E’ di questi giorni la notizia che il PCA (Progetto Comunità Aperta) di Pietrasanta, un’esperienza ventennale di cura e assistenza alle persone con problemi di tossicodipendenza, è a forte rischio chiusura. La chiusura, come spiegato pubblicamente dal Presidente e dagli altri operatori, è dovuta ai tagli ai finanziamenti che il PCA, in quanto struttura convenzionata con ASL, riceve. Negli ultimi anni si è passati infatti da un finanziamento di 130 mila agli attuali 80 mila euro. Basterebbe quindi riportare il finanziamento alla cifra originaria per permettere al progetto di andare avanti e di continuare ad erogare il suo prezioso servizio ai tanti utenti che si rivolgono alla struttura e di mantenere i 5 posti di lavoro che la struttura attualmente impiega. Ad oggi il servizio è stato sospeso dalla stessa direzione in attesa del tavolo Istituzionale di lunedì 20 nel quale si discuterà del futuro del progetto.

Il PCA non ha certo bisogno si presentazioni. E’ una struttura con vent’anni di storia che segue ad oggi 120 persone con problemi di tossicodipendenza ed è riferimento non solo per i residenti di Pietrasanta ma anche dei comuni limitrofi. Moltissime sono le persone che in questi vent’anni si sono rivolte a questa struttura, chi vive le nostre zone lo sa bene. Molti di noi hanno amici, parenti e conoscenti che in questi vent’anni hanno beneficiato dei servizi della struttura e ne sono prova i moltissimi attestati di solidarietà e di stima che stanno arrivando alla struttura da parte delle persone che grazie al PCA hanno risolto le loro problematiche. La struttura inoltre sviluppa altri progetti di natura sociale e di pubblica utilità come il banco alimentare “Mangi chi ha fame”.

Non permettere ad una struttura come il PCA di andare avanti è una follia soprattutto in un periodo come questo dove, nello scenario di crisi economica e sociale che stiamo vivendo, l’utilizzo di droghe pesanti sta repentinamente crescendo. Altro che chiuderlo!  In un situazione sociale come quella che stiamo vivendo, attività come quella del PCA e di strutture analoghe deve essere implementata!

La vicenda del taglio al finanziamento al progetto va avanti da diversi anni (e rientra nell’ attacco al diritto alla salute e nel più generale quadro di smantellamento di tutte quelle conquiste di civiltà e benessere che Amministrazioni locali, regionali e nazionali stanno portando avanti da decenni) come denunciato più volte nel corso del tempo dai responsabili della struttura; ma fra tante promesse non mantenute da enti regionali e locali questa volta il rischio chiusura è imminente.

Nel frattempo cosa fà l’Amministrazione di Centrodestra di Pietrasanta? La lotta al degrado e per la sicurezza tanto sbandierate in campagna elettorale valgono solo per dare la caccia ai disperati o intendono sostenere chi il degrado di eroina e affini lo combatte tutti i giorni? E la Regione Toscana e la ASL che intendono fare? Continuare con la politica di smantellamento della salute pubblica e dei servizi?

Come Partito dei Carc siamo solidali con la struttura, con i suoi operatori e con gli utenti e le loro famiglie. Invitiamo tutte le realtà e i singoli cittadini che credono che strutture come quella del PCA devono continuare a portare avanti il loro utile lavoro a far sentire la propria voce, a denunciare quanto sta succedendo e ad esprimere la propria solidarietà nell’ottica di arrivare presto ad una mobilitazione popolare e collettiva per difendere il progetto!

Sezione di Massa del Partito dei CARC

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