Dall’inizio delle misure di contenimento dell’epidemia, sui media italiani si è fatto un gran parlare delle misure analoghe prese in Cina; da una parte giornalisti e politicanti invocano a fasi alterne l’adozione del “modello cinese”, intendendo con questo misure repressive e di controllo; dall’altra, gli stessi giornalisti e politicanti non perdono occasione per attaccare le presunte manovre oscure della Repubblica Popolare Cinese (è degli ultimi giorni la falsa notizia, rilanciata anche dai grandi media, delle migliaia di cadaveri cremati occultamente a Wuhan, notizia già smentita chiaramente da Gabriele Battaglia in un post).

Il modello cinese se ha qualcosa da insegnarci è che le misure di controllo delle libertà personali hanno un senso solo se combinate con altre (organizzazione della distribuzione viveri, chiusura temporanea aziende non essenziali e misure di sicurezza per quelle che restano aperte, mobilitazione della popolazione, predisposizione di letti per i malati, ecc.) altrimenti diventano solo una vessazione in più contro le masse popolari. Al fine di illustrare questa aspetto chiave del “modello cinese”, pubblichiamo la traduzione integrale di un articolo di Xie Junjun, accademico cinese il cui lavoro di ricerca si concentra sugli studi marxisti e sul socialismo con caratteristiche cinesi.

L’articolo è stato pubblicato all’inizio di marzo su Jiandang ‘Edificazione del Partito’, rivista di teoria politica sotto la diretta gestione dell’Ufficio di propaganda del Comitato Centrale del PCC. L’articolo originale è quindi principalmente diretto a una platea rappresentata dai membri del PCC (una consistente platea di quasi 90 milioni di persone in ogni caso!), come si può evincere dal alcune scelte lessicali (Xi Jinping è sempre chiamato “segretario generale” e non “presidente”), dallo stile dell’esposizione e da alcune delle questioni trattate. Allo stesso tempo l’articolo abbonda delle distorsioni teoriche dei revisionisti moderni cinesi. Tra le principali segnaliamo: (i) l’esistenza di uno “spirito”, nell’accezione hegeliana di “vita etica di un popolo”, che si trasmette ininterrottamente nella nazione cinese da uno stadio sociale all’altro nel corso dei secoli; (ii) la postulazione in chiave nazionalistica dell’esistenza di una “gloriosa cultura tradizionale cinese” come base etica e spirituale della morale della Nuova Cina, senza considerare che la cultura tradizionale è essa stessa il prodotto della società feudale, negando in questo modo l’importanza del ruolo della lotta di classe; (iii) la particolarità e non universalità del socialismo con caratteristiche cinesi; l’autore, in linea con l’impianto teorico del PCC, sottintende che elementi fondamentali del pensiero di Mao Zedong, come la linea di massa, siano il prodotto particolare delle condizioni cinesi e che non posseggano quindi valore universale La rinascita del movimento comunista e l’opera dei comunisti peruviani, indiani e filippini e di tutti quei comunisti che sia nei paesi semi-coloniali sia nei paesi imperialisti utilizzano il pensiero di Mao Zedong come linea guida d’azione, dimostrano al contrario che il Maoismo, terza tappa superiore del Marxismo-Leninismo, possiede insegnamenti universali.

Nondimeno l’articolo espone in maniera chiara in che cosa si sostanzi effettivamente il “modello cinese” di lotta all’epidemia: porre al centro i bisogni delle masse popolari, coordinare tutti i settori sociali, pianificando servizi e attività produttive in maniera centralizzata, mobilitare le masse popolari nel processo di lotta contro l’epidemia. La lettura dell’articolo può dunque essere un buon esercizio per il lettore italiano che guardi con speranza e curiosità alla Repubblica Popolare Cinese.

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(Tutte le note sono della redazione)

Lo spirito della lotta all’epidemia ha mostrato la forza del socialismo con caratteristiche cinesi

3 Marzo 2020

Xie Junjun

La forza di una civiltà risiede nell’ininterrotta trasmissione dello spirito. Nei cinquemila anni di storia di civiltà cinese culminanti nella vivida opera del popolo cinese nel processo di rivoluzione, edificazione socialista e processo di riforma sotto la guida del Partito Comunista, la nazione cinese ha sviluppato un sistema culturale e di valori unico per le caratteristiche cinesi, portando avanti la propria gloriosa cultura. Da “lo spirito della nave rossa[1]” durante il periodo iniziale di costruzione del Partito, fino “allo spirito di Yan’an[2]” caratterizzato dal cercare la verità nei fatti; dal servire il popolo con tutto se stessi dello “spirito di Lei Feng[3]”, fino al lottare contro le avversità tracciando nuove vie dello “spirito del selvaggio nord[4]”; dallo “spirito della lotta al terremoto[5]”, fino allo “spirito della lotta all’epidemia” di questo periodo. Ognuna di queste calamità naturali e difficoltà non solo non hanno interrotto la trasmissione della civiltà cinese, ma al contrario ci hanno consentito di rinforzarci di volta in volta. Sotto la direzione del Partito Comunista, portando avanti un processo di riproduzione culturale sulle basi della cultura tradizionale cinese, le masse popolari cinesi hanno realizzato un passaggio dalla concezione marxista alla creazione di un nuovo sistema, portando così, in un vivido processo di azione pratica, alla nascita di un’immortale forza spirituale. Nella odierna lotta all’epidemia di coronavirus, utilizzando lo spirito della lotta all’epidemia nato dall’azione pratica, il popolo cinese ha dimostrato la propria tempra rivoluzionaria e il valore spirituale di “seicento milioni nella Sacra Terra pari a Yao e Shun[6]”, provando così pienamente la forza del socialismo con caratteristiche cinesi.

Lo spirito della lotta all’epidemia ha pienamente dimostrato la forza del sistema “il Partito dirige complessivamente la situazione generale e coordina ogni aspetto”

“Partito, governo, esercito, popolo, accademia; est, ovest, sud, nord, centro[7]” il Partito è la forza centrale che governa tutti questi aspetti, è il solido centro che vince complessivamente la battaglia per fermare l’epidemia. Quando è scoppiata l’epidemia il nostro paese si trovava nel pieno dei grandi movimenti di popolazione per le celebrazioni del nuovo anno lunare; l’epidemia si è perciò espansa a tutto il paese velocemente, portando a una crescita esponenziale dei nuovi casi. Il 7 Gennaio il Comitato centrale del Partito ha prontamente disposto di rafforzare la direzione collettiva e unificata per la gestione dell’epidemia. Il 22 gennaio il Comitato Centrale ha risolutamente richiesto alle autorità provinciali dello Hubei di mettere in atto rigide misure di contenimento dello spostamento della popolazione, avanzando la richiesta generale di contenimento della proliferazione all’interno della provincia e per il contenimento della propagazione verso l’esterno. Il 25 gennaio il Comitato Centrale ha istituito dei piccoli gruppi di direzione del lavoro di risposta all’epidemia, mettendo in azione un ulteriore lavoro di ricerca, dispiegamento e mobilitazione per il contenimento dell’epidemia. Sotto la ferma direzione del Comitato Centrale siamo riusciti a fare del contenimento del focolaio dell’infezione e dell’interruzione del canale di propagazione dei cruciali punti di forza, delineando una struttura strategica di complessiva mobilitazione, complessiva pianificazione e complessivo contenimento; ogni provincia e municipalità ha rispettivamente indicato la scrupolosa osservanza delle quattro linee di difesa, portando avanti l’istituzione di linee di difesa a ogni livello. A partire dal 12 febbraio sino ad oggi, sotto la direzione centrale e collettiva e sotto la ferma disposizione del Comitato Centrale, l’intero paese a partire dai dirigenti fino alle masse si è collettivamente dedicato alla lotta all’epidemia; il contenimento dell’epidemia di coronavirus si dirige verso una tendenza positiva, in ventidue province e municipalità non si sono ancora verificati nuovi contagi e la luce del punto di svolta dell’epidemia inizia a vedersi.

Durante il periodo di contenimento dell’epidemia il Partito Comunista ha ampiamente svolto il compito di supervisione complessiva della situazione generale e di coordinamento di ogni aspetto, mostrando la forza del socialismo con caratteristiche cinesi. Un grande numero di quadri del Partito e membri del personale medico, seguendo le direttive del Comitato Centrale, si sono lanciati verso la prima linea di difesa all’epidemia, affrontando difficoltà insormontabili, combattendo tenacemente senza temere di sacrificarsi, alzando con coraggio la linea di difesa del popolo per bloccare la trasmissione dell’epidemia. Comitati di Partito di ogni livello hanno pianificato e allocato risorse coordinando ogni settore; in questo modo il “folle demone delle infrastrutture di base[8]” della Cina ha saputo ripetutamente battere il record della proverbiale “velocità cinese” nel mettere in atto le misure di contenimento dell’epidemia. Al fine di ricevere e curare celermente i malati, in dieci giorni è stato edificato l’ospedale di Huoshen Shan, in dodici giorni è stato edificato quello di Leishen Shan, in un lasso di tempo estremamente breve sono stati allestiti nello Hubei venti ospedali da campo; contemporaneamente sono stati rapidamente organizzati più di 330 team medici provenienti da tutto l’esercito e da 29 province e municipalità in soccorso dello Hubei e più di 41600 tra medici e infermieri si sono lanciati su questo campo di battaglia di guerra popolare dove i fumi della battaglia non si erano ancora dispersi. Nell’estremamente faticosa e difficile situazione di gestione dell’epidemia, il Partito Comunista ha guidato il popolo cinese nel contenere unitamente l’epidemia, nel promuovere la partecipazione di ognuno all’assalto della “Grande Muraglia” dell’epidemia al fine di mettere solide basi per conquistare una vittoria completa nel controllo dell’epidemia.

Lo spirito della lotta all’epidemia ha mostrato il valore del “mettere il popolo al centro” del socialismo con caratteristiche cinesi

Mettere il popolo al centro è un tema centrale della teoria marxista, ancor più è il contenuto centrale del socialismo con caratteristiche cinesi. Durante il periodo di contenimento dell’epidemia, il Segretario generale Xi Jinping lo ha più volte fatto presente, esigendo che “la vita, la sicurezza e la salute delle masse popolari debbano essere messe al primo posto”. Il Comitato Centrale ha disposto: che in tutte le condizioni e in un modo o nell’altro tutti i malati fossero curati e che in base alle rispettive condizioni dell’epidemia fosse eseguito un rapido screening, un rapido report, un rapido isolamento e un rapido trattamento; che le migliori risorse mediche di tutto il paese fossero pianificate e allocate, che i malati gravi fossero ricevuti e trattati in maniera centralizzata dando precedenza in base alla gravità dei casi, facendo particolare attenzione ai casi sospetti, mettendo in atto la politica dello “spostare in avanti il checkpoint[9]”, trattando i casi secondo le tipologie, garantendo il trattamento per tutto il corso della malattia. Nel contenimento dell’epidemia, imperniandosi sul concetto di mettere il popolo al centro, il Partito Comunista si impegna a permettere a ogni malato di ottenere efficace trattamento e cura.

La popolazione di Wuhan ha pagato un pesantissimo tributo nel fronteggiare l’epidemia. Una città di oltre dieci milioni di abitanti non solo si è trovata a dover affrontare le misure di contenimento dell’epidemia, ma anche ad affrontare i bruschi e improvvisi mutamenti della vita di tutti i giorni. Al fine di garantire le necessità materiali per la lotta all’epidemia e le forniture materiali per la vita delle masse popolari, l’intero paese ha pianificato l’allocazione delle risorse al fine di soccorrere prontamente lo Hubei. I dati del Dipartimento per i trasporti della provincia dello Hubei mostrano che fino al 22 febbraio il sistema dello Hubei ha gestito un totale 7588 lotti di aiuti materiali trasportati su strada; 2219 lotti sono arrivati su barca al porto di Wuhan per un totale di 3.393.000 tonnellate di aiuti materiali; 986 treni sono arrivati su rotaia per un totale 34.000 tonnellate di aiuti; 6562.3 tonnellate di aiuti medici sono arrivati via aerea; 17.000 unità di corrieri postali sono stati immessi nella rete postale di Wuhan, per un totale di 62.000 tonnellate di materiali. Allo stesso tempo mettendo al centro le necessità relative alla sussistenza delle masse popolari, assicurando un’efficace fornitura del “cesto delle verdure” e del “cesto del riso”, Partito e governo hanno rafforzato i servizi di commercio e circolazione dei materiali, sostenendo le imprese per un rapido ripristino della produzione, mitigando la pressione sul mercato; hanno aperto reti capillari di trasporti delle zone rurali della città, assicurando l’apertura dei canali di accesso per la sussistenza delle masse popolari. In aiuto delle famiglie isolate in casa, dei gruppi a rischio di povertà e degli anziani senza una rete di sostegno, gli organismi di base del Partito si sono mossi in prima linea tenendo le comunità di quartiere come unità di base per fornire a ogni nucleo familiare un servizio di approvvigionamento porta a porta, alleviando enormemente la pressione psicologica e fisica delle masse popolari, rafforzando ulteriormente la risolutezza del popolo nella lotta all’epidemia. Tutto ciò dimostra il valore e la necessità di “mettere il popolo al centro” del socialismo con caratteristiche cinesi.

Lo spirito della lotta all’epidemia per il nostro Partito rappresenta la realizzazione del tema educativo di “non dimenticare l’intento iniziale, tenere fermamente a mente la propria missione”

Lo spirito della lotta all’epidemia rappresenta la condensazione dello spirito dell’opera del popolo cinese sotto la guida del Partito Comunista per la battaglia contro l’epidemia. La sua pratica di condotta si realizza nel “non dimenticare l’intento iniziale, tenere fermamente a mente la propria missione”. Di fronte ai grandi disastri naturali l’esistenza umana può apparire come insignificante; tuttavia ciò ci spinge a rinnovarci e a riconsiderare noi stessi. La vivida opera degli eroi del popolo rappresenta la realizzazione della condotta del socialismo con caratteristiche cinesi. L’altissima trasmissibilità manifestata dal coronavirus e le caratteristiche di questo nuovo virus sono problemi di cui ancora non abbiamo una sufficiente comprensione; questo ci richiede di prepararci a una battaglia di lunga durata. Nel periodo di contenimento, nonostante la gravità della malattia abbia generato panico nella gente, molti membri del Partito e comuni cittadini si sono lanciati coraggiosamente nello scontro in prima linea; il loro contributo e lo spirito di sacrifico da loro dimostrato ha suscitato l’ammirazione delle persone. Ad esempio, il veterano della lotta alla Sars Zhong Nanshan, nonostante gli ottanta e più anni di età, si è nuovamente unito alla battaglia. In un’intervista, preso dall’emozione, ha affermato: “Wuhan è una città di eroi”, lasciandosi poi andare alla commozione. Sulla linea del fronte della lotta all’epidemia, con il corpo vessato dai tremori della malattia e con la propria moglie contagiata, il direttore dell’ospedale Jinyingtan di Wuhan, Zhang Dingyu, ha continuato a combattere in prima linea. O ancora il direttore dell’ospedale di Wuchang, Liu Zhiming, caduto al fine sul letto della malattia, ha condotto i propri uomini in prima fila nella lotta all’epidemia. Con la loro forza di volontà essi hanno fatto sventolare del cuore del popolo la bandiera dello spirito della lotta all’epidemia.

Nonostante l’epidemia abbia isolato Wuhan, tuttavia ha aperto i ponti dello spirito. Un carico dopo l’altro di temerari spinti dalla urgenza dell’epidemia si sono ininterrottamente precipitati per prestare soccorso a Wuhan e allo Hubei; gruppi medici nazionali e dalle principali università del paese (Huaxi, Xiangya, Fudan, Zhongshan, etc..) si sono ritrovati a Wuhan per fronteggiare la calamità. Fino al 10 Febbraio, a Wuhan e nello Hubei erano stati inviati 7924 tra medici e infermieri provenienti dalle cliniche di oltre 123 istituti superiori dell’intero paese. In più, oltre 350 cliniche di istituti superiori dell’intero paese erano impegnate nei lavori di contenimento di focolai di epidemia in loco. Inoltre, membri delle masse popolari di ogni professione hanno messo a contributo in ogni forma le proprie capacità nella lotta all’epidemia. Di fronte a una malattia ancora sconosciuta al genere umano, sebbene una singola persona possa sembrare insignificante, tuttavia la forza spirituale raccolta da tutti nella lotta all’epidemia sicuramente sarà una fonte inesauribile per superare le avversità.

Lo spirito della lotta all’epidemia ha mostrato la forza di “affidarsi alle masse in tutto”

La linea di massa è l’arma segreta per la vittoria con cui il nostro Partito è risultato vittorioso su tutte le avversità, è la realizzazione della forza del socialismo con caratteristiche cinesi. Nel primo periodo della fondazione della Nuova Cina, il tasso di mortalità della popolazione arrivava al venti percento e l’aspettativa media di vita era solamente di 35 anni. Dopo la fondazione della Nuova Cina, il sistema sanitario pubblico del Paese, pur fragile e indebolito, ha affrontato una dopo l’altra epidemie di peste bubbonica, colera, vaiolo, schistosomiasi, peste nera, malaria e di altre ancora gravi malattie estremamente pericolose per la sicurezza e la salute del popolo. Sotto la guida del Partito e del governo, mobilitando estesamente le masse e facendo affidamento in tutto sulle masse, abbiamo sviluppato in pieno la forza dell’organizzazione delle mobilitazioni di massa del socialismo con caratteristiche cinesi, sconfiggendo di volta in volta ogni epidemia e al tempo stesso costruendo un sistema sanitario con cliniche distribuite sui cinque livelli amministrativi di città, contea, villaggio, comunità di quartiere, villaggio rurale. Nel 2019 l’aspettativa di vita media della popolazione ha raggiunto i 77 anni, il personale sanitario di tutto il paese è arrivato a più di dodici milioni di unità. Nell’attuale situazione di guerra popolare di lotta all’epidemia, il Segretario Xi Jinping ha dichiarato: “È necessario mobilitare a pieno e fare affidamento in tutto alle masse, essere un solo cuore e una solo mente con loro; uniti vinceremo la guerra popolare per il contenimento dell’epidemia.” Abbiamo rapidamente mobilitato personale medico e sanitario da tutto il paese da portare in prima linea per la lotta all’epidemia, mobilitando le masse popolari a ogni livello del fronte di battaglia a prendere parte all’organizzazione delle misure di prevenzione nella battaglia contro l’epidemia. Dalle città fino ai villaggi, dagli ospedali fino alle comunità di quartiere, dalle fabbriche fino alle scuole, l’intero paese è diventato un’unica imponente forza spirituale, rendendo rapidamente efficace la forza della mobilitazione di massa del socialismo con caratteristiche cinesi, dalla ricerca scientifica al trattamento dei malati, dal contenimento dell’epidemia alla salvaguardia dell’impianto logistico, dalla propaganda fino al ripristino dell’attività socio-economica, in ogni settore vasti settori delle masse popolari hanno assolto il loro dovere professionale, concentrandosi sul contenimento dell’epidemia e prendendo attivamente parte a ogni forma di lavoro nella lotta all’epidemia. Facendo saldamente affidamento alla forza creativa e alla coscienza delle masse, si sono mobilitate ogni genere di forza sociale e risorsa economica, si sono create le condizioni per il ripristino delle attività socio-economiche e al tempo stesso si è messa in campo una doppia campagna di mobilitazione di tutto il popolo nella lotta all’epidemia e per il ripristino delle attività socio-economiche.

Le masse popolari sono le creatrici della storia e sono anche la forza principale dell’impresa del socialismo con caratteristiche cinesi. Durante il processo di lotta all’epidemia dobbiamo riconoscere consapevolmente i problemi emersi e le mancanze, come ad esempio il formalismo e il burocratismo, il non avere il coraggio di assumersi la responsabilità quando si incontra una difficoltà, l’evadere le critiche e ogni sorta di fenomeno e comportamento di questo genere. Dobbiamo mettere la risoluzione dei problemi al centro del nostro lavoro, appellarci affinché i quadri del Partito aderiscano al valore fondamentale del socialismo con caratteristiche cinesi di fare del proprio lavoro il mettere il popolo in posizione centrale, migliorando alacremente lo stile di lavoro, prendendo in considerazione ogni dettaglio di ogni operazione, facendo della condotta dimostrata durante l’epidemia un metro di paragone per la valutazione dello stile di lavoro dei quadri del Partito, utilizzando forti misure per porre rimedio alle manchevolezze del sistema d’emergenza sanitario.

Lo spirito della lotta all’epidemia ha pienamente esposto il concetto “comunità umana con un futuro condiviso”

L’epidemia non ha confini e tra gli esseri umani vi è grande amore fraterno. Il coronavirus non è solamente nemico della Cina, ma ancor più è nemico del genere umano intero. Dell’esplosione dell’epidemia, al fine di contenere l’urgente rischio di propagazione dell’epidemia verso il resto del pianeta, la Cina ha contenuto il focolaio del virus per mezzo di grandi sacrifici e misure risolute, pagando il prezzo di sigillare una città di milioni di abitanti, attingendo a tutta la forza del paese per arrestare questo evento catastrofico di portata storica. Il segretario generale dell’OMS Tedros Adhanom ha con emozione affermato: “Nella mia vita non ho mai assistito a un tale livello di mobilitazione.”; ogni paese del mondo ha espresso grande ammirazione e sostegno nei confronti della lotta all’epidemia portata avanti dalla Cina. “Chi oserebbe dire che non abbiamo nemmeno nulla di cui vestire, quando indossiamo la tua stessa uniforme?”[10] “Montagne e fiumi sono diversi in ogni paese, sole e luna appartengono a un unico cielo”[11]: nonostante questa epidemia abbia separato fisicamente i confini geografici, tuttavia ha avvicinato le persone nel condividere genuini sentimenti di un destino comune per l’umanità. Con i fatti abbiamo provato ai popoli del mondo che la nazione cinese si è assunta la propria missione, con il grande sentimento fraterno tra gli uomini abbiamo esposto il concetto di comunità umana con un futuro condiviso.

“Se il Cielo fosse un essere vivente, anche lui invecchierebbe; il principio del mondo degli uomini è che i mari diventino foreste di gelsi”[12]. La storia ricorderà in eterno i nomi degli eroi che si sono sacrificati nella lotta contro il coronavirus; lo spirito di lotta al coronavirus condensato nella loro azione continuerà in futuro a spronare il popolo cinese a procedere in avanti, la forza del socialismo con caratteristiche cinesi continuerà a guidare la grande barca della Cina stabilmente verso mete lontane. Rafforziamo la nostra fiducia e utilizziamo lo spirito di lotta all’epidemia come stimolo per vincere la guerra popolare di contenimento dell’epidemia, avanziamo incessantemente verso il grande rinvigorimento della nazione cinese!

(L’autore è ricercatore presso il Centro Studi per il Sistema Teorico del Socialismo con Caratteristiche Cinesi di Hainan ed è professore associato presso il Dipartimento di Marxismo dell’Università Normale di Hainan)


[1] Il concetto di “spirito della barca rossa” è stato utilizzato per la prima volta in un articolo del Guangming ribao scritto nel 2005 da Xi Jinping, allora segretario del PCC per la provincia del Zhejiang, articolo dal titolo “Portare avanti lo ‘spirito della nave rossa’, avanzare verso il fronte di questa epoca”. La “nave rossa” fa riferimento all’imbarcazione su cui vennero inaugurati nel 1921 i lavori del primo congresso del PCC nel Zhejiang.

[2] Yan’an, città nello Shaanxi, punto di arrivo della Lunga Marcia e centro principale del PCC tra il 1935 e il 1948.

[3] Lei Feng è considerabile lo “Stakhanov cinese”, eroe simbolo delle Rivoluzione cinese. “Praticare lo spirito di Lei Feng” è stata una campagna lanciata dal Dipartimento per la Propaganda agli inizi del mandato come segretario generale del PCC di Xi Jinping.

[4] Il “selvaggio nord” (cinese Beidahuang) indica la zona più selvaggia della provincia dello Heilongjiang nell’estremo nord-est del paese al confine con la Russia. La regione è infatti considerata la “Siberia” della Cina, destinazione negli anni ‘50 sia per i lavori rieducativi dei colpiti dalla campagna “anti-destra”, sia di missioni di pioneraggio economico sotto la direzione del PCC.

[5] Si fa riferimento al disastroso terremoto che ha colpito la provincia del Sichuan nel 2008.

[6] Si tratta di una citazione tratta da una poesia di Mao Zedong. Il 30 Giugno 1958, dopo aver appreso dal Quotidiano del Popolo della sconfitta di un’epidemia di schistosomiasi presso la contea di Yujiang nella provincia del Jiangxi, Mao scrisse una coppia di poesie nello stile classico del Lüshi in settenari intitolate “La cacciata del dio dell’epidemia”. Il secondo settenario della seconda poesia paragona il popolo cinese (“seicento milioni era la allora popolazione cinese”) ai due semi-leggendari imperatori Yao e Shun, tra i fondatori della civiltà cinese secondo la mitologia.

[7] Si tratta di una citazione da un discorso pronunciato da Mao nel Dicembre del 1973 a una riunione dell’Ufficio Politico del Comitato Centrale del PCC. Il passo è stato citato da Xi Jinping nel suo rapporto al XIX Congresso del PCC svoltosi nell’Ottobre del 2017.

[8] Nonostante la traduzione italiana risulti poco idiomatica, l’espressione ha qui un significato positivo e fa riferimento alla velocità e alla quantità dei processi messi in campo.

[9] Si fa riferimento alla politica amministrativo-sanitaria di spostare il focus di attenzione nel controllo dei contagi dai pazienti sintomatici a un più ampio controllo che includa anche gli asintomatici e in generale il maggior numero di persone possibile. L’espressione trae tuttavia origine da un articolo scritto nel 2004 dall’allora segretario del PCC per la provincia del Zhejiang Xi Jinping sul Zhejiang Ribao dal titolo “Spostare in avanti il checkpoint, sviluppare simultaneamente strumenti di punizione e prevenzione”. Nella sua accezione originale il termine fa dunque riferimento alla campagna di rettifica e anti-corruzione all’interno del Partito, ovvero spostare in avanti il focus prevenendo e intervenendo il prima possibile nella rettifica degli errori.

[10] La citazione è tratta da una famosa poesia del Libro delle odi (cinese Shijing), la più antica raccolta di testi poetici cinesi pervenutaci. La poesia dà voce ai soldati delle truppe di Qin, una sorta di milizia a base contadina, i quali nonostante i propri umili mezzi sono animati da un forte senso di cameratismo.

[11] Questa seconda citazione è invece attribuita al principe Nagaya, dignitario giapponese di epoca Nara. Il passo era apposto su un lotto di mascherine provenienti dal Giappone e donate alla provincia dello Hubei durante l’epidemia; analogamente, una citazione di Seneca è stata apposta sulle scatole di un carico di aiuti arrivati in Italia dalla Cina.

[12] Anche questa citazione è tratta da una poesia di Mao, nello specifico sono gli ultimi due settenari della poesia “L’Esercito Popolare di Liberazione cattura Nanchino” scritta nel 1949. Quella dei “mari che diventano foreste di gelsi” è una metafora (diventata un’espressione idiomatica nella lingua cinese) per descrivere i grandi inesorabili mutamenti del mondo.

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