In tutto il Verbano Cusio Ossola si moltiplicano, a fronte dell’emergenza, gli appelli da parte degli amministratori locali a rimanere a casa per contenere la diffusione del virus COVID-91.

E’ stata pubblicata la notizia che l’assessore al controllo del territorio e della polizia municipale Rabaini voglia incrementare i controlli sulla popolazione attraverso dei droni.

A livello nazionale si pensa a utilizzare la geolocalizzazione del cellulare per individuare i trasgressori delle norme di emergenza.

Questo viene fatto accusando le masse popolari di essere ancora troppo in strada, senza prendere in considerazione le migliaia di lavoratori, di operai che operano ancora sul territorio.

Assessore Rabaini, se si vuole realmente fermare la diffusione del virus metta in campo tutti gli uomini, i mezzi e i fondi a disposizione affinché si effettuino controlli mirati per verificare e garantire la fornitura, la distribuzione e l’utilizzo dei dispositivi di protezione per quelle aziende che devono continuare l’attività perché offrono servizi indispensabili. Solidarizzi e prenda misure concrete per i lavoratori della grande distribuzione sul piede di guerra per mancanze di tutele, e sostenga i lavoratori delle pulizie, i trasportatori delle merci e dei mezzi pubblici e i lavoratori del settore sanitario.

Questa è la protezione civile di cui Verbania e il VCO hanno bisogno!

Basta essere forti quando si tratta di colpire chi va a far la spesa e deboli quando si vanno a toccare gli interessi dei padroni!

Prenda posizione, solleciti tutti gli eletti in Regione, in provincia, e in parlamento dalla Lega, al M5S passando per il Partito Democratico.

Solleciti la sindaca Marchionini ad utilizzare fino in fondo tutti i poteri di cui dispone, previsti dalla Costituzione, in virtù dell’emergenza sanitaria, per sospendere la produzione nelle aziende che fanno produzioni non indispensabili, garantendo il pieno salario. Come hanno fatto i comuni del lodigiano a inizio emergenza.

La Plastipack è nel cuore della città, e ogni giorno vanno e vengono centinaia di lavoratori, e decine di camion che caricano e scaricano nel piazzale aziendale, diventando potenziali veicoli del virus senza che siano applicate le dovute cautele come impone il decreto. Si prendano subito tutte le misure necessarie a garantire la tutela dei lavoratori e delle loro famiglie! Così per tutte le altre aziende sparse sul territorio!

Gli operai non devono essere considerati carne da macello e sacrificati in nome del profitto della classe dominante. Pretendere che ogni operazione sia conseguita con la massima sicurezza!

La sindaca Marchionini nella consueta diretta FB ha ringraziato le masse popolari verbanesi che hanno contribuito alla raccolta fondi per l‘acquisto di monitor per l’ospedale pubblico Castelli, l’ospedale di riferimento del territorio.

Se ci troviamo in una situazione per cui mancano attrezzature non è colpa del virus COVID-19, ma della politica criminosa di tagli alla sanità pubblica e attacchi alle conquiste fatte dalle masse popolari durante la Resistenza e dalla lotta operaia dei consigli di fabbrica negli anni ‘60-’70.

E’ evidente che nessun attacco alla sanità pubblica deve essere tollerato!

L’emergenza coronavirus, ha portato nei giorni scorsi alla temporanea chiusura del DEA e di alcuni reparti, ha dimostrato con lo smistamento dei pazienti negli altri ospedali del VCO e del novarese quanto sia pericoloso il progetto di costruzione dell’ “Ospedale Unico” e quanto sia importante invece garantire il mantenimento e il potenziamento degli ospedali pubblici già esistenti.

Bisogna per l’immediato riaprire e rendere efficienti tutti i reparti abbandonati degli ospedali pubblici.

Requisire a fronte dell’avvicinamento del picco dei contagi, tutte le attrezzature, i posti letti necessari da tutte le cliniche e strutture private presenti sul territorio.

Basta elemosinare posti letto o affidarsi alla bontà del consiglio di amministrazione di qualche clinica privata di turno!

La sezione “Anna Maria Princigalli” del partito dei Carc del Verbano Cusio Ossola, fa appello a vigilare ed è pronto a sostenere tutti i lavoratori, gli operai e le masse popolari, affinché le misure emergenziali non si trasformino in speculazioni e abusi della classe dominante e invita a organizzarsi e mobilitarsi per:

  • Sospendere subito tutte le produzioni non necessarie, garantendo il pieno salario a tutti i lavoratori
  • Garantire la sicurezza per tutti ai dipendenti delle produzioni indispensabili della grande distribuzione, del trasporto, delle pulizie e della sanità.
  • Censire e convertire tutte le aziende che hanno i mezzi necessari, o che possono venir attrezzate, per produrre attrezzature e materiali per la salvaguardia della sicurezza (mascherine, valvole, guanti, ventilatori, respiratori polmonari…)
  • Vigilare sulla trasparenza e sul corretto utilizzo dei fondi raccolti dalla generosità delle masse popolari
  • Requisire tutte le strutture e le attrezzature sanitarie private per far fronte all’emergenza sanitaria come l’istituto Auxologico di Villa Caramona e Piancavallo,mettendo a contributo tutto il personale sanitario necessario, come prevede l’articolo 42 della Costituzione Italiana.

Lavoratori, operai! prendete esempio dalle mille mobilitazioni già in corso nel paese, dai lavoratori in lotta della FCA (ex Fiat), della Piaggio, della Tenaris di Dalmine, del Si Cobas di Modena!

Scioperare e fermare la produzione è possibile!

Siete voi l’asse portante di questo paese, non fatevi abbindolare dai 100 euro offerti col nuovo decreto governativo alla “Conte-industria”, la vostra vita vale molto di più!

Organizzatevi in ogni azienda, legatevi con i comitati presenti sul il territorio (Comitato in difesa dei 2 ospedali, Comitato No5g), contattateci e partecipate alle nostre attività!

Dichiariamo noi lo stato di emergenza, non lasciamo l’iniziativa in mano alla borghesia, applichiamo direttamente tutto ciò che va negli interessi delle masse popolari, per far fronte alla crisi generale in corso.

Costituiamo un nostro governo, il Governo di Blocco Popolare, per porre le basi dell’unica soluzione alternativa a questo sistema: la società Socialista!

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here