L’emergenza Coronavirus ha portato finalmente allo scoperto, in tutta la sua asprezza e gravità, la situazione disastrosa della sanità italiana, sfasciata da decenni di tagli, privatizzazioni e chiusure di ospedali e strutture sanitarie. Quella che è diventata a tutti gli effetti e rapidamente un’emergenza di carattere nazionale, poteva essere affrontata immediatamente adottando tutte le necessarie misure di previdenza e contenimento del contagio: anche da questo si vede bene l’inconsistenza e la strumentalità della campagna di terrorismo mediatico che sta procedendo a spron battuto da un mese a questa parte.

Cosa fanno in questa situazione Rossi e Nardella, autoproclamatisi “paladini della sanità”?

Nella sola Firenze abbiamo 25 ospedali e cliniche private, con centinaia di posti letto e decine di sale operatorie. Al 17 marzo, abbiamo 1053 contagiati: ciò significa che, contando anche gli ospedali pubblici, abbiamo tutto il necessario per curare i casi più gravi in tempo utile e con tutte le attrezzature necessarie. Perché dunque l’amministrazione regionale e comunale del PD non le requisisce, dato che si mostra così attenta alla gravità di questa epidemia? Perché il sindaco sceglie invece di chiudere i parchi pubblici e di disporre l’uso di droni e forze dell’ordine contro chi esce a fare una passeggiata?

Se si vuole davvero dimostrare di aver preso sul serio questa emergenza, bisogna requisire immediatamente tutte le strutture sanitarie private e metterle a disposizione delle masse popolari senza far loro sborsare un centesimo!

Requisire senza indennizzo e non in subaffitto, come invece vorrebbe il Governo, significa mettere al centro l’interesse delle masse stesse e dei contagiati e impedire alle strutture private di trovare vie traverse per lucrare come se non più di prima sulla salute dei cittadini. Per questo Rossi e Nardella devono fare requisire i vari Prosperius, Fanfani, villa Ulivella, Florence Medical Center e le altre che abbiamo individuato con i nostri pochi strumenti (l’elenco è ovviamente a disposizione ma possono arricchirlo sicuramente meglio di noi). A questo proposito lanciamo l’appello a comitati, associazioni, partiti e a quanti vorranno sostenere questa attività di inchiesta e mappatura necessaria non solo a rivendicare, oggi, a Nardella e Rossi la requisizione (senza indennizzo!) di tutti i posti letto necessario ma anche per il lavoro di difesa e miglioramento del SSN che sarà necessario continuare a portare avanti anche dopo che l’emergenza sanitaria sarà finita!

Devono essere requisite da subito e senza indennizzo con il sostegno attivo dei lavoratori, da rifornire di tutto punto dei DPI e organizzati in comitati interni di controllo come indicano i Protocolli recentemente firmati dai sindacati di regime, applicandone ferreamente i dettami e anche oltre: avere i lavoratori col fiato sul collo spinge il padrone e le istituzioni a non sgarrare per evitare di incappare in spiacevoli conseguenze!

A breve avvieremo anche una mappatura delle strutture medico ospedaliere recentemente chiuse nell’area metropolitana dalle varie istituzioni, per ragionare su come procedere alla loro riattivazione come sta giustamente facendo proprio il governatore Rossi con il vecchio ospedale di Massa; l’ex Meyer, gli ambulatori del presidio di S. Rosa e quello di Gavinana dovrebbero essere facilmente riqualificabili a breve tempo a sostegno della lotta all’epidemia di COVID-19, tanto per dirne alcuni così sui due piedi.

Infine, tutto il mondo del lavoro è in fermento: dagli operai della Dreoni di Prato che riconvertono autonomamente l’azienda per produrre mascherine alla mobilitazione dei NO TAV per il diritto alla salute, fino all’organizzazione popolare di lavoratori e studenti che si offrono di fare la spesa e recapitarla a chi non può recarsi ai supermercati.

Per questa ragione invitiamo gli operatori sanitari di Careggi, S. Maria Nuova e degli ospedali e presidi sanitari a coordinarsi con gli altri loro colleghi che lottano in città per salute e sicurezza, come gli operatori della cooperativa Di Vittorio (in sciopero da martedì per la mancanza di DPI), quelli delle Poste e di Esselunga, per avere i DPI e riorganizzare loro i servizi in sicurezza e con il giusto personale, rivendicando anche che gli altri siano lasciati a casa ma a salario pieno.

Di fronte all’emergenza, ci vogliono misure di emergenza!

Moltiplicare i posti letto in terapia intensiva, riaprire ospedali e reparti chiusi benchè agibili e requisire senza alcun indennizzo le strutture private!

ISTITUTO PROSPERIUS VILLA CHERUBINI – 90 posti letto, 2 sale operatorie (sia privato che convenzionato)

FLORENCE MEDICAL CENTER – 2 sale operatorie

CASA DI CURA VILLA DONATELLO SPA – 80 posti letto, 7 sale operatorie

MARIA BEATRICE HOSPITAL GRUPPO VILLA MARIA SPA – 32 posti letto di cui 5 in terapia intensiva 2 sale operatorie

CASA DI CURA VILLA DEI PINI – 78, Via Ugo Foscolo – 75 posti letto (convenzionata)

CASA DI CURA VILLA ULIVELLA – numero imprecisato di sale operatorie e di numero di posti letto

totale: 277 posti letto circa

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