Il 26 Febbraio 9 famiglie collocate dalla precedentemente amministrazione comunale di Sesto San Giovanni nel Residence Puccini, verranno sgomberate per volontà politica del sindaco della Lega Di Stefano e la sua giunta.
Le famiglie hanno pagato regolarmente l’affitto pattuito al Comune, ma questo non lo ha versato al proprietario del Residence il quale, facendo ricorso al Tribunale ha ottenuto lo sfratto per morosità contro il Comune di Sesto San Giovanni e di conseguenza le famiglie saranno costrette ad abbandonare gli alloggi senza nessun tipo di tutela.
In questo contesto di crisi generale, in cui viene smantellato l’apparato produttivo del paese, la classe dominante mette sotto attacco il diritto delle masse popolari ad un lavoro utile e dignitoso, all’abitazione, alla salute e alle cure mediche, al diritto all’istruzione.
Un attacco alle parti progressiste della Costituzione nata dal sangue della Resistenza dei partigiani e di cui Sesto San Giovanni ha dato un importante contributo.
A fronte di questi attacchi si moltiplicano le realtà che si mobilitano e organizzano per la difesa e la tutela di questi diritti. Sono sempre più diffusi esempi come il CAAB e il Comitato Abitanti San Siro o a Napoli dagli operai Whirpool in lotta al Comitato Vele di Scampia.
Rispondere con la lotta vuol dire necessariamente far fronte alla repressione , a multe, arresti, fogli di via e persecuzioni sui luoghi di lavoro, disobbedendo anche a leggi illegittime come i Decreti Sicurezza Minniti – Salvini che la borghesia utilizza per mantenere il suo dominio.
Bisogna ribaltare il tavolo contro il nemico! Trasformare gli attacchi e la repressione in occasione per rafforzarsi e organizzarsi. Rendere legittimo tutto ciò che va negli interessi delle masse popolari!

Per vincere bisogna organizzarsi e coordinarsi e legarsi anche alle altre lotte presenti sul territorio, dalla lotta contro la chiusura delle aziende alla lotta contro l’ inceneritore per far un unico fronte compatto. A Milano il Coordinamento Contro la Repressione che vede coinvolte realtà diverse come il CAAB, il Sicobas, il GTA di Gratosoglio, e il P.Carc, stanno andando in questa direzione.
Bisogna imporre che venga applicata la Costituzione in tutte le sue parti progressiste, che vengano effettuate tutte le misure che realmente servono al territorio per garantire un lavoro utile e dignitoso per tutti e che venga garantito il diritto all’abitare.
I Comitati e le masse popolari organizzate già oggi possono:
1) organizzarsi per censire i beni sfitti per dare un tetto dignitoso alle famiglie che non ce l’anno.
2) organizzare le graduatorie dal basso come ha fatto il Comitato Vele di Scampia e attraverso la mobilitazione più ampia possibile, far si che gli alloggi siano assegnati direttamente secondo il principio che nessuno spazio deve rimandare vuoto o peggio degradato.
3) portare sul terreno concreto i consiglieri comunali ed esponenti dei Partiti locali a:
– partecipare alla mobilitazione e agire affinché venga impedito lo sfratto delle famiglie;
– pubblicare i dati delle case sfitte;
– Sostenere con ogni mezzo i comitati di lotta per il diritto alla casa.

Per questo il Partito dei Carc esprime la massima solidarietà alle famiglie coinvolte in quest’operazione della giunta Di Stefano e invita tutti i lavoratori, le masse popolari, le associazioni sotto sfratto di Sesto San Giovanni a partecipare e a far partecipare al presidio del 26 Febbraio 2020 in via Gramsci angolo via Puccini dalle ore 8:30 e a tutta la giornata di mobilitazione.Sostiene e appoggia tutti coloro che vorranno organizzarsi per cambiare il corso delle cose, che inizino ad elaborare dal basso le misure necessarie e diano battaglia affinché vengano realizzate e si colleghino alle altre realtà in lotta, per formare un loro governo, il governo di Blocco Popolare che faccia fronte agli effetti immediati della crisi generale. Un governo che apra la strada alla soluzione di questo marasma: la società socialista.

 

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