L’emergenza Coronavirus ha fatto emergere il fallimento e la gestione criminale dei governi, nazionali e locali, nel settore sanitario. Mi riferisco allo smantellamento della sanità pubblica, anche di quella Lombarda, una sanità che hanno sempre detto essere “d’eccellenza”. Oggi il 50% della sanità lombarda è in mano ai privati, alle grandi strutture, convenzionate e accreditate come il gruppo San Donato (cui fa capo il San Raffaele), Humanitas, Maugeri, Poliambulanza, Multimedica e altri gruppi minori, strutture che stanno in piedi grazie ai finanziamenti pubblici, alle nostre tasse, ai contributi dei lavoratori dipendenti. Questo è il reale problema, il motivo per cui oggi il sistema sanitario lombardo non riesce a gestire l’emergenza. Quindi dobbiamo dire BASTA alla privatizzazione della sanità! Bando agli affaristi e speculatori delle emergenze terremoti alla Bertolaso e soci, ai faccendieri della sanità privata lombarda alla scuola dei Formigoni e Don Verzè! Non abbiamo bisogno che vengano allestiti padiglioni di fiere gestiti da privati. Quindi, che fare? Quali le misure necessarie per far fronte all’emergenza. Non serve solo denunciare il cattivo presente, dobbiamo sforzarci di trovare soluzioni pensando al presente ma anche al nostro futuro! Assumere subito nuovo personale sanitario e stabilizzare tutti i lavoratori precari della sanità. Fornire la sicurezza necessaria per chi lavora negli ospedali! Come ha affermato anche il sindaco Sala in un video messaggio ai cittadini di Milano: che si mobiliti per sostenere i lavoratori, non si limiti agli appelli! All’ospedale di Massa-Carrara e a Garbagnate Milanese, gli infermieri hanno giustamente scioperato perché non venivano forniti i dispositivi necessari! Requisire le cliniche private! Come hanno detto anche i parlamentari del M5S Toninelli e Vito Crimi: se c’è carenza di posti letto bisogna requisire le cliniche private e convenzionate! Si tratta di strutture che abbiamo pagato profumatamente con le nostre tasse. Riaprire gli ospedali pubblici chiusi e potenziare quelli che ci sono! Nella nostra Regione diverse strutture sanitarie chiuse che in poco tempo potrebbero essere messe a disposizione per l’emergenza. Il sindacato ADL Cobas e, dopo un sopralluogo, il consigliere regionale Piccirillo del M5S confermano che l’ospedale di Legnano potrebbe essere già pronto all’uso. Così il Comitato Popolare Intercomunale dell’abbiatense per l’ospedale di Abbiategrasso, che potrebbe fornire posti letto e spazi per l’emergenza subito! Perché far marcire e lasciare queste strutture al degrado! Se non lo fanno le istituzioni, apriamoli noi: queste sono strutture che serviranno anche finita l’emergenza! Chiudere le attività produttive è necessario: non è un caso che Bergamo, Brescia e Milano siano le province con più contagiati e decessi. E solo ora i giornali si stanno accorgendo degli operai e dei tanti lavoratori della sanità che risultano contagiati! Basta con questa balla che la colpa è della gente che fa sport o shopping (con i negozi chiusi!) e dello scaricare la responsabilità sui singoli! Sono le fabbriche gli unici assembramenti e per questo vanno temporaneamente chiuse! A Codogno come in Cina, dove ora i contagi sono pari a 0, le aziende le hanno chiuse! La Regione e i sindaci dei Comuni lombardi non devono limitarsi a chiedere o rivendicare al Governo: come a inizio emergenza, possono varare ordinanze e misure straordinarie per la salute dei lavoratori e dei loro cittadini. Che ordinino ai padroni di chiudere temporaneamente le aziende per le produzioni non necessarie! La Lega è al governo della nostra Regione: vediamo se attuerà queste misure, che da qualche settimana Salvini e i suoi sodali, Fontana compreso, vanno sbandierando ai quattro venti: se il Governo non fa devono prendere loro l’iniziativa in mano! Che lo facciano! Ci dicono che è come se fossimo in guerra: vero! Ma il nemico non è il Coronavirus, sono i capitalisti e questi governi che mettono avanti i profitti dei padroni anziché la salute e il benessere della collettività. Possiamo impedire l’ennesimo scempio del paese solo con la mobilitazione e l’organizzazione dei lavoratori, dei giovani e delle masse popolari. Solo le masse popolari organizzate possono far fronte all’emergenza sanitaria, economica e politica e impedire che continuino a devastare il Paese. Sosteniamo quei gruppi di lavoratori che hanno fermato responsabilmente le aziende di questo paese con gli scioperi di scorsa settimana, gli infermieri e medici che denunciano le condizioni igieniche e sanitarie negli ospedali, le associazioni che difendono la sanità pubblica, i comitati ambientalisti affinché si organizzino tra loro e con i loro esponenti e tecnici, per prendere in mano, in questi tempi di guerra, la ricostruzione del paese, attraverso la costruzione di UN GOVERNO D’EMERGENZA POPOLARE!

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