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Prato: l’attentato che non c’è. Solidarietà ai lavoratori del SI COBAS

Redazione di Resistenza by Redazione di Resistenza
Marzo 2, 2020
in Resistenza n. 3/2020
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Il 22 febbraio si è svolto un Consiglio Comunale straordinario sullo sfruttamento lavorativo sulla spinta dell’ampia mobilitazione contro la repressione subita dagli operai della Superlativa iscritti al SI COBAS (vedi Resistenza n. 2 / 2020). Avrebbe dovuto essere aperto al pubblico, invece un cordone di Polizia Municipale impediva l’accesso alla sala consigliare; pertanto il grosso dei partecipanti ha stazionato fuori, dando vita a un presidio.

Al presidio ha partecipato anche un lavoratore del settore della sicurezza – un simpatizzante del P.CARC – che smontava dal suo turno. Quando la Polizia Municipale ha aperto un varco per entrare in Consiglio, previa perquisizione, anche lui ha cercato di entrare e si è ricordato in quel momento che aveva ancora nella borsa la pistola. E’ quindi ritornato sui suoi passi, ma è stato fermato, portato al Comando e denunciato.

L’episodio ha fomentato il sindaco Biffoni (PD) e i dirigenti locali dei sindacati di regime che si sono avventurati nella denuncia pubblica, a mezzo stampa, della pericolosità del SI COBAS sostenendo, nemmeno troppo velatamente, che il lavoratore denunciato volesse entrare in Consiglio per un non precisato atto di violenza.

Riprendiamo di seguito il comunicato della Segreteria Federale Toscana.

“Con questo comunicato intendiamo prima di tutto esprimere solidarietà agli iscritti, ai delegati e ai dirigenti del SI COBAS: che autorità e istituzioni borghesi e filopadronali cerchino ogni appiglio per denigrarli è dimostrazione che con la loro mobilitazione hanno intrapreso una strada giusta e coraggiosa e per questo motivo tutti coloro che hanno a cuore la condizione operaia devono schierarsi e fare quadrato contro i tentativi di criminalizzazione e di isolamento.

In secondo luogo, intendiamo chiarire la dinamica di una vicenda vera, che dimostra allo stesso tempo il misero livello umano e politico di chi la vuole strumentalizzare politicamente e l’oppressione di classe a cui i “semplici lavoratori” sono sottoposti in ogni cosa che fanno e in ogni aspetto della loro vita: sia quando sono costretti a svolgere in ogni condizione il lavoro per cui sono pagati, sia nei momenti “di libertà” dalla schiavitù del lavoro salariato, sia quando “fanno cose giuste”, sia quando “commettono qualche sciocchezza”. Il metro di misura per cui vengono giudicati è sempre e solo quello degli interessi della classe dominante.

Quindi, in terzo luogo, intendiamo esprimere solidarietà all’uomo fermato e denunciato. Ha fatto una sciocchezza, una di quelle cose che non possono essere condivise o giustificate, ma possono essere comprese. E possono essere messe con facilità nel loro contesto e soppesate, se analizzate senza volerne fare delle speculazioni fantasiose, ridicole e – se il clima nel nostro paese fosse diverso dal dramma sociale, economico, politico che è – comiche.

(…) Per una leggerezza GRAVE (le cui conseguenze sono ad esempio la campagna di denigrazione contro il SI COBAS e il P.CARC, non certo il rischio per l’incolumità del sindaco Biffoni, che bontà sua, non brilla per virtù morali ma non è neppure il Re Umberto ucciso da Bresci), ha partecipato al presidio con una pistola nella borsa.

(…) Il lavoratore in questione, il compagno, ovviamente non aveva alcuna intenzione di entrare in Consiglio per usare la pistola, né per sparare a nessuno, né per minacciare.

Giustamente, il SI COBAS di Prato chiarisce che non ha niente a che vedere con lui. Noi non vogliamo fare la stessa cosa perché quel compagno effettivamente frequenta la nostra Sezione e perché vogliamo avere a che spartire con lui, anche per elevare la sua coscienza rispetto al fatto che quello che un individuo fa non è mai neutro: la società è divisa in classi e al di là di quello che uno pensa, è ciò che fa o non fa che rafforza la classe operaia e la causa della lotta per il socialismo o la classe dominante e l’oppressione di classe.

Ovviamente, ora rischia il lavoro. Ovviamente, il suo gesto è stato strumentalizzato da quelli che sono complici della situazione di sfruttamento, degrado, schiavitù che vivono i lavoratori di Prato. Ovviamente. si è messo nella condizione di essere anche indicato come “un coglione” e qualunque dichiarazione facesse finirebbe per peggiorare la situazione in cui si è cacciato. Ma del resto, mentre ad assassini conclamati vengono rimessi “i peccati” e annullate le pene perché sono ricchi (o nobili: Vittorio Emanuele di Savoia ha ammazzato un giovane all’Isola di Cavallo senza fare un’ora di galera) un lavoratore che fa una sciocchezza deve invece pagare un prezzo salato.

Di uomini veramente pericolosi per la collettività, a Prato, abbiamo visto solo quelli pagati dal padrone della Gruccia Creation che hanno sprangato e accoltellato gli operai in picchetto, abbiamo visto il padrone della Superlativa che ha investito una manifestante, abbiamo visto il sindaco Biffoni che spande veleno e strumentalizza e i dirigenti di sindacati che vendono i lavoratori per mantenere il loro piccolo posto di prestigio. Questa gente ha la coscienza così sporca, lurida, da vedere minacce di attentati anche dove non ci sono. Sono talmente tanto consapevoli di essere parte del problema – e non la soluzione – della situazione di degrado, violenza, sfruttamento che gli operai vivono a Prato da dover orchestrare una montatura giornalistica degna di Feltri e di Salvini. Sono simili a loro. Fanno gli stessi interessi e usano gli stessi strumenti.

Questo miserabile tentativo di strumentalizzazione non deve in alcun modo infrangere il fronte di mobilitazione che si sta costituendo a Prato e prestare così il fianco alle manovre del sindaco e della cricca di interessi che lo contorna. Per questo confidiamo che tutti coloro che hanno a cuore la lotta di classe sappiano ben distinguere le strumentalizzazioni dalla realtà e si espongano per respingere la manovra e rafforzare, invece, la solidarietà di classe.

(…) Per non cadere nel tranello dell’intossicazione del Biffoni di turno torniamo alla realtà: cosa ha prodotto di concreto, tangibile, positivo per i lavoratori il consiglio comunale straordinario del 22 febbraio? Rispondessero su questo i campioni della democrazia e della difesa della Costituzione!

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