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[Firenze] L’esempio dei lavoratori ANFFAS di Trespiano

Federazione Toscana by Federazione Toscana
Marzo 29, 2020
in Federazione Toscana
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Rilanciamo il comunicato dei lavoratori dell’ANFFAS di Trespiano che è un ottimo esempio di lavoratori che si sono organizzati sul posto di lavoro per adottare le misure necessarie a far fronte alla crisi sanitaria del COVID-19. I lavoratori nel comunicato elaborano anche proposte concrete di coordinamento con altri lavoratori lasciati a casa nell’incertezza economica e con le famiglie degli utenti abbandonate a loro stesse. Questa è la via che le organizzazioni operai e popolari devono seguire: imporre le misure che servono, alimentare l’unità sugli interessi di classe che uniscono le masse popolari (altro che “siamo tutti sulla stessa barca!”) per imporre le misure che servono al paese.

26.03.2020

Comunicato lavoratori ANFFAS di Trespiano

L’emergenza sanitaria e economica che sta coinvolgendo in questo periodo tutto il mondo mostra chiaramente i limiti e le paurose falle di questo sistema sociale ed economico e la situazione catastrofica verso cui sta portando l’intera umanità. In Italia la situazione non è differente. L’epidemia da COVID 19 ci ha colpiti per primi dopo la Cina e ad oggi abbiamo più di 60.000 contagiati.
Anche i lavoratori e le lavoratrici dell’ANFFAS di Firenze stanno affrontando la crisi, con tutti i problemi che comporta quotidianamente. Dal 15 marzo è arrivata l’ordinanza della Regione che chiudeva i centri diurni per anziani e disabili fino al 3 aprile. L’ANFFAS di Firenze è rimasta aperta per far fronte all’assistenza delle case famiglia con gli utenti residenti, tre in tutto per un totale di 30 utenti; questo ha comportato e comporta un ulteriore carico di lavoro per gli operatori della struttura di Trespiano, anche a fronte dei casi di malattia fra il personale. L’organizzazione del lavoro è stata complicata e i DPI per la prevenzione hanno tardato ad arrivare. Inizialmente abbiamo fatto all’interno dello stesso istituto le mascherine per la protezione di operatori e assistenti. Sono arrivati con lentezza gel disinfettanti, occhiali protettivi per fare le docce ecc.
Sottoscriviamo e ci uniamo all’appello fatto dal presidente nazionale ANFFAS dott. Speziale (http://www.anffas.net/it/news/13995/covid-19-e-emergenza-nei-centri-residenzialisono-bombe-ad-orologeria-pronte-a-scoppiare-necessario-subito-un-intervento-mirato/) e siamo assolutamente d’accordo che è necessario subito un intervento mirato. Tali strutture vanno equiparate, ai fini dell’emergenza Coronavirus, alle strutture sanitarie e vanno gestite con pari attenzione e modalità, fornendo loro nell’immediato tutto l’aiuto necessario e priorità nella fornitura di dispositivi di sicurezza, materiale e personale. Anche la situazione delle famiglie al cui interno vivono persone con gravi disabilità o non autosufficienti, specie quelli con seri problemi comportamentali, sono letteralmente allo stremo e necessitano di urgenti ed adeguati supporti domiciliari. Non basta solo proteggere dall’esterno chi vive in una struttura residenziale!!! Occorre aiutare le persone con disabilità e le famiglie rimaste sole e vanno appunto mobilitati i lavoratori del settore, come quelli attualmente fermi per la chiusura di altre strutture e scuole: https://www.gonews.it/2020/03/26/cooperative-sociali-la-fp-cgil-allarme-reddito-per-1800-operatori-fiorentini/ .

Noi ci stiamo già muovendo per contattarli e vedere come ci possiamo mobilitare insieme a loro, alla struttura stessa e alle famiglie per far fronte alla situazione di emergenza: Comune, Regione e le altre istituzioni preposte sono chiamate a fare la loro parte e trovare le forme legali ed economiche a supporto per garantire un servizio così importante come la cura delle persone più in difficoltà, senza far passare settimane che non abbiamo a disposizione.
Il 25 marzo è arrivata la notizia che Rossi, per l’emergenza Coronavirus, incontra i sindacati sulla situazione delle RSA. Il confronto ha riguardato il funzionamento dei servizi e le condizioni di sicurezza del personale che vi opera. Anche per loro sarà previsto lo screening sierologico e sono in arrivo nuove mascherine. Il documento parla solo delle RSA e non arrivano notizie di interventi mirati per i centri residenziali che ospitano persone con disabilità.
Vorremmo ricordare che il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi è uno dei principali responsabili dello smantellamento della sanità pubblica in Toscana negli ultimi anni, con centinaia di tagli di posti letto, decine di piccoli ospedali chiusi, centinaia di lavoratori che hanno perso il posto di lavoro o a cui sono peggiorate moltissimo le condizioni di lavoro. Abbiamo assistito allo sfascio della sanità pubblica a favore della sanità privata, abbiamo vissuto anche sulla nostra pelle le lunghe liste d’attesa di mesi e mesi per poter usufruire di visite specialistiche e cure. In tanti per potersi curare sono stati e sono costretti a rivolgersi alle strutture private e chi non può permetterselo non si cura. Non dobbiamo oggi nell’emergenza farci abbindolare dai proclami e non dobbiamo dimenticare che se il servizio sanitario nazionale è al collasso: ci sono dei responsabili.
Oggi per far fronte all’emergenza sanitaria (che è anche economica e politica) pensiamo che bisogna mobilitare e organizzare le masse popolari insieme ai lavoratori, gli utenti e i disabili con gli operatori del settore; è una situazione di emergenza e le misure devono essere all’altezza, così come serve un governo di emergenza che tuteli a ogni costo e faccia gli interessi della popolazione e non quelli di Confindustria e dei gruppi economici di potere a cui fa riferimento: di questo parlano i milioni di operai e lavoratori ancora a lavorare “in deroga” nelle aziende, i lavoratori come noi del settore sociosanitario mandati quasi allo sbaraglio senza DPI, senza ricambi di personale, senza sostegno concreto se non belle parole. Sono da esempio paesi come proprio la Cina e Cuba, che ci mandano sostegno medico e materiale mentre quelli europei ci hanno praticamente chiuso le porte in faccia, paesi che si rifanno al socialismo e hanno una sanità pubblica, gratuita, universale ed efficiente che con ogni evidenza i paesi cosiddetti “avanzati” non hanno. Noi intendiamo muoverci in questa direzione, per garantire la tutela dei nostri ragazzi e della dignità e sicurezza del nostro lavoro seguendo questi esempi e contribuire a cominciare a cambiare lo stato di cose anche ne nostro paese. Non dobbiamo tornare indietro ma andare avanti, sentiamo dire spesso che “niente sarà più come prima” e vogliamo che sia così: basta disabili e famiglie abbandonate, basta lavoratori senza DPI e sicurezza, per un SSN pubblico, efficiente e gratuito da costruire insieme agli altri lavoratori, utenti e cittadini
Lavoratori ANFFAS di Firenze

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