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Commissione Gramsci: iniziamo l’anno sotto il segno della rivoluzione socialista

compagno PB by compagno PB
Febbraio 5, 2020
in Rinascita di Gramsci
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La Commissione Gramsci del Partito dei Carc da due anni ogni mese ricorda Gramsci, la sua vita, gli eventi che lo coinvolsero e che riguardarono il movimento comunista di cui egli è stato dirigente di massimo rilievo. Il 2020 è iniziato, e l’editoriale del foglio Resistenza si intitola Il 2020 è sotto il segno della rivoluzione socialista.[1] Sotto questo segno propizio i compagni della Carovana del (nuovo) Partito comunista italiano si mettono all’opera nel primo mese dell’anno, e la Commissione Gramsci dal canto suo lo fa continuando il suo impegno in ciascuno dei dodici mesi e tessendo passato e presente, selezionando cosa mantenere, cosa fare vivere, cosa lasciare di quanto Gramsci e il movimento comunista del suo tempo hanno prodotto.

Iniziamo quindi da questo gennaio. Siamo già a febbraio guardiamo al mese appena trascorso. Il 18 gennaio a Livorno c’è stata la celebrazione della nascita del primo Pci, fondato il 21 gennaio del 1921 in questa città da Antonio Gramsci e, tra gli altri, Amadeo Bordiga (Ercolano, 13 giugno 1889 – Formia, 23 luglio 1970). La fondazione del primo Pci è uno degli eventi più importanti della storia d’Italia del secolo scorso e celebrarne la fondazione significa studiarlo a fondo, comprenderne le ragioni della nascita e gli sviluppi successivi. Farlo è obbligatorio: ci sono eventi che rifiutano di essere ridotti a celebrazioni e che si riaffacciano nel presente con prepotenza, ed esigono che chiunque si dichiara comunista affermi la loro attualità, risponda alle domande da essi poste e che ancora non hanno avuto risposta, risolva i problemi che essi posero e iniziarono ad affrontare e che ancora devono essere risolti. Testimonianza di tutto questo sono, tra le mille iniziative, la celebrazione organizzata dal PC guidato da Rizzo il 18 gennaio, le scritte “Viva Gramsci!” e “Viva il (nuovo)Pci” sui muri di Livorno, il dibattito che ne è seguito e di cui tratta un recente comunicato di un Comitato del (nuovo)Pci,[2] il quale, tra le altre cose, parla del Congresso di Lione del primo Pci in cui ci fu lo scontro tra la linea di Antonio Gramsci e quella di Amadeo Bordiga.[3] Perché parliamo di questo argomento? Per almeno tre motivi.

  1. un MOTIVO GENERALE, che interessa tutti. Tutti noi, e noi comunisti per primi, dobbiamo studiare questi eventi e la storia in generale. Bisogna che ci mettiamo a studiare perché la scuola dello Stato borghese insegna sempre meno e i giovani delle masse popolari che ne escono ignorano passato remoto e anche passato prossimo. Ignorano, tra le altre cose, la storia e la lingua italiana. Dobbiamo quindi metterci a studiare e il Partito dei Carc ha intrapreso una pratica estesa a livello nazionale facendo incontri e iniziative su questo periodo di cui stiamo parlando, i primi decenni dello scorso secolo, sui consigli di fabbrica negli anni Settanta in Italia e su altri argomenti storici in altre parti del mondo. Elenchiamo alcuni impegni del Partito al riguardo.
      1. Il ciclo di iniziative del Segretario nazionale del Partito dei Carc sull’esperienza dei Consigli di Fabbrica e le lezioni per i lavoratori avanzati e i comunisti oggi:[4] dopo l’iniziativa fatta a Reggio Emilia il 25.01.10, ne abbiamo in programma una a Pisa il 27.02 e un’altra a Firenze il 28.02.
      2. Un ciclo di iniziative dal titolo: La rivoluzione socialista è in corso? ciclo di incontri per avanzare nella ricostruzione del movimento comunista in Italia che teniamo a Livorno.[5]
        1. domenica 12 gennaio su Proletari senza rivoluzione, Dal Biennio Rosso alla nascita del PCdI.[6]
        2. sabato 22 febbraio su Mao Tse-Tung: sulla via italiana al socialismo  Sottotitolo: Il crollo del revisionismo moderno.[7]
        3. domenica 22 marzo su  Il proletariato non si è pentito, L’esperienza degli anni ’70, il pentitismo e la dissociazione dalla lotta di classe e dalla lotta rivoluzionaria. [8]
        4. domenica 19 aprile su  I compiti dei comunisti oggi. [9] c.Un ciclo di iniziative sulle foibe da programmare. Riguardo alla materia, segnaliamo l’iniziativa organizzata da Pistoia Antifascista a Pistoia su I crimini fascisti in Jugoslavia e le foibe il 7 febbraio[10] e un’altra iniziativa sempre a Pistoia organizzata dal Partito Comunista il 15 febbraio.[11]
      3. L’inaugurazione a Prato di una scuola di base di lettura e scrittura e di storia il 9 febbraio.[12]
      4. Un’iniziativa sulla Corea del Nord e sulla resistenza vittoriosa del popolo coreano contro gli imperialisti giapponesi e statunitensi nel corso di un secolo.[13]
      5. Le Iniziative sulla storia del Biennio Rosso e gli insegnamenti per fare la rivoluzione socialista: il 22 febbraio terremo un’iniziativa sul Biennio Rosso a Bussoleno, presso la sala comunale di Bussoleno.

Invitiamo tutti a cooperare con le proprie energie, la propria intelligenza, le proprie risorse a questa opera di rigenerazione culturale, di recupero della memoria storia, di costruzione di una cultura nuova di cui diamo sopra cenni e che è espressione dell’iniziativa spontanea delle masse popolari, di più organizzazioni politiche e della Carovana del (n)Partito comunista italiano di cui il Partito dei Carc è componente.[14]

  1. C’è un MOTIVO PARTICOLARE, che interessa tutti quelli oggi alle prese con la costruzione della rivoluzione socialista e tutti quelli che hanno a cuore la vittoria del movimento comunista. Per vincere ci vuole il partito comunista. Come deve essere questo partito, come lo si costruisce, quale concezione del mondo deve avere, quale strategia e quale tattica deve seguire? Su queste e su altre questioni c’è divergenza di opinioni e scontro, e ci fu scontro nel Congresso di Lione del 1926 tra Gramsci e Bordiga. Gramsci portò nel Congresso la linea di Lenin, il dirigente che aveva scoperto che l’unità del partito ha base ideologica sulla adesione a una concezione del mondo, a una teoria rivoluzionaria la cui validità si sperimenta nella lotta di classe.[15] A negare questa scoperta furono in molti, chi dicendo che il partito si forma spontaneamente nelle lotte e l’elaborazione teorica è secondaria o superflua, chi dicendo che il partito sarebbe l’unità di tutti coloro che aspirano al comunismo o che “si sentono comunisti” o si dichiarano comunisti, ecc. La rappresentante più nobile di questi oppositori fu Rosa Luxemburg. (Zamość, (Polonia) 5 marzo 1871 – Berlino, 15 gennaio 1919).

I partiti comunisti che si sono attenuti e fino a quando si sono attenuti alla linea di Lenin, e cioè al marxismo leninismo, hanno vinto. Su questa linea il Partito comunista dell’Unione Sovietica guidato da Stalin ha saputo ricostruire il paese e vincere contro i nazifascisti nella Seconda Guerra Mondiale e lo stesso Partito Comunista Italiano per quanto ha seguito questa linea ha avuto successo fino alla vittoria contro il nazifascismo. La linea degli oppositori al marxismo leninismo è stata minoritaria nella prima metà dello scorso secolo. Nella seconda metà del secolo a oggi, invece, tra coloro che si reputano comunisti prevale l’idea che il partito debba e possa essere un contenitore dove sono accetti tutti quelli che aspirano al comunismo o tutti quelli che non sono soddisfatti dell’ordine esistente.[16] Per riprendere la via giusta, quella che ci porta alla vittoria, tra le varie cose studiamo come fu lo scontro nel Congresso del 1926.

  1. Un MOTIVO IMMEDIATO e occasionale è che stiamo parlando della vita di Gramsci e ogni mese parliamo di eventi che in quel mese lo coinvolsero, e nel mese di gennaio non solo ci fu la fondazione del partito ma anche il Congresso di Lione. Ci fu anche la morte di Rosa Luxemburg, uccisa a Berlino il 15 gennaio del 1919. L’evento ebbe peso determinante nel movimento comunista della Germania quanto ne ebbe per il movimento comunista d’Italia la morte di Gramsci, ucciso a differenza di Rosa Luxemburg, lentamente nelle carceri fasciste.

Gennaio è un mese freddo e ancora non è vigilia della primavera, ma questo non è una buona ragione per restare in letargo, così come non c’è da aspettare il “sole dell’avvenire” per i proletari del nostro paese di cui si parla fino dai tempi delle giornate di Milano in cui affrontarono le cannonate del generale macellaio Bava Beccaris.[17] Nella lotta di classe e nella costruzione della rivoluzione socialista in Italia “il sole siamo noi”, noi decidiamo il corso delle cose, noi che siamo parte delle masse popolari, noi che siamo parte della classe operaia, noi che siamo parte della carovana del (nuovo)Partito comunista italiano.

[1] Vedi in https://www.carc.it/2019/12/29/il-2020-e-sotto-il-segno-della-rivoluzione-socialista/.

[2] Vedi in http://www.nuovopci.it/comdipar/a2020/CdP_Aurora_14/CdP_Aurora_14_Scritte_nPCI_a_Livorno.html.

[3] Bordiga fu messo in minoranza e nel 1930 sarebbe stato espulso dal partito.

[4] Sulla materia il Partito sta raccogliendo interviste a operai che furono protagonisti dell’esperienza dei Consigli di Fabbrica. Vedi in https://www.carc.it/interviste-sui-consigli-di-fabbrica/

[5] Al Circolo ARCI Arena Astra, piazza Luigi Orlando 39, dalle 17 alle 20.

[6] Relatori Silvia Fruzzetti (Segretaria federale del Partito in Toscana) e Pablo Bonucelli (direttore giornale Resistenza).

[7] Relatrici; Silvia Fruzzetti e Mariangela Nasillo (Segreteria Federale Toscana)

[8] Relatrice Silvia Fruzzetti.

[9] Relatori: Silvia Fruzzetti, Ermanno Marini (Responsabile Nazionale Settore Organizzazione)

[10] Vedi in https://www.facebook.com/events/587940021777506/.

[11] https://www.facebook.com/events/472014330180778/.

[12] Vedi in https://www.facebook.com/events/2523826057937847/.

[13] https://www.facebook.com/events/682908522447474/.

[14] Il (nuovo)Pci interviene sullo studiare per imparare a fare la rivoluzione socialista in http://www.nuovopci.it/voce/comunicati/com2020/com02-20/Com.CC_02-2020_Ai_giovani.html.

 

[16] Il partito comunista è costituito da compagni formati a una scienza e addestrati a disciplina da combattenti. Oggi prevale l’idea che possa essere appunto un insieme di soggetti che aspirano al comunismo e di insoddisfatti come se si potessero includere nella categoria degli elettricisti tutti quelli che in casa aspirano ad avere la luce elettrica e quelli che non sono contenti di stare al buio o di non potere ricaricare il cellulare.

[17] “Deh t’affretta a sorgere, oh Sol dell’avvenir, vivere vogliam liberi, non vogliam più servir” (Canto dei malfattori, A. Panizza, 1891)

 

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