Nel mese di gennaio abbiamo avviato la campagna sulla sicurezza nelle aziende del gruppo Agnelli-Elkann con la distribuzione del primo volantino nazionale della campagna incentrato sul tema del WCM (World Class Manifacturing). Questo metodo organizzativo, vigente nelle fabbriche del gruppo FCA/CNHI e finalizzato all’aumento della produttività ottenuta attraverso il taglio dei cosiddetti “tempi morti”, è causa per il lavoratore di malattie osteoarticolari e altri disagi (vedi Resistenza n. 1/2020).
Abbiamo diffuso il volantino in alcune fabbriche dove già interveniamo abitualmente e puntiamo a diffonderlo anche in altre a febbraio. I riscontri che riceviamo confermano l’importanza e l’utilità della nostra campagna. Di seguito una rapida rassegna degli interventi svolti nel mese di gennaio.

Torino. Siamo stati a Mirafiori, dove alcuni operai hanno preso più copie del volantino per distribuirlo anche all’interno della fabbrica e uno di loro ci ha anche mostrato la foto dei calcinacci che cascano dal tetto del suo capannone.
Siamo quindi andati al reparto confino di via Biscaretti di Ruffia, dove gli operai si stanno organizzando per far fronte alla condizione di confinati e anche alla Mopar di None, dove a ottobre è morto un operaio per un malore sul lavoro, nel silenzio generale imposto dalla dirigenza che all’ingresso dello stabilimento reclamizza, a proprio vanto, i 493 giorni trascorsi senza alcun infortunio.
Abbiamo distribuito il volantino anche alla Maserati di Grugliasco e in uno dei principali mercati rionali del quartiere di Mirafiori Sud, frequentato da numerosi pensionati ex-Fiat e operai di altre fabbriche.
Sabato 25 gennaio abbiamo partecipato all’iniziativa del PRC di Torino sullo stato delle automotive in Italia e in quella sede abbiamo ribadito la necessità di unire le forze per sostenere gli operai FCA/CNHI determinati a battersi per la sicurezza sul posto di lavoro. Giovedì 30 gennaio, presso il circolo ARCI Da Giau, abbiamo promosso un’iniziativa di presentazione della campagna.

Modena. Abbiamo diffuso il volantino davanti ai cancelli della CNHI e anche qui alcuni operai ne hanno preso più copie per distribuirle ai colleghi degli altri turni.

Cassino. Quello di Cassino è il territorio che ha pagato il prezzo più elevato per le gravi carenze in termini di sicurezza sul lavoro in FCA, con la morte il 1 ottobre 2019 di Fabrizio Greco e il 3 gennaio 2020 di Cristian Terilli. La nostra presenza è stata ben vista non solo dagli operai, ma con nostra grande sorpresa, anche da alcuni “team leader” che si sono intrattenuti con noi per denunciare il regime da caserma, le carenti condizioni di sicurezza e la guerra tra poveri alimentata dalla cassa integrazione.
Abbiamo verificato come l’azienda manipoli i dati sugli infortuni: a seguito della morte di Fabrizio Greco, è scomparso dall’ingresso della fabbrica il tabellone che riportava dati e numeri relativi agli infortuni.
Sabato 1 febbraio abbiamo tenuto anche qui un’iniziativa di presentazione della campagna alla presenza dei membri e collaboratori della sezione locale e di compagni del sindacalismo di base con cui collaboreremo per alcune iniziative.

Brescia e Suzzara (MN). Abbiamo diffuso il volantino negli stabilimenti Iveco presenti nelle due città, affiancandolo a un questionario sulle problematiche interne alla fabbrica, riscontrando grande interesse dei lavoratori che sono ben consapevoli di come i ritmi di lavoro incidano sul tema della sicurezza.

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