Firenze, 12.02.2020

In questi giorni nel gruppo Piaggio si terranno le consultazioni dei lavoratori per il rinnovo del contratto integrativo, avvenuto dopo oltre dieci anni dalla scadenza e siglato da padroni e sindacati confederali; da Marchionne negli stabilimenti ex Fiat a Rebrab prima e Jindal oggi alle acciaierie ex Lucchini di Piombino, tanto per fare due esempi concreti, la pratica ci mostra quanto valgono le promesse dei padroni: meno della carta su cui appongono le loro firme! Poi però pretendono il ferreo rispetto (l’esigibilità) degli accordi da parte dei lavoratori e di avere contemporaneamente mano libera per i loro progetti, fino a violare apertamente quanto sottoscritto o ad aggirare le leggi dello Stato con trucchi di ogni tipo, come fatto proprio a Pontedera con i precari licenziati anche dopo più di dieci anni di sfruttamento, se vedono in pericolo i propri profitti.

Le votazioni per il rifiuto o meno dell’accordo si inseriscono in un contesto di sommovimento profondo, nello stabilimento di Pontedera si dispiega sempre più la repressione aziendale in particolare con l’attacco al delegato FIOM Cappellini, che con motivi pretestuosi i portaborse di Colaninno vogliono metter fuori. Oltre a questo, sono in ballo centinaia di prepensionamenti sostituiti dalla promessa della stabilizzazione dei part time verticali (quindi esuberi di fatto), un indotto già massacrato dalle delocalizzazioni, la morte sempre meno lenta della fabbrica nonostante il costante incremento dei profitti degli azionisti.

Per quanto riguarda la repressione aziendale nei confronti del delegato FIOM, si sono espressi a suo sostegno tutte le forze politiche di “sinistra”, dal PRC a PaP fino al M5s e il nostro Partito, non a caso l’attacco al momento è sospeso: quando la classe operaia stringe a sé il resto delle masse popolari, i padroni diventano più prudenti e dimostra che la solidarietà è un arma nelle nostre mani! E’ da sottolineare il fragoroso silenzio della FIOM stessa, che non ha preso alcuna posizione ma anzi è in corso un provvedimento disciplinare nei confronti del compagno e di gran parte del Comitato degli iscritti (leggasi tentativo di espulsione) che ha causato la disdetta di un centinaio di tessere in poco più di una settimana. Questa è la sostanza dello scontro fra la struttura e i delegati e iscritti FIOM in Piaggio, non si tratta di una “questione personale” usata strumentalmente ma di divergenze sulla linea sindacale da tenere, fra la concertazione e la partecipazione ai tavoli a tutti i costi (con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti) e chi intende lottare per dare dignità al lavoro e non vuole farsi massacrare fisicamente: il nuovo contratto prevede l’imposizione del famigerato sistema WCM, introdotto da Marchionne negli stabilimenti ex FIAT e su cui stiamo portando avanti una campagna nazionale. Noi ci schieriamo decisamente dalla parte degli operai.

Sullo sfondo di questo scenario in fermento, ma non per questo meno importante, c’è il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici, che per i suddetti motivi sta passando in sordina: non solo a Pontedera, anche tanti altri operai come quelli della Whirlpool di Napoli o dell’ILVA di Taranto hanno altre emergenze. Anche in questo caso, i sindacati di regime sono arenati di fronte al rifiuto dei padroni di discutere una piattaforma già decisamente accondiscendente – nessuna novità su sicurezza e salute o alternanza scuola lavoro, rilancio di Metasalute e degli altri benefit, nessuna messa in discussione dei farlocchi indici IPCA – e in particolare la richiesta di aumento salariale dell’8%. Nonostante questo rifiuto netto la trattativa continua ma soprattutto senza il minimo sostegno di scioperi, assemblee e iniziative di lotta: solo gli operai metalmeccanici possono metterle in campo a difesa di uno strumento di unità della classe operaia da Bolzano a Palermo, sono loro che devono imporle ai sindacati di regime che è evidente dove andranno a parare!

Come Partito dei CARC sosteniamo quindi la posizione dei delegati FIOM e dei 557 operai che hanno firmato l’appello per il NO con cui respingere l’ipotesi di rinnovo e invitano i colleghi a fare altrettanto, assumendosi di fatto la responsabilità di organizzare la crescente mobilitazione operaia contro l’ennesimo tentativo di Colaninno e soci di spremere lavoratori come limoni per poi rinchiuderli in un reparto confino (vecchio vizio degli aguzzini FIAT) una volta logorati fisicamente, di monetizzare per due spiccioli diritti imprescindibili come salute e sicurezza, di imporre i sabati lavorativi e mettere tutti a casa quando fa comodo (ovviamente pagati con i soldi pubblici degli ammortizzatori sociali e non certo i loro).

Questo contesto ci ricorda molto quello dell’Autunno Caldo di cui ricorre il 50° anniversario, dove a fronte di una situazione difficile nelle fabbriche la classe operaia con alla testa i metalmeccanici diedero una spinta potente alla lotta di classe con la costruzione dei Consigli di Fabbrica, che imposero un rinnovo del CCNL positivo e negli anni successivi ottennero conquiste come le 150 ore per la formazione, la mensa, la mutua e lo Statuto dei Lavoratori. I CdF contribuirono alla nascita di organizzazioni come Medicina Democratica, alla uscita degli operai dalla fabbrica per occuparsi delle altre questioni della società come la casa, il caro vita, il diritto allo studio, l’antifascismo… di questo e altro parleremo il prossimo 27 febbraio dalle 18,30 al circolo Il Botteghino alla Rotta, con il nostro Segretario Nazionale Pietro Vangeli e i compagni del PRC di Pontedera; partendo dall’esperienza del CdF della Sampas di Milano discuteremo gli insegnamenti che ci fornisce una delle esperienze più importanti fatte dai lavoratori e dalle masse popolari del paese, utili alla lotta di classe di oggi alla Piaggio e non solo.

Al fianco degli operai Piaggio per respingere l’ennesimo accordo bidone delle “alte sfere”, per costruire l’organizzazione operaia che faccia fronte alla repressione e al clima da caserma, per cominciare a invertire la rotta come a Pomigliano nel 2010!

Che la classe operaia si unisca per far valere la propria inarrestabile forza, a Pontedera e nel paese, per cominciare a passare dalla difesa all’attacco; che i comunisti, i sinceri democratici, gli studenti e ogni elemento avanzato delle masse popolari si schieri con loro!

Federazione Toscana del Partito dei CARC

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