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10, 100, 1000 Occupazioni nella città di Napoli: spazi sociali al popolo che si organizza!

Federazione Campania by Federazione Campania
Gennaio 12, 2020
in Federazione Campania
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10, 100, 1000 Occupazioni nella città di Napoli: spazi sociali al popolo che si organizza!

Organizzarsi per rompere il teatrino della politica napoletana: sugli attacchi a Insurgencia e la solita ambiguità dell’amministrazione De Magistris

Negli ultimi giorni è sorta una polemica tra la consigliera del Comune di Napoli Laura Bismuto e il collettivo politico Insurgencia. La consigliera Bismuto ha postato su Facebook un sondaggio in cui chiedeva ai cittadini che uso fare della struttura occupata “Insurgencia” in via Nuova San Rocco, perché ritiene che in quel luogo non vengano più svolte attività e che per questo debba essere ridato alla città.

Riteniamo la critica di Bismuto sbagliata perché non tiene conto del ruolo che quel luogo ha avuto e ancora ha per la mobilitazione popolare della nostra città e per i giovani del territorio che negli anni si sono in quegli spazi avvicinati alla politica. È un principio fondamentale per noi comunisti, il sostegno e la solidarietà proletaria con chi lotta e alimenta la partecipazione popolare: Insurgencia, ad esempio, è stata uno dei luoghi di organizzazione delle lotte ambientali contro la discarica di Chiaiano o i roghi tossici nella terra dei fuochi.

La dichiarazione di Bismuto ha dato vita a un parapiglia sui social network, poco gratificante sia per l’una che per l’altra parte, con gli attivisti di DEMA e Insurgencia. Una caciara improduttiva e poco seria così come il livello del dibattito tra le forze politiche oggi presenti in consiglio comunale, più attente a giochi elettorali, a farsi le scarpe le une con le altre, a prepararsi il terreno per il “dopo Gigino”, che a impegnarsi a sostenere la mobilitazione popolare in città con atti concreti e impegno costante.

Di questi l’assessore De Majo, in qualità di attivista di Insurgencia, deve prima di tutti alimentare il sostegno alla lotta per l’assegnazione degli spazi in città, diversamente si qualificherà al pari degli altri politicanti che degli spazi pubblici ne fanno merce di scambio e clientele. Sono le masse popolari organizzate che decidono l’uso sociale degli spazi pubblici, non certo il sindaco, gli assessori, i consiglieri o i dirigenti del Comune di Napoli di qualsiasi partito politico o lista elettorale.

I veri nemici da sgomberare, invece, sono la Curia che non paga un euro di tasse sull’enorme patrimonio immobiliare, museale e turistico che gestiscono; i grandi imprenditori del turismo che stanno sventrando il centro cittadino epurandolo dai proletari che vi vivevano; le basi NATO che non pagano un euro di tasse per la loro permanenza armata sul nostro territorio; le multinazionali che fanno i propri porci comodi come Whirlpool, Hitachi, FCA e altre. Si parli delle vere emergenze e dei veri occupanti abusivi della città!

Proprio in questi giorni, il 15 gennaio, si terrà davanti a Palazzo San Giacomo un presidio convocato dal Comitato ex Convitto Monachelle che pretende una presa di posizone seria da parte del Comune di Napoli. Al presidio parteciperanno altri comitati popolari che in questa città non hanno ancora ottenuto assegnazioni e delibere degli spazi che hanno occupato e aperto alla cittadinanza (spazi come Galleri@rt, Casa delle Donne, ecc.).

Nelle ultime settimane abbiamo assistito all’ennesimo rimpasto di giunta. Sono cambiati gli interpreti promettendo che sarebbe cambiata anche la musica, che si aprano le danze quindi! Che i comitati popolari della città di Napoli chiamino alle proprie responsabilità il sindaco De Magistris, gli assessori Piscopo, Menna, De Majo, Galiero e il resto della giunta insieme ai consiglieri Andreozzi, Bismuto, Guida e gli altri, non solo a schierarsi a parole ma con provvedimenti, atti e delibere di consiglio. Carta canta!

A tutti i lavoratori, i precari e gli attivisti che si mobilitano su queste battaglie diciamo che per vincerle, la mobilitazione popolare è l’elemento decisivo e che non bisogna illudersi che siano le istituzioni a risolvere le vertenze, lo avrebbero già fatto se ne avessero avuto la volontà politica!

Non bisogna farsi abbindolare dalle solite promesse di tavoli tecnici o commissioni di lavoro che non servono altro che a frenare la mobilitazione popolare e la lotta. Bisogna imporre al Comune che 10, 100, 1000 spazi vengano assegnati a tutte le organizzazioni popolari della città di Napoli, con le buone o con le cattive!

Per dare prospettive a queste lotte bisogna porsi l’obiettivo di governare i propri territori dal basso, è così che costringeremo l’Amministrazione comunale e gli eletti a mettersi a disposizione delle masse popoIari e delle loro necessità. Le Monachelle, Galleri@rt, la Casa delle Donne e gli altri organismi devono chiamare tutti gli altri comitati operai e popolari a occupare nuovi spazi in città e legarsi con tutti quelli che già gestiscono spazi popolari.

 La rete dei comitati è l’unica forza che può rompere l’illusione dell’amministrazione De Magistris a cercare di tenere insieme gli interessi dei poteri forti e quelli delle masse popolari, sostenere qualche lotta portata avanti dai comitati e contemporaneamente sottomettersi alla Corte dei Conti, ai governi centrali, alla UE, al Vaticano, alla NATO e ai loro agenti.

Bisogna organizzarsi, coordinarsi, puntare a contenderne il governo delle aziende, delle scuoIe e dei territori uomo su uomo e non limitarsi a difendersi ma agire d’attacco, tenere l’iniziativa in mano e osare. Gli operai, i Iavoratori, i precari e i disoccupati della città di Napoli devono incalzare l’amministrazione comunale ad essere conseguente alle promesse di cambiamento e ai buoni propositi per cui è stata eletta ben due volte.

La resistenza spontanea delle masse popolari nel nostro paese e nella nostra città cresce e genera un’ingovernabilità generale che richiede uno schieramento netto e senza ambiguità: o si sta dalla parte delle masse popolari che si organizzano o si sta dalla parte dei padroni, del loro sistema politico, delle loro leggi e interessi. Chi non sta da una parte o dall’aItra della barricata, è la barricata!

 

La Segreteria Federale Campania del Partito dei CARC

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