiusura delle nostre attività;

2. garantire al 100% gli eventuali prestiti che gli esercenti chiedono e chiederanno per poter fronteggiare questa situazione con restituzione degli stessi a tasso zero e non vedersi applicati interessi di alcun tipo!. A fare da garante al 100% deve essere lo Stato e non al 90% come sembrerebbe. In questo modo le banche non dovrebbero fare niente. Diversamente, restando in mano un 10% alle banche, la situazione cambierebbe di poco perché resterebbe sempre la solita burocrazia che le banche si troverebbero a seguire, smontando così tutto il piano che invece avrebbe la finalità di venirci incontro;

3.eliminare tutta la burocrazia che ad oggi è presente per poter accedere ad eventuali sostegni messi a disposizione dallo Stato.  

A tutto ciò vorrei aggiungere che lo Stato, benchè nella mia categoria esista un sindacato che cura i nostri interessi, dovrebbe per lo meno anche dare ordine alle compagnie di venirci incontro con misure interne per superare questa crisi, perché anche la mia categoria di gestori di impianti di carburante ha problemi a valanghe!

Io sto tenendo duro, come tanti miei colleghi, ma questa volta se nessuno si prende la responsabilità fino in fondo (compreso il Prefetto e le amministrazioni del territorio!) di intervenire con misure concrete ed efficaci credo che più del 50% delle piccole medie imprese sarà costretto a chiudere e questo sarebbe un grande danno per tutto il paese. 

Un gestore di un impianto di carburante di Massa Carrara

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